Si era parlato di Sarayacu, anche se sono cose che poi non si prendono troppo sul serio. Indigeni, avanguardie, amazzonie: concetti lontani. Terzo millennio, pachamama, armonia. Non vanno piu’ di moda.

Eppure Peacereporter pubblica un articolo che scrivemmo (il plurale e’ una roba lunga da spiegare) in un internet cafe’ a Pereira (Colombia), in un disgraziato pomeriggio di Feria de los Toros. Marlon Santi, il personaggio intervistato, e’ uno dei piu’ giovani e brillanti dirigenti indigeni di questa nuova America. Osservando la storia di Evo Morales, c’e’ chi pronostica per Marlon – classe 1976 – un futuro di primo piano, ricordando comunque che il 40% degli Ecuadoriani e’ indigeno.

Ecuador. Un concetto lontano.

4 Responses to “Intervista a Marlon Santi”
  1. a.russo says:

    Sono racconti e testimonianze molto interessanti. Bravo! :)

  2. Baltic Man says:

    :-D !

    E’ per questo che si emigra fino in Ecuador, per scrivere. eheh.

  3.  
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