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Era tanto tempo fa, se ne era parlato e discusso, poi ovviamente tutto e’ caduto nel dimenticatoio, nel limbo delle “cose da fare, un giorno”. Fino a oggi.

Perche’ oggi, ebbene si, nel paradisiaco purgatorio di una cascina di campagna a 20 km dalla civilta’, sotto un sole tropicale e una primavera del nord, la vita mi ha regalato una simpatica serie di non-proprio-comuni incontri. Personaggi vari che hanno rallegrato una domenica pomeriggio iniziata troppo presto, e troppo lontana da casa, e dopo un sabato sera troppo difficile. Personaggi vari che si possono descrivere cosi’:

- il bambino di 4 anni, minipilota di minimotocross, ovviamente spinto da un entusiastico padre (questo succede anche in Italia), capello lungo e atteggiamento tarato su un molto spagnolo “me cago del mundo”, indiscusso idolo di giornata.

- la ragazza Ombelicodelmondo, che a dire la verita’ erano due, entrambe superbionde, superlampadate, dotate di superpiercing nel suddetto ombelico, superperizomate di nero sotto un non troppo casto sfondo bianco, bilingue perche’ oltre al lituano conoscevano anche il dialetto della loro regione, sapore dolce e salato di questi incontri tipici.

- la nonna di 43 anni che, calcoli alla mano, risulta all’anagrafe coetanea di mia madre, che tuttavia sembrava sorella delle sue figlie, che ha regalato non poco sconcerto alla debole elasticita’ mentale del sottoscritto.

- e poi, signore e signori, loro. Quelli delle prime parole di questo post. I famosi “forsai” che tanto riempiono le nottimagichelituane. Rappresentati da un degno gruppo, figlio dell’originalita’ che li contraddistingue, che alle 3 del pomeriggio mi accoglievano con sguardi non proprio di benvenuto e alle 8 di sera non volevano piu’ lasciarmi andare via. Perche’, ebbene si, sono riuscito nell’impresa. Ho avviato i rapporti diplomatici che collegano un mondo “normale” a cui, dopotutto, penso di appartenere, con questi soggetti quantomeno interessanti. L’interlocutore in questione non era male: catena d’oro, pantaloni da palestra in allegato coi vistosi muscoli piu volte esposti, maglietta D&G dove D significa drink e G girls, audi80 effettivamente milionaria, non fosse altro che per l’impianto audio, dotato di un numero indefinitamente alto di decibel.

La discussione non e’ stata malvagia. Si sono affrontati argomenti effettivamente elevati, che vanno dalla migliore discoteca di Kaunas alle ragazze, dalle droghe piu’ comuni in Italia alle ragazze, dalla degustazione di alcol tipici alla comparazione tra ragazze italiane e ragazze lituane. Un piacevole pomeriggio, insomma, passato a comprendere filosofie alternative, che si basano sulla lotta fisica ma la rifiutano a parole, per poi esaltarsi sull’onda di Valencia, sui 3 anni passati a lavorare come “constructor” nella citta’ piu’ rissaiola della penisola iberica intera.

Li ho conosciuti faccia-a-faccia e non e’ stato male. Con un inglese stentato, condito di un duro accento lituano, pero’ parlato da tutti e 5, mi hanno anche spiegato cose interessanti. La conclusione della storia non e’ facile da scrivere, proprio perche’ una conclusione non c’e’. Si sa, e’ chiaro, che se incontrassi i miei amici di oggi alle 5 di mattina davanti a una discoteca, lo scenario sarebbe completamente diverso, e il finale potrebbe non essere altrettanto piacevole.

3 INSURREZIONI POPOLARI “Domenica pomeriggio di sociologie”

  1. bunja scrive:

    La nonna di 43 anni mi piglia bene.

  2. ale scrive:

    d&g: drug and god?

  3. baltic man scrive:

    Siete i Peggiori. Ale, lo sai chi mi hai scritto un minuto fa? L’hooligan from Mongolia! La prossima settimana è a casa mia, qua.

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