Woody Gutrie suonava con una chitarra che diceva “This Machine Kills Fascists”.

Nel Ventennio, Louis Armstrong si chiamava Luigi Braccioforte.

Alla musica italiana del ventennio manca il confronto con l’altro: e’ una musica rassegnata ad essere quello che e’, a non avere ambizioni. i prenda l’ironia brillante di un bluesman, l’ebbrezza spericolata del rebetico, la lucidita’ rabbiosa del Kabarett, e si confronti tutto questo con “Balocchi e profumi”, con “Portami tante rose”, con “Casetta in Canada’”: si avra’ l’immagine di un paese superficiale, disposto a chiudere gli occhi su tutto, fino al risveglio tragico dei bombardamenti, nonostante siano tutt’altro che superficiali (e non sempre asserviti) musicisti e parolieri. Franco Fabbri, musicologo.

2 Responses to “Musiche e fascismi, oggi e ieri. Brassens”
  1. a.russo says:

    Ridicolezze del fascismo: Il Jazz veniva chimato Gezzo , il disco “Saint Louis Blues” veniva intitolato “Le tristezze si Saint Louis”, o ancora meglio: “Saint Louis”, Tristezze di.

    Ironia della sorte, uno dei figli del duce, Romano Mussolini, è diventato, dal dopoguerra in poi, uno dei più importanti Jazzisti italiani.

  2. Baltic Man says:

    E’ vero. Sintomi di una remota ma possibile evoluzione umana!

  3.  
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