Archive for November, 2007

Moira Orfei in Garibaldi


28 Nov

Chiunque in preda al panico alla curiosità o perchè autista dei furgoncini Bo-frost  abbia percorso qualche kilometro sulle strade delll’Italia odierna, soffermandosi non tanto a Torino Bologna o Palermo quanto a Romagnano al Monte, Coccomaro Di Sotto e (tutti no, son più di 7000) quegli altri paeselli lontani dalla grazia d’Iddio, lo sa.

Sa che, nonostante l’Italia sia bbbella perchè varia, sono presenti ovunque quelle caratteristiche tipiche del borgarello italiano che costituiscono un basilare punto d’appiglio in caso di smarrimento, sacrali totem esenti da leggi e balzelli proprio perchè pilastri dello Statuto di ogni infinitesimale frazioncina:

- il Bar Sport. Apatico e pacioso, brulicante di pensionati in canottiera.
- i pensionati in canottiera.
- insulti a sfondo calcistico su muretto.
- Sagra/Fiera del più improbabile alimento.
- Chiesa/chiesetta/cappella/pilone dedicato a una versione della Madonna.
- Negozio di alimentari con fastidiose pseudo-tende all’ingresso.

Bene. Quello che sfugge, quello che unifica, quello che davvero è immancabile dalla confine alpino alla lontana Lampedusa è però tutt’altra cosa. Irrinunciabile. Il manifesto del circo di Moira Orfei. Talvolta sbiadito, solitamente arancione, quasi sempre ciclopico. Ebbene sì, è lei il simbolo di unità di quest’Italia del XXI secolo, è lei il trait-d-union tra le mille culture e i milioni di dialetti. E’ lei che Bossi deve combattere, altro che quel Garibaldi.

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Manualità musicali


27 Nov

Quest’uomo è un genio.

Non solo per cosa fa, ma anche perchè lo fa con quella faccia.

Invasione di suini


25 Nov

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Pare proprio di essere atterrati nel deserto. Ricordo domeniche pomeriggio antiche, dove quando splendeva il sole i comuni mortali andavano e si moltiplicavano nei più svariati lidi, lasciandosi andare alle più fantasiose passioni. Salivano al cervello le idee più svariate, si spandevano nell’etere messaggi e voci e in tempo zero un qualche compagno d’avventura appariva disponibile e fiero verso il Peggio.

Negli amletici tempi moderni, tuttavia, pare ci siano forze oscure capaci di rompere gli umani consolidati meccanismi. Forze oscure tutt’altro che ignote, malevoli immensità dai nomi più accantivanti ma al tempo stesso interessanti: quella in questione si chiama per esempio “Mondovicino“.

Pare sia sorta infatti in queste controverse zone una diavoleria con questo nome, capace di modificare profondamente l’habitat naturale dell’homo-portafolius, testimonianza diretta di quella follìa generalizzata che dà vita a perle di saggezze eterne quali “tutto il mondo è paese“. Inutile dire che con tutti i mezzi si tenta di trascinare il sottoscritto in quell’insano Eden, tentando l’abbordaggio con tentazioni (guarda che ci sono gli hard-disk da 2 terabyte a ?.9999 euri), descrizioni (dicono che centro commerciale è il più grande del Nord Italia e il secondo più grande del Sud Europa), esagerazioni (dicono che questo centro commerciale è il più grande di tutti gli altri ed è il secondo più visitato della galassia), e valide argomentazioni (no guarda domenica andiamo lì perchè tutti vanno lì).

Quando ormai preso dalla disperazione e dal rimorso pensavo solo più espiare le mie colpe e dirigermi di corsa verso la Mecca, scopro cose quantomeno bizzarre. Pare infatti che, il giorno dell’inaugurazione, nell’Ombelico del Mondo in questione regalassero ai primi tot. traviati una quantità X di beni irrinunciabili, quali lavatrici e telefonini e ferri da stiro. Di fronte a una così accattivante proposta, è logico e inevitabile e giusto che una folla umana indescrivibile si sia ammassata davanti ai cancelli dalle 3.30 di notte (!), nonostante peraltro il buonsenso induca a pensare che presumibilmente tutti possedessero già una lavatrice un telefonino e un ferro da stiro.

Ora tu, simpatico ingaro ed in buona fede, penserai che questo è quanto. No. C’è di più. Perchè le cronache del luogo riferiscono di una rissa, un prevedibile confronto tra Signori, eroico sacrificio nella “guerra di posizioni“. Si mormora di come un duellante abbia avuto la meglio su un altro a colpi di morsi, portandosi a casa prima ancora che lavatrici telefonini e ferri da stiro il lobo auricolare dell’avversario.

Di fronte alla necessità evidente di prese di posizioni, la coscienza impone prese di posizioni nette, attive, senza attendere la probabile autodistruzione a colpi di morsi dei nostri “simili”, e le idee e le proposte abbondano.

Scartata l’irruzione armata di mitra sul modello americano, la linea odierna parlava di un’invasione della Cattedrale con porci e maiali che scaricati davanti al portone di ingresso semineranno il panico tra lavatrici telefonini e ferri da stiro. Tutte cose che, tra l’altro, si trovano anche altrove.

Hope is the future


24 Nov

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motoperpetuo


21 Nov

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Dice che la Lituania è un Paese grigio. Le città e le periferie si nascondono sotto opacità crude, inutile e disordine annegano nell’erba alta sotto fotografie di palazzi anonimi infiniti. Parla di gente strana, di facce fredde come quegli occhi chiari che le segnano. Di problemi, tanti problemi, qui la gente non è contenta se non beve e chi è fortunato va in Irlanda. Perfino mangiare non si può, in Lituania, e le cameriere non parlano italiano o spagnolo e non si capisce mai niente.

E’ vero. E’ tutto vero.

E proprio perchè è vero la vita sul Baltico assume i contorni di un’avventura interessante, quotidianità epiche che scorrono su ritmi anarchici. Lentamente si iniziano così ad imparare e riconoscere le differenti tonalità di tutto quel grigio, sorprendendosi ancora una volta quando attraverso il finestrino di un autobus stanco si trasformano sequenzialmente in bianco o verde ad oltranza infinita; con il tempo ci si rende conto di apprezzare sempre di più esperimenti culinari allucinanti a qualsiasi ora dell’orologio, bestemmiando sempre più sottovoce contro chi profana una delle ultime sacralità a cui il popolo italiano s’inchina, la cena. Una lingua strana assalirà le anticamere del cervello, una lingua antica e dai meccanismi inestricabili che “uno straniero non potrà comunque mai parlare perfettamente“. E se è vero che non si impara una lingua senza assimilarne la sotterranea cultura, di colpo quell’infernale paradiso prenderà inesorabilmente sempre più la forma di una Casa.

Chi irrazionalmente segue da tempo questa paranoia mentale online potrà giustamente pensare di trovarsi di fronte ad un irreversibile caso di esagerata monotematicità, percorsi strani dove il filo conduttore si ammassa sempre lassù, a nord-est. Ed è probabilmente così, e nonostante il tempo stia cambiando ed il Vento Nuovo del Sudamerica abbia ormai portato fin qua il suo travolgente ciclone, quel trascurabile feudo sul Baltico ha davvero agito profondamente sull’inconscio.

Sono parte invisibile e perpetua di me quei risvegli allucinati in sconosciuti palazzoni persi tra vodka e anatemi, sulla mia pelle c’è il sudore di migliaia di passi e sulle mie labbra il sapore di troppi frammenti di vita consumati. La Lituania mia ha regalato compagni di viaggio eterni e stelle comete lontane.

Adesso è tempo di seguirle, da solo, lasciandomi le spalle la luce a Nord Est.

Visi Kauno Žalgirio fanai!!!


19 Nov

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Delightful overdose of basket, after the strange feeling originated from italian on-line newspapers, where again you can read about wild big battles between policeman and ultras.

The occasion is provided by the program, is coming to Kaunas “Lietuvos Rytas Kommandas”, the team from Vilnius, the Eternal Enemy, the hated friends.

The training is wothy to the event, in a flat near the basketball arena, plentyfully furnished of beer, and slowly the rigid curtain typical from this people is going to be broken. The feeling is the one of “important guest”, one italian between the supporters-élite, of course equipped with drum and other beer, their holy mission is teach to me every chorus which will be useful later, in the match.

The atmosphere in the arena is perfect, once more the lithuanian nationalistic attitute is switching one while light are switching off, and when a woman begin to sing the National Hymn everybody is standing shouting it with her. Strong shudders.

After that, the “battle” begin, or maybe we could say the “match” to don’t be confused with the traditional Italian folklore, and the final score will be great with the Kaunas win and the most genial fantasies. The best one will be a sex-toy, pierced and dressed with the enemies scarf and t-shirt, wonderful.

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Piacevoli indigestioni di basket, dopo malesseri e stordimenti vari derivanti da giornali italiani on-line, che ancora una volta annunciano battaglie campali nelle selvaggie infinite battaglie tra sbirri e ultras.

L’occasione la offre soprattutto il calendario, a Kaunas arriva infatti il Lietuvos Rytas, nientepocodimeno che la squadra di Vilnius, l’eterna rivale, la nerazzurra dei milanisti.

La preparazione e’ degna dell’evento, in un appartamento vicino al palazzetto dello sport abbondantemente rifornito di fusti di birra, che lentamente rompono quella patina rigida che avvolge ogni individuo di queste zone. La sensazione e’ quella dell’”ospite importante”, un italiano tra il ristretto gruppo degli ultra’, logicamente equipaggiati di tamburoni e altra birra, missione divina quella di insegnare tutti i cori che saranno utili in seguito a chi a malapena parla “il lituano civile”.

L’atmosfera allo stadio e’ perfetta, per l’ennesima volta colpisce quello spirito nazionalistico che si accende mentre le luci si spengono, e quando una qualche cantante caduta in disgrazia intona l’inno lituano tutti sono in piedi a urlarlo con lei. Pelle d’oca.

Poco dopo inizia la battaglia, anzi la partita per non confondersi con le folkloristiche tradizioni sportive del Belpaese, che si concludera’ con la netta vittoria dei padroni di casa e dara’ sfogo alle piu’ improbabili fantasie; la fa da padrona una bambola gonfiabile impalata addobbata con magliette e sciarpe degli amati rivali, strepitoso.

Il Colpo del giorno, l’imprevedibile si realizza pero’ un paio d’ore dopo, quando a una fermata dell’autobus si ferma uno strano trolleybus, reduce di tempi peggiori, addobbato a festa e popolato da strana gente. Non resta il tempo di discutere che subito e’ rapimento, inevitabile rapimento, e ci si ritrova su una festa semovibile organizzata da qualche mente malata per celebrare la vittoria, un trolleybus munito di dj e spine di birra che gagliardo si avventa nella notte di Kaunas.

Sunkus gyvenimas


17 Nov

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Notte strana qui dal bianco mondo parallelo. Nelle periferie della periferia, per la prima volta questo angolo di mondo perfetto non profuma di legno e silenziose melodie. Oggi e’ un sapore amaro, sguardi strani e occhi che volano bassi e si incrociano poco. Robe strane.

Il buonsenso e la razionalita’ fa capire che questa notte vada trattata come l’ultima in questa famiglia, pittoresca quanto assurda quanto magnifica, in cui dissensate irrazionalita’ mi portarono tanto tempo fa. Lentamente, nel corso dei mesi, questa gente da subito cordiale mi ha accolto con curiosita’ e naturale devozione, snaturata devozione a raccontarla giusta, fino a diventare una tappa di obbligatoriamente periodica nei bagordi di vita baltica.

Si tratta di persone completamente libere da ogni schema di restrizione mentale, capace di mettermi in mano innumerevoli volte un’Audi 80 a cambio automatico (che peraltro non si raccomanda particolarmente) piuttosto che spade e coltelli d’epoca sovietica, disponibile senza remora ad abbandonare la casa costruita con le proprie mani ed i propri letti a bande di 8 italiani ubriachi per andare a dormire a casa di amici, adorante nei confronti di gia’ citati italiani spudoratamente spacciatisi per Pupo o per Albano, eccezionali nella semplice e ostica arte di esser se’ stessi.

Riconosco di colpo il sapore di questa notte bianca e nera: e’ patate e grietine, e’ vodka e pacche sulle spalle, e’ semplice calore umano.

Parabole gratuite


16 Nov

C’era una linea pesante di nebbia che segnava un confine altrimenti infinito. Maree di pini uniformi bianchi si spingevano fin laggiu’, mentre dall’altra parte campi di neve ospitavano una o due casette dal tetto appuntito. Un filo di fumo sembrava essere il motore della coltre nebbiosa, mentre la notte ancora una volta precoce arrivava.

Paesaggio perfetto. Paesaggio perfetto? No.

Su quella linea nera ghiacciata che attraversava la Quiete si trovavano infatti il sottoscritto ed un compare, visibilmente alterati per la sorte inequivocabilmente avversa. Avevano infatti forato la gomma anteriore sinistra in pieno nulla, in un pomeriggio di novembre che il termometro fissava a -4 (questa tastiera sovietica non ha il simbolino del grado centigrado, ndr). Le imprecazioni del Nostro Eroe non si limatavato tuttavia alla malasorte, ma colpivano anche il suddetto Compare per la leggerezza con cui da 5 anni ormai non controllava la ruota di scorta, visibilmente sottoatmosfera.

Rimaneva cosi’ l’ultima scappatoia, quel pollice alzato in mesto appello alla solidarieta’ umana, in un agonizzante pomeriggio di novembre lungo una Via Baltica.

Senza troppe pretese ad onor del vero, fino a quando un compiacente furgoncino si fermava in soccorso dei nostri Malcapitati. L’inaspettato aiuto si tramuto’ in un allegro viaggio verso il primo Dioloscampi Benzinaro, distante logicamente una ventina di km. Qui, adempiuti gli obblighi di Pompa, trovarono la moglie dell’Illuminatissimo Benzinaro che piissima offri’ il passaggio sulla via del ritorno.

E fu proprio li’, tra musiche esoteriche rave e stentati inglese, che i nostri Malcapitati scoprirono di esser stati salvati pochi minuti prima da due avanzi di galera, ladroni compagni di sventura del Cristo sulla croce proporrebbe l’allegoria, due pseudo-omicidi di paese usciti ancora una volta dal carcere pochi giorni prima.

La mente umana, questa volta lontana da facili pregiudizi, li celebrera’ nel ricordo cosi: furono gli unici che si fermarono a soccorrere, in mezz’ora di gelida attesa. Amen.

Di tutto e di niente


12 Nov

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Quante belle cose che si possono fare con un Mac. Non solo scattare delle foto LSD comunque poco utili al sociale, questi candidi aggeggi infernali sono effettivamente notevoli. Lo so, chiaro che lo so, il discorso di fondo è che sono sostanzialmente povero.

Da queste parti, si è irriversibilmente oltrepassato il puntodinonritorno, quel misterioso giorno dell’anno che vede la scomparsa a tempo indeterminato ma comunque troppo lungo del sole, e lascia le giornate in preda a un’atmosfera fatta di goccioline e di grigio, e allora si finisce ad aspettar la notte. Quando va bene, però, nevica, ed un qualcosa di grandioso pervade nuovamente tutto.

Sono maledettamente entrato dentro il mondo di facebook, cosa che ha le sue utilità soprattutto per mantenere relazioni continuate e multiple con gente che abita davvero lontano, troppo lontano, da te. Gente che deve però anche essere un minimo creativa per non finire ai margini di un mondo comunque virtuale. Ecco, sembra proprio una cosa creata apposta per ex-Erasmus.

Non so chi o non so cosa, un giorno lontano, mi parlò di una roba chiamata Baltic Split (?). In termini più umani, si tratterebbe di una sorta di depressione che colpisce chi ha da vivere i lunghi inverni del baltico, una depressione stagionale, in grado di far cadere improvvisamente una persona in uno stato di insofferente malinconia “ad intermittenza”. Si giustificherebbe quindi anche cosi’ l’alto tasso di suicidi in quest’area. Ebbene, la notizia del giorno è che un qualcosa del genere esiste.

Con la pioggia il grigio e la neve, vagava da queste parti anche Henry, ed è stato, come si dice, “un piacere”. Con lui, tante belle cose, nuove simpatiche conoscenze, ma soprattutto importanti conclusioni.

Nel nevrotico digitare “vagava da queste parti” di cuisopra, l’inconscio o le dita hanno scritto “party” anzichè “parti“. Qualcosa vorrà pur dire.

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Lituano mannaro


09 Nov

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Se fosse che me stessi tutto il giorno chiuso in casa, spaventato da quel cielo grigio e dal salice che si muove a ritmo di tromba d’aria, davanti ad un computer a leggere descrizioni e commenti vari, giungerei all’inevitabile conclusione:

Il lituano maschio e’ un essere immondo, gigantesco, aggressivo, brutto, anticristo, bevitore incallito, uxoricida, animalesco, illetterato, poco sveglio, rasato, inutile, dannoso, e magari anche pedofilo.

Accade pero’ che il cielo grigio e il salice a forma di tromba d’aria non riescano a vincere forze superiori, come il bisogno primario di vita sociale o la birra che finisce in frigo, e mi ritrovi cosi’ a vagare per questa strana citta’, orfano di tutta quella compagnia internazionale che riempiva le mie giornate qua nella Kaunaserasmus che fu, e l’implacabile proporzionalita’ che ha diviso il mondo in sole due categorie -donna/uomo- mi obblighi, nel 50% circa dei casi, ad interagire col famoso Lituano maschio.

La notizia sensazionale e’ che, nell’inevitabile suddetta situazione, il sottoscritto si trovi parecchio bene, grazie a qualche parola nel loro strano idioma e soprattutto a un livello di pregiudizio personale prossimo allo zero, con conseguenti calendari fitti di inviti per serate strepitose aperte ad ogni scenario finale possibile.

Capisco ora che tu ti trovi parzialmente sorpreso, tormentato dai peggiori dubbi. Ma come, non erano tutti bestie sataniche questi lituani? C’e’ la soluzione, dietro quella finestra dal cielo grigio e dal salice impazzito.

Il colpo d’occhio primario dell’italiano che sbarca da queste parti, infatti, e’ dato da personaggi foschi e apparentemente poco simpatici che incombono sulle strade baltiche. Dietro di loro, nascosti in centri commerciali universita’ locali feste concerti e case, ci sono tutti gli altri, quelli classificabili come “piu’ umani“, quelli che il sottoscritto sta imparando a frequentare abitualmente, per intenderci.

Capita poi, infine, di incontrare e riconoscere immediatamente altre strane forme di vita, come “l’italiota” e i suoi compari. Ed e’ proprio li’, in quel momento, che si apprezzano ancora di piu’ certi lituani maschi.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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