Archive for marzo, 2007

МОСКВАЯ’ LIFE


31 Mar

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 White, Worm, Coloured Russian Night. After a day of everything, kilometers and kilometers around the closed close world in Eastdirection. After a shocked start, built by cyrillic, understanding, people and life.

Now is the not-retourn point, the sweetsalade mix between bureaucracy and craziness that will bring everyone with it. And a mix between something behind myself and someother in front us: to loose and to find, to loose and to find again, looseandfind without end.

Now, is time to close the eyes on this city finally founded, time to close the eyes finishing to fill it inside.

Finally Moskow need go to sleep,  and nobody is able to be stronger when she decide to close the eyes…

Salutare Doriana e scappare verso Est


29 Mar

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E’ countdown. L’orologio che mangia il tempo all’indietro sta finendo la sua corsa…il 29 marzo era la data segnata su un calendario troppo trascurato, e il 29 marzo è arrivato oggi…

Giornata doppiamente importante, capace in un colpo solo di portare con sè due tappe, una di arrivo e una di partenza.

Saluterò oggi una delle persone piu’ straordinarie che ho collezionato nel campionario di conoscenze, mandata dal destino o da Karim chi lo sa, ma capace con la calamita infernale che tiene dentro di portarmi a vivere con lei due mesi assurdi.

Due soli mesi ma pieni, pienissimi di parole, risate, stronzate, attimi di luciditá, riflessioni, birra, n’arghilè, vodka, pasta, pomodori, amicizie scambiate, delirio, parole in sardo e parole in piemontese, notti giocate all’istinto, scene assurde e parodie. Doriana mi ha insegnato piu di quanto non pensavo di saper giá fare a prendere a calci il mondo, viverla li come arriva, aprire e poi non chiudere esperienze e amicizie che sapranno rimanere a cavallo tra mille posti lontani tra loro, piangere quando è il caso e vivere ridendo tutto il restante tempo per non sprecarlo. A sapere di essere nel giusto, qualunque cosa succeda, il destino sottoforma di un incontro casuale o di una telefonata premierá chi si lascia abbandonare a lui.

Doriana se ne va domani, saluta la Lituania e una situazione che perderá probabilmente il tassello piu’ importante. Non sará un addio cara la mia Peggiore, e tu lo sai.

Io parto invece oggi. L’istinto, la rincorsa al “voglio di piu’” ha giá fatto i suoi inesorabili danni, scarpe e zaino saranno pronti in mezz’ora e non di piu’, baricentro puntato in direzione Est. Sará Mosca. Poi Siberia piena, Irkuskt. China e mondi diversi, Pechino. La meta, Ulaan Bataar e tutto quello che la dannatamente silenziosa Mongolia saprá offrire.

Niente di preparato, nessuna aspettativa. Solamente un naturale assecondamento a forze e comandi interiori che devono trovare una loro valvola di sfogo. Si parte in due, domani saremo in 3, divisi tra Francia e Italia: oltre a me, Alessandro e Arnaud. Borja non ce l’ha fatta, ha abbandonato in extremis.

Si parte in 3 e non si sa dove si arriva, burocrazie e barriere varie possono mettere il loro freno. Noi ci proveremo in tutti i modi, alla deriva verso Est con un pezzo di noi lasciato…in Sardegna.

Le onde del Baltico


27 Mar

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Vero, è passata piu di una settimana. E una settimana è un tempo troppo infinito per l’oscillare veloce della sensazione, che cambia minuto dopo minuto. Eppure, anche se i compagni predestinati a questo viaggio saranno ormai riambientati nello stivale, anche se la mente è giá salita su nuovi treni che portano ancora piu lontano, non è difficile ripensare a loro, dieci giorni fa. Alle onde del Baltico.

Il passaggio piu luminoso di un giro ad anello intorno alla Lituania, un furgoncino caricato sette volte, tre giorni all’insegna del punto interrogativo, vite di ieri e vita di oggi buttati nel shaker, pezzi di Lituania che si sovrappongono dal finestrino. Il film a telecamera fissa che non si interrumpe tra Kaunas e Klaipeda, alberieprati pratiefiumi fiumiepaludi per duecento km di pellicola. Il sole che scende dietro le colline (?) di Telsiai. Il vento, la pioggia, il sole, il vento, la pioggia, il sole, ilventolapioggiailsole ad alternanza impazzita. 

L’eleganza teutonica di Klaipeda, la precarietá di vie d’Europa piu’ che secondarie. Il calore raddoppiato di una sauna a Siauliai e di una famiglia lituana invasa da una squadra di calcio italospagnola.  Lo strepitoso landscrape di quella striscia di terra che affoga nel mare, dove betulle e pini cartoline del nord  finiscono tra dune di sabbia ad una prima riflessione fuori posto.  Eppure, il Boss è lui. Che si nasconde dietro una duna di sabbia, ti urla e ti spaventa. Che ti trascina verso di lui con il richiamo del mito, di quel mare dal nome cosi freddo e cosi lontano. Che quando ti appare davanti, nel frammento di secondo in cui arrivi in cima alla duna, ti travolge e stordisce con la potenza del vento, degli occhi e dell’infinito. Un mare diverso, un mare incazzato, un mare che sicuramente può evocare immagini di vacanze e spiaggia ma che impersonifica alla grande il ruolo che piu gli si addice. Quello di nido dei Vichinghi.

Considerazioni da domenica sera


25 Mar

Dopo una giornata intera passata a gentilmente declinare l’invito del primo caldissimo sole primaverile per chiudersi nel Multisala di Vilnius, alcune considerazioni sorgono spontanee, inevitabili. E, oltretutto, incontrovertibili: non ci si discute su, sono cosi e punto.

Ad esempio:

  1. W i festival di cinema underground. Quello che non passa per la Warner o la Sony. Quello che parla di commedie, si, ma soprattutto di tragedie (reali). Quello che lentamente stanno diventando sempre piu popolari in tutto il mondo, rosicchiando popolarita’ a Brad Pitt e George Clooney a favore di sconosciuti nomi coreani o cileni. Arte e non spettacolo.
  2. Spazio ai film in lingua originale. L’Italia ha probabilmente i migliori doppiatori del mondo, e il peggior tasso di conoscenza di lingue straniere (hermanos espanolos a parte…). E se proprio non vuoi imparare altri idiomi o hai scelto un film tailanedese, giu’ di sottotitoli.
  3. Che l’acqua sara’ il petrolio del nuovo millennio, lo dicono tutti. Che qualcuno vada al di la’ del dirlo, pura utopia.
  4. Guantanamo e’ lo sponsor migliore per la “democrazia da esportazione” statunitense. E troppa gente ancora non l’ha capito…
  5. Se fino al 5 aprile sei a Vilnius e non fai un salto a kino pavasaris,  …non va bene.
  6. Cinque film a biglietti esauriti su cinque e’ una buona media. Che dunque anche nel Belpaese ci si chieda se forse non conviene un qualcosa% in meno agli studenti!


21 Mar

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In funzione di una sola logica.

Piu’ grande, immensamente piu’ grande di ogni assurda ideologia.

Honor…

Una mail dall’Italia


19 Mar

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“Ho spedito l’assicurazione oggi dall’ufficio postale di busca…..mitica la scena con l’impiegata:

le ho chiesto – come posso spedire per la lithuania?-

– paccocelere 47 euro – mi fa lei

– qualcosa di meno –

– assicurata 7 euro –

– qualcosa di meno –

– raccomandata 5 euro –

– ma la posta prioritaria x l’estero esiste? – chiedo io

– certo ma lei non ha sicurezze, sa, soprattutto in quei paesi-

– no, no tranquilla, in lithuania la posta funziona….-rispondo io

– quanto fa?-

– 65 cent – 

notevole lo scazzo finale dell’impiegata…. chissà poi perchè?”

Киев!


15 Mar

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Il tempo passa, le ore si portano via i giorni e la mente si raffredda: adesso si puó parlare piú lucidamente di Kiev, di una cittá non ancora così conosciuta e battuta dai travolgenti lowcost che fioriscono quá e lá e da tutto il carico umano che si portano dietro (sul volo di ritorno, a Vilnius, eravamo in 11. Compreso l’equipaggio….).

Kiev. Grandiosa capitale di uno stato che probabilmente non le somiglia per niente. L’Ukraina è uno dei paesi più poveri d’Europa, conosciuta in Italia non tanto come terra di santi, poeti e navigatori quanto di badanti, prostitute e aiuto-muratori. Eppure…il paesaggio umano capace di offrire Kiev non è quello, in quanto (anche in periferia, anche nei mercati a cielo aperto dei sobborghi) è possibile incontrare frotte di studenti o di persone emigrate verso la capitale, senza sceglier per forza la via dell’Ovest. Dignitosamente ok. Una cittá quindi che si manifesta obbligatoriamente viva, colorata, e soprattutto ancora vera, poco contaminata dallo-stile (G)old Town che sta distruggendo Praga e Riga…E`nella Cittá Vecchia che si incontrano i personaggi piú assurdi, da vecchie signore sdraiate con 25 cani a raffinati espositori di sovietume a cielo aperto, tutti rigorosamente contattabili solamente in ukraino o russo, in quanto l’inglese non ha ancora colonizzato questo angolo di Est.

E poi, la gente…ragazze e ragazzi che giá dall’aeroporto ti aiutano spontaneamente a orientarti nel labirinto cirillico, strani individui che ti invitano “in una festa a casa di amici” prima ancora di chiedere il nome, sorprendenti miscugli etnici figli delle assurde mosse giocate sulla scacchiera di Stalin. Multietnicita’ non tradizionale, spagnolitedeschiafricanibrasiliani, no, a Kiev e’ possibile incontrare sopratutto azerbaigiani (o azeri??), tagiki, armeni, georgiani, turkmeni e tutte quelle genti che fino ad ora mi erano apparse solo leggendo Buonanotte Signor Lenin.

Non e’ tutto oro quello che luccica a Kiev. Il lato banale, la metropoli che si sveglia, ho avuto modo di vederlo perfettamente l’ultima mattina, dopo un afterhour vagabondo in Notturno Solitario, quando l’ultimo taxi-Lada mi ha riportato in un’ora sulla via di casa.

Ed e’ stato il piu’ bello.

21 anni a Kiev


12 Mar

…E finalmente, dopo 6 giorni di vagabondaggio per vie d’Ukraina sconosciute, appare un internet cafe’. Una roba galattica, il mio computer e’ il 227, tanto per dire….tastiera in cirillico d’obbliganza.

Un gran bel paese, l’Ukraina. Un posto vero, lontano ma non troppo, seduto alla tavola dei russi ma con l’occhiolino sempre pronto verso occidente. Una capitale bellissima, viva, pronta a offrire tutto e il contrario di tutto. Un leggero rimpianto per una gita in campagna organizzata e non riuscita. Una allegra combriccola di 5 criminali, raccattata scavando nel bassofondo dell’immigrazione latino-europea a Kaunas. Una notte che si prepara a scendere davanti alle vetrine di questo internet point, l’ultima e non piu’ in cinquina, ma in doppietta.

Gli ingredienti perfetti per festeggiare degnamente una settimana di 21 anni.

Mind Trips


04 Mar

                              

Prosopopea di una città vuota.
Passi incontrastati sferzano
sul ghiaccio,
scivolano,
portano dritti verso un casalingo calore.

Due alcolizzati affrontano la notte,
gatti neri rabbiosi che urlano
contro un qualche vento
vincitori perdenti di un’altra serata,
di un’intera vita.

Passi incontrastati ma sempre
piu pesanti,
non è il ghiaccio non è la neve:
si cammina anche con l’anima,
invincibile forza di gravità orizzontale.

Tre di notte,
l’ora dei fantasmi.
Entità mistiche e sconosciute
Intangibili
Appaiono e si dissolvono
Con il potere del pensiero.

Lenzuola tiepide avvolgono
Il corpo di un angelo:
quando abbandona i suoi colori
insieme alla coscienza,
tinge di grigio questa città vuota.

Come i fantasmi,
così gli angeli:
Entità mistiche e sconosciute,
evanescenti
Appaiono e si dissolvono
Con il potere del pensiero.

A cosa giochiamo?


01 Mar

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Come il set di giochi di ogni bambino (perlomeno, in epoca pre-virtuale), questa mattina l’universita’ era piena di soldatini, tutti belli verdi e uguali, che ronzavano su e giu’ per le scale, di qua e di la’ nei locali.

Perbacco! Incuriosito da chissaquale colpo di stato avvenuto durante la notte, mi sono catapultato su per le scale a scoprire il motivo di tanta agitazione: ebbene, la delusione tipica di decisamente esagerate aspettative si e’ materializzata in una innocua, pacifica dimostrazione, da parte dell’Esercito stesso, di quello che e’ il loro lavoro, con esposizione di arsenali vari in bella vista e filmati-documentari in stile Platoon.

Considerazione inevitabile: la Lituania, nel suo veloce momento di transito dai grigi anni rossi verso un mondo “normale”, non ha ancora superato la novecentesca, assurda idea militarista, lo si capisce dalla quotidiana presenza di simpatici soldatini a Kaunas, lo si evince dal fatto che la leva obbligatoria non e’ ancora totalmente abolita. Questione di tempo.

Considerazione numero due: bello il video, maestosa la musica e convincente il generalone-accalappia-interessati. Viva l’Esercito, chiaro! Pero’…questo e’ uno stato di 3 milioni e mezzo di abitanti. Non conosco i numeri delle forze armate, che mi auguro siano il piu’ limitato possibile. Mi chiedo come potrebbe difendersi il biondo protagonista in elmetto e mimetica, dall'(oggettivamente improbabile) attacco di qualsiasi altro esercito che non sia, che so, quello Lettone.

Simpatico paese di soldatini e di Barbie.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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