Cose comunque poco serie

19 Giu

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Il momento più duro è arrivato. Quello del ritorno. Che è stato pianificato esattamente sulla stessa sintonia d’onda di tutto quello che lo ha preceduto: ad istinto. Following the feelings.

Si dichiara così ufficialmente che, dopo una tappa a Londra, il Baltic Man atterrerà nel feudo piemontese sabato 30 giugno, e festeggerà la cosa con tutti i peggiori che vogliano intervenire la serata seguente.

Il punto oscuro, la cosa che sfugge e che è fonte di strane domande, è questo: che oltre a me verrà in territorio italico una ragazza, Indre, il pezzo di Lituania più importante che potrei portarmi dietro. E la percezione della cosa, a quanto ho capito, pare essere piuttosto distorta: quindi spieghiamola.

No, non mi sono sposato. Non penso lo farò per il prossimo paio di decenni. No. E neanche sono diventato padre, nonostante alla fine il conteggio dei miei mesi lituani sia 9.

Il discorso, molto più semplice, è che Indre è una persona che per qualche strano motivo ci sta bene vicino a me. Cosa peraltro non facile, soprattutto in questa vita lituana, eppure il risultato finale non è male. Guardando indietro nel tempo, sono ormai otto mesi che ci conosciamo. Che, conti alla mano, significa andare indietro ai primi giorni di vita baltica, precisamente qua.

Tutto quello che è stato sotto il topic “ragazze – sentimenti – ocosedelgenere” non è mai apparso su questo blog, dopotutto non ce ne sarebbe stato motivo, e sarebbe comunque stato troppo difficile-complicato-contorto spiegarlo, prima di tutto a me stesso. Ci ho provato a mettermi davanti a un pezzo di carta e a capirlo: impossibile. Ci hanno provato i lunghi giorni di distacco asiatico verso la Mongolia a spiegarmelo: impossibile. Ho provato a capirlo con i veri amici che ho trovato qua, da mettere sulle dita di una mano: impossibile.

Intrecci inestricabili. Di persone e numeri di telefono. Freddo e calore. Notti che durano due ore e continuano fino all’infinito. Milioni di parole e lingue diverse. Tantissime lingue e poche buone passioni. Scelte azzeccate sbagliate discusse ma comunque ormai scelte. Ricordi confusi di mattinate in solitaria. Momenti passati e rimpianti futuri. Situazioni comiche, assurde, romanzesche, pericolose. Situazioni vissute.

E adesso, adesso che i titoli di coda si avvicinano, è strano ritrovarsi con una storia assurda in mano. Un qualcosa che non è mai esistito ma che comunque c’è.

P.S.: Nuovo account con nuove foto su Flickr. Anche quelle dell’Asia: QUA. Quello vecchio continua ad esistere, QUA.

9 Responses

  1. Henry ha detto:

    Senti qua, e stampati bene in testa quanto segue: di tutto il tuo blog (che ho sempre letto con regolare frequenza) questo è il post che più apprezzo, che più sento mio, che ho già riletto 2 volte (e presto inizierà la 3rza).
    A partire dal quel vivere “seguendo l’emotivo”, fino alla fine, dove parli della storia assurda che comunque c’è.

    C’è solo un piccolo consiglio che vorrei darti, e mi farebbe piacere tu non lo dimenticassi: dopo l’università molte persone perdono questa “sana spericolatezza nel vivere”, questa “saggia incoscienza” come la chiamo io…
    …tu non perderla mai.
    Ti prego, non perderla mai.
    Matura, cambia, cresci, viviti le tue esperienze, ma rimani sempre con questa “saggia incoscienza”.
    Ricordi il mio vecchio blog? Quando avevo creato io un’immagine con su scritto Biting Life: più incoscienza e meno fobie? Proprio a questo mi riferivo.

    Mi raccomando Sandro: non invecchiare mai.
    Cresci, ma non invecchiare mai.

  2. Karim Gorjux ha detto:

    uhm..

    ho letto.

    Io mi sono messo in gioco in Lituania. E sono contento, è stata dura e soprattutto non sapevo dove sarei arrivato.

    Ho una moglie e una bimba stupenda: sono felice.

    Mi fossi fermato a dettagli banali come 2400km di separazione e le culture cosi’ diverse, ma che vita sarebbe… ho vissuto e sono felice!

  3. ale ha detto:

    2.522.880.000 secondi di vita….uno solo per decidere quel che è più giusto. E gli altri per pentirsi di non aver cavalcato la giusta onda. Vivere per provare emozioni vuol dire non aver paura ad affrontarle.
    Per qualche veloce istante mi hai parlato di questo, mentre, di botto, attraversavamo un continente.
    Non più di qualche evasiva risposta ti avevo concesso. In fondo l’unico che era conscio della risposta alle domande, era chi le domande stesse si poneva. E’ bastato cercarle meglio… anche se, forse, le risposte già le sapevo.

  4. baltic man ha detto:

    Gia’ figlioli le avete dette giuste….!

    henry chiaro ricordo l’immagine e lo slogan…piu che saggio. Che dire…cerchero’ di seguire il tuo consiglio, tienimi d’occhio!

    😉

    Ale: lunghe ore di parole su scalinate di Nevsky Prospekt con una birra in mano…….

  5. Karim Gorjux ha detto:

    Non stare a sentire Henry, lui invecchia! Una volta si che aveva la bifa da giovane duro, ora sembra un signorino tutto a modo… è invecchiato!

    lol

  6. baltic man ha detto:

    ;-D

  7. cebeux ha detto:

    Ciao carissimo,
    allora torni!
    Scelta dura…ma non credere di poter capire certe cose, sono così e basta, follow the wind, come hai detto tu, anche in questo caso…ti scrivo presto
    Paul

  8. baltic man ha detto:

    Paux, atterro a Torino. Che ci si becchi!

  9. Logan private blog ha detto:

    Logan…

    Labor playing politics with Haneef case: Downer (Australian Broadcasting Corporation)…

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Diary of a Baltic Man

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