Archive for February, 2007

Living in Sovietic House


27 Feb

Sono giorni di silenzio. Di neve, di silenzio, di programmi e di progetti. Un silenzio dovuto principalmente a una connessione con il www che si appoggia sul primo computer che si incontra, con l’inevitabile conseguenza di scarsi e scarni aggiornamenti.

Cose da dire, in effetti, ce ne sarebbero…già da qualche tempo, infatti, la vita lituana è stata riempita da quel “qualcosa in piu” che la può rendere tale al 100 per cento: il campo base si è infatti spostato dal settimo piano di un dormitorio a un appartamento su Lasivès Aleja, leggasi la via centrale, che in un solo colpo mi ha permesso di assaporare due delle tante cose che un uomo deve provare prima di morire: la vita in un appartamento dichiaratamente sovietico; la vita con Doriana.

Spiegare il primo punto, è semplice. Basta immaginarsi un piccolo mondo fatto di legno e tappazzerie, contenitore perfetto di una rilassante quotidianità, se non fosse nient’altro che…un contenitore. Uno strato superficiale capace di cedere al primo colpo, simpatico portavoce di quello che doveva esserci un tempo. Apro l’armadio, entro nel mondo del corredo ancora presente, immagino la vecchiettina sovietica che sicuramente era lì fino a non troppo tempo fa, sogghigno nel nascondere nel buio piu profondo tutto quello che per lei era oggetto si sfoggio.

E poi, tappeti ovunque, legno vero o legno di plastica anche sul pavimento, e l’Oscar finale del bagno. Il mitico, intramontabile cesso dell’URSS. Disciplinatamente ripartito in due vani, rigorosamente nel centro della casa, maledettamente privo di un altro lavandino oltre a quello della vasca da bagno. Son cose…!

La casa sovietica, al morale della favola, ispira. E’ un bel jolly. Parlare in un colpo solo della coinquilina, invece, non si può. Sarebbe veramente troppo.

                        

La terra dei cachi


24 Feb

                                 

Miliardi di bit sullo schermo ricollegano alle Novita’ provenienti dal Belpaese del Sud. Guardo i siti con gli “ultimi aggiornamenti”, i “canali tematici speciali” sulla crisi di Governo. BBC World nei suoi notiziari ininterrotti stancamente si collega per le News da Roma.

News? Storie gia’ viste e riviste. Difficilmente uno straniero potrebbe distinguere le dirette televisive da immagini di repertorio, in una totale familiarita’ con crisi e polemiche alla tricolore, fatte di Dimissioni e Governi-bis, accordi e allargamenti, Prodi e Berlusconi. Zuppa e panbagnato.

 Il Vecchio che avanza. Si chiedera, lo straniero che ascolta con disinteresse, il perche’ di quel deja-vu, frughera’ nell’archivio dei suoi ricordi indietro nel tempo fino a ritrovare, datate piu’ di dieci anni orsono, le stesse identiche faide, gli stessi identici protagonisti.

Nello stesso momento, intanto, un fantomatico Italiano all’estero si domandera’ (invano) perche’ in un Mondo che claudicante cerca di andare avanti il Belpaese faccia di tutto per restare indietro. Ma tanto, alla fine, siamo i Campioni del Mondo.

Metamorfosi di una barzelletta


21 Feb

                               

E’ un attimo, un clic. Un normale minuto di ordinaria follia. L’incontrastabile difficolta’ delle cose piu’ facili, pero’, e’ appunto quella di farle, spingersi fino in fondo all’idea, ascoltare la voce interiore che ti ordina e comanda.

Interviene cosi’ la celebre Forza figlia dell’altrettanto celebre Unione, interviene con una potenza impetuosa se ad una prima analisi ai singoli componenti del drappello appare chiaro di trovarsi nel contesto del “tutto e’ possibile”.

Nasce cosi, in una tranquilla serata feriale di Kaunas, l’ultima barzelletta, neanche troppo fantasiosa: quella che ha come protagonisti classici un francese, uno spagnolo e un italiano che sono su un treno. Se non fosse che…gli italiani sono due, protagonisti collaudati di migrazioni passate. E i protagonisti sono tutt’altro che “classici”, pescati nel calderone di non-banalita’ che proprio gli erasmus a Kaunas possono offrire. E il treno, manco a dirlo, e’ il Transiberiano, testimonianza tangibile del tempo degli Zar, linea metallica parallela che collega i continenti e scollega la razionalita’.

Nasce cosi, in una tranquilla serata feriale di Kaunas, quella che una barzelletta alla fine non lo e’, perche’ il Viaggio sara’ qualcosa di piu’ di una risata, un racconto, un battito di ciglia. Attraverso una nebulosa di poche certezze, fissate in un punto di incontro (Mosca)fra i 3 “ambasciatori lituani” e il nomade proveniente da Sud; in un doppio volo Siberian Airlines Mosca – puntinonellasiberiachiamatoIrktusk e la citta’ medesima – Pechino.

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Pechino. Qualcosa di un po’ piu in la’ dei confini tradizionalmente definiti, magnetica forza asiatica. E poi, la terra di Gengis Khan, la meta, quella Mongolia e quella Ulaan Bataar che fanno sognare gia’ sui banchi delle elementari.

Il conto alla rovescia e’ iniziato. Poco piu’ di un mese, e poi non si scherza piu’: la barzelletta diventa realta’.

Se ci pensi non lo fai


17 Feb

Questioni di attimi. Un sole inaspettato, sorprendentemente inaspettato illumina marciapiedi affollati. Via vai di gente frenetico, e’ la grande citta’, e’ la massa che ruggisce. Retrogusto di caffe’ indegno appendice di un pasto egregio, e in un secondo il metronomo delle scarpe sul marciapiede si interrompe. Ghiaccio e Karma. Il meccanico trasmuoversi di un cartellone pubblicitario sussurra dietro i capelli, urla il suono di un’immagine ultrainflazionata allegata a lidi particolarmente attuali.

Ozzy Osbourne, e Riga. La nuova tournee europea di un uomo (uomo?) gia’ sepolto e poiresuscitato piu’ di una volta. Un giro d’Europa che tocchera’ prevedibilmente Milano, una tappa imprevista omaggera’ la mia Vilnius.

Non fa niente, e’ solo una scusa. Io e Alessandro ci ri-incontreremo a Riga. Grazie a Ozzy. 

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A volte ritornano


15 Feb

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Proprio cosi’. Torno a Riga, che dopo qualche mese si conserva sempre una sicurezza infallibile, entro nel Riga Hostal che mi aveva accolto l’altra volta, due parole con Juan che dopo un minuto mi riconosce. Mi riconosce e mi ringrazia: piu’ di una persona, infatti, si e’ presentata qua dopo aver trovato il link su questo Diary, tant’e’ che Juan si e’ incuriosito e ha fatto il percorso inverso: qualche volta e’ venuto a trovarmi lui, nel mio spazio online.

Viene da dire che il mondo e’ piccolo, di qualsiasi mondo si tratta. Se e’ vero che vagabondando nella notte lettone si possono ritrovare per caso spagnoli conosciuti a Cracovia, se e’ vero che si e’ creato questo feeling col gestore spagnolo di questo ostello da cui sto scrivendo, vien da dire anche che il mondo e’ sempre piu’ iberico. O perlomeno, lo e’ sempre di piu’ questo Est Europeo.

Meglio non pensarci, la capitale del Baltico mi ha regalato la ricongiunzione con il perfetto compagno dei miei viaggi migliori, e allora subito bisogna tuffarsi dentro a quella formula magica d’irrazionalita’ e istinto che contraddistingue le imprese piu’ belle.

La settimana nordica di Alessandro, facile prevederlo, dara’ esiti devastanti.

Tonino e Valentino


14 Feb

Torno adesso dall’università, con un bombardamento impressionante di sorrisi, cuori, zucchero e miele vario. Chi l’avrebbe mai detto che il San Valentino da queste parti viene celebrato come una festa nazionale? Sarà il bisogno di combattere il freddo, sarà la vicinanza con l’Indipendence Day lituano (venerdì 16) eppure…così è (se vi pare).

Non posso quindi esimermi da celebrare anche io, a mio modo, il San Valentino. Con il video che più ritengo significativo, almeno per me, almeno per quest’anno.

Et voilà.

Life is a glass of beer


13 Feb

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Sensazione strana, di smarrimento e leggerezza. Decisamente fuori luogo, per questi giorni, per questa stagione. Momenti in cui i movimenti nel conto degli Incontri sono insindacabilmente positivi, un trend che si addice ai migliori anni dei boom. Eppure, c’è chi vuole andare controcorrente, sempre. E quando la massa arriva, lui scappa.

Ho avuto modo di conoscerlo solo con il passare delle settimane, quando un insieme di suoni sgrammaticati leggermente assimilabile come “inglese” si è progressivamente impossessato di me, favorendo una comunicazione che riuscisse a mantenersi anche su canali normali, senza necessariamente scendere nei fumi dell’alcol che, si sa, appiattisce qualsiasi differenza e difficoltà.

Giorno dopo giorno, è così apparso sulla tela un personaggio estremamente interessante, figlio di quella che lui stesso giura essere “la cittadina più alternativa della Germania”, inspiegabilmente capace di racchiudere in sè stesso il Doctor Jackyl e il Mister Hide, studente chimico eccellente alla mattina e jolly notturno instancabile nella notte, proprio fino a un’ora prima del cambio d’abito.

Con un eufemismo italospagnolo, si potrebbe definire Stefàn un “cabròn di classe“, soprattutto quando ci si trova davanti ai rituali che la birra impone. Tedesco d.o.c., ha stupito la platea più di una volta con aneddoti e istruzioni varie, rasentando il limite dell’insanità mentale quando si è esageratamente indignato per una modalità di brindisi a birra Weiss che, si sa, ha una procedura diversa rispetto agli altri.

In cinque mesi e più di vita assurda, storie assurde se ne potrebbero scrivere tante, ma protagonisti che restino più di un nome o un evento è più difficile trovarli. Il dominio dell’effimero, l’inflazionata presenza di soggetti potenzialmente interessanti sono barriere naturali contro la naturale tendenza dell’uomo a creare legami stabili. Stefàn, eppure, è una delle famose dita di una mano su cui si possono contare, in questo contesto nordico, gli amici buoni acquisiti.

E, proprio in questo momento, sta prendendo un bus per la città più alternativa della Germania.

Hi dear Baltic Man,


12 Feb

Thank you for your inquiry and your interest in the Public Relation
course. I am sorry to inform you that due to a large number of students in
the course, I am not able to offer any personalized forms of instruction
or assessment.

Have a good day.

Dr.V.Legkauskas

                                       

Cambia il nome del mittente e quello del corso in questione, ma il risultato e’ quasi sempre lo stesso: o si impara questo simpatico lituano, o il 70 per cento dei corsi nella mia facolta’ lituana non si potranno seguire. Neanche con formule personalizzate. Neanche se sei in Erasmus, e alla faccia di chi dalla Spagna mi scrive “no no qui e’ tutto troppo facile, che quasi mi vergogno!”

Vorra’ dire che ripieghero’ su altri corsi, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta. Chi non mi vuole non mi merita. O no?

Sociologie della notte


11 Feb

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Il costante vagabondare nella notte di Kaunas mi ha portato, qualche notte fa, negli angoli piu’ remoti di questa citta’ che tante sorprese puo’ offrire, posti visti e rivisti ma mai guardati attentamente, che appaiono in un minuto e fermano il camminano, modificano i piani.       

Ed e’ proprio cosi’, tagliando i -15 gradi tanto annunciati e finalmente arrivati, che la musica ti si pianta nelle orecchie, sale da una finestra a livello-asfalto e in cambio trascina giu’ te stesso, folgorato da quel qualcosa che si cercava ma non in quel momento.

Questione di un attimo e il termometro sale vertiginosamente, di 30 gradi e anche piu’, temperatura inversamente proporzionale all’altitudine, con ogni scalino che ti porta sempre piu’ sotto, luce e suoni a braccetto si espandono, la notte diventa sempre meno notte. O forse sempre piu’ Notte.

Kaunas questa sera offre, a sorpresa, musica live, gia’, proprio quella dolce sensazione di cassa e rullante che si unificano al battito cardiaco troppo deludentemente ambita in questi mesi. Per una volta non consolle ma Stratocaster, non digitale ma maledettamente analogico, poco software e tanta creativitá, fantasia, passione. Il maledetto profumo del palco, condiviso da 3 boybands, uno spostamento bidirezionale tra kilometri e tempo, a ritrovarmi con una birra in mano davanti a uno specchio. Guardo i lituani riempirsi di musica e giá li conosco, loro guardano me e non capiscono, che ci fa un “inglese” li’ in quella cantina dichiaratamente contro ogni norma di sicurezza? 

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Parte il valzer delle conoscenze, il cerimonioso urlare nelle orecchie a due metri da un Marshal per farsi capire, l’osservazione di come tutto sia uguale in ogni angolo del mondo ma non cosi’ simmetricamente uguale. Una serata rock-punk-raggae a maggioranza femminile a Cuneo o Genova non mi ricordo di averla vista. Concerti che iniziano alle 8 per finire prima di mezzanotte, va detto, nemmeno.

Quando il mixer si spegne, quindi, saluto e me ne vado, un’altra volta ancora, verso lidi giá conosciuti, questa volta Kaunas non mi interromperá piu’. Discoteche che ormai mi chiamano per nome e di cui non posso fare a meno, incredibile come fugga da questi locali in Italia e come invece mi rapiscano qua.

Con me, ci sono 3 o 4 nuovi Erasmus, personaggi che si catalogano come Interessanti prima ancora di averne memorizzato il nome. Destinati a diventare molto piu’ di un ricordo dei tempi dell’Erasmus. E’ la loro prima volta in quel locale leggermente periferico, li guardo compiaciutamente divertito. Impazziscono, non ci credono, tutti si avvicinano per ripetermi le stesse frasi, magari in lingue diverse.

Mi ritrovo un’altra volta davanti a uno specchio.

Riflessi reali di mondi virtuali


09 Feb

Troppo facile perdersi, nelle travagliate conseguenze che possono collegarsi tra mondi reali e mondi virtuali. Perdersi in progetti che si accumulano, appaiono per qualche secondo, in attesa di un successivo upload che li relega nella cronologia del progressivo oblìo. In effimeri attimi di entusiasmo catalogabili nella categoria delle “idee che non verranno mai realizzate”. E quante ce ne sono.

Eppure può capitare, qualche volta, che l’illuminazione divina sia più forte, capace a spingere l’ennesimo file temporaneo un po’ più in là del confine tra idea e azione, fino a caricarsi di un’irrefrenabile energia travolgente, quasi schizofrenica, che finirà la sua corsa solo dopo aver oltrepassato la frontiera.

Il caso vuole che sulla mia strada si sia imbattuto un portoghese, Anibal (ne ha parlato anche Paolo), che nella routine di un giro di mondo online si è imbattuto in una miniera di offerte per lavori, stages e periodi di studio collegati da un delizioso filo comune, quella parola che imparata una volta difficilmente si dimentica: international.

Ebbene, quello che era nato come un “ci provo e chissenefrega” si è trasformato progressivamente, nel giro di poche settimane, in un test concreto, in una selezione, in un viaggio a Varsavia per un colloquio, in un successo. In una rivoluzione completa della propria vita. Con un repentino cambiamento particolarmente percettibile, da una condizione di devastatissimo studente Erasmus giramondo per passione a quella di autorevole collaboratore BBC giramondo per lavoro. A 3,300 euro al mese, contratto a tempo indeterminato.

Utopia? Forse. Anzi, sicuramente, per chi continua a cercare il Lavoro Della Vita tra annunci di giornalacci locali o agenzie di schiavismo varie.

Utopia? Sicuramente, per chi prima di partire per l’Erasmus non poteva immaginare quante possibilità di moltiplicare le proprie possibilità si creano succhiando la polpa da ogni Luogo (virtuale o reale) e poi cercarne un altro.

Utopia? No, realtà. Senza accorgersene si è oltrepassato il confine tra virtuale e reale, il processo è stato completato, anche per la valigia comprata in vista-Erasmus da Anibal il contratto è cambiato, e adesso è a tempo indeterminato.

Prima di chiudere il tour quotidiano nel mondo virtuale, lascio un regalo in condivisione che è stato lasciato a me: il link del sito che cambia la vita. Let’s go!

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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