Uno tra i tanti possibili. Nella selva amazzonica, comunità di Sarayacu, simbolo di lotta di difesa della Pachamama da chi vuole continuare a tirar su petrolio nonostante i tempi incerti. Due bottiglie di vino nello zaino, cinque o sei ore di canoa e un autoctono dai capelli lunghi un metro. Non servono ciccioni vestiti di rosso o bambini vecchi duemila anni per festeggiare il natale.
Poi, per chi non sa cosa fare, c’è un articolo su Peacereporter.

Le bistecche di soia. Le candeline che ci soffi sopra e non si spengono mai. Le fotocellule elettriche nei cessi. Giovani uomini depilati come giovani donne. Il “chi sei” che diventa “dove sei” che diventa “cosa stai facendo”. Il tempo gerundio, in generale. I settantacinque centesimi da pagare con carta di credito. Le chiavi della macchina smagnetizzate. I distributori automatici di sushi. Elena di Telecom come posso aiutarla, dall’altra parte del telefono. Essere Elena di Telecom da questa parte del telefono. I disegnatori dei Lego ingenieri spaziali frustrati. Nessun interesse comune. Nessun interesse. Troppi artisti e nessun artista. Le magliette con le frasettine cool. La presentazione del libro all’ora dell’aperitivo. Cambiare vita con un clic. Un giapponese che ti parla in spagnolo. Le ventiquattrore su ventiquattro trecentosessantacinque giorni all’anno tan e tag allo zeropercento.
Non alla giovinezza, e nemmeno a chi inventò il tempo, la più crudele, fra le condanne. E tantomeno al nostro arrampicarci costante sulla schiena di una discesa, a noi che infiliamo il canto del mare dentro un pezzo di plastica grigio. Queste poche righe non volevano essere una critica né un’ode, non una citazione e nemmeno un’idea, questo pensiero non voleva essere un’idea. A che servirebbe parlare di sabbia e di neve, di carta e d’inchiostro, dei colori del vento. E c’è chi ancora continua a vedere l’azzurro come una massa d’aria trasparente. Non volevano essere una faccia o nemmeno un personaggio, perchè i personaggi nella nostra epoca non sono nient’altro che facce, maschere di gomma fuori moda il giorno dopo carnevale.