Calle 84 6 a.m.
Scritto da: Baltic Man in Amici, Barranquilla, Girls, Leuniju, Viaggi Mentali, VitaUna strana sensazione nell’aria. Una casa incomprensibilmente vuota, per la prima volta i muri sono bagnati di una sostanza riflettente che non contempla i fantasmi. La casa è vuota, la stanza è vuota, le anime stesse sono vuote e ripetitive e paranoiche. Empty, vacìo. Parlano i chiodi nei muri, urlano al fumo la disperazione totale: llevaban en ellos trozitos de vida, trozitos de vida ahora cerrados en malletas y recuerdos.
L’armata dei superstiti accalorata agonizza intorno a una tavola. Il fondo è di vetro, attraverso lo sguardo s’intravedono piedi e immondizie e battiti di ali. Una combriccola di zombies, incollata a vicenda da dadi e bottiglie, da miele e parole, da brividi e buio. La superficie vitrea riflette un computer, cordone artificiale e itinerante. Nei suoi viaggi sbatte nella notte piccanti individui dalla città dell’ovest al disordine costeño.
Le parole volano e le mani scivolano nel caldo umido di vertigine e furore. Mentre i clacson accendono, le luci uccidono, le carezze smuovono la moltitudine di depravata passione. ¿Hai perso il filo? Anche io. Nel tombino di una città senza tombini.





Articoli (RSS)
Giugno 10th, 2008 alle 3:44 pm
Possibile che il computer possa diventare un’ancora di salvezza per gli zombies?
Giugno 11th, 2008 alle 3:08 am
Perbacco, una volta c’erano le taverne!
Giugno 12th, 2008 alle 7:15 pm
Le taverne producono gli zombies e ne sono ricettacolo, come certi eventi “musicali”.