Archive for giugno, 2011

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30 Giu

…e tu cosa cerchi, qua?

Si spam come d’autunno sugli alberi le foglie


18 Giu

Lui che puntava la sveglia sempre alle sei di mattina lui che faceva colazione nel silenzio della casa affacciato alla finestra guardando un paese ancora sonnecchiante con qualche finestra che strizza gli occhi al mattino appena arrivato. Sarebbe salito su in terrazza e avrebbe osservato il tramonto in silenzio fumando mezza sigaretta. Ha lasciato che le finestre si siano aperte senza di lui che luomo con il pigiama celeste sia sbocciato dalla persiana verde e che le strade abbiamo recitato il loro silenzio senza che lui lavesse contemplato.
Lui che puntava la sveglia sempre alle sei di mattina lui che faceva colazione nel silenzio della casa affacciato alla finestra guardando un paese ancora sonnecchiante con qualche finestra che strizza gli occhi al mattino appena arrivato. Sarebbe salito su in terrazza e avrebbe osservato il tramonto in silenzio fumando mezza sigaretta. Ha lasciato che le finestre si siano aperte senza di lui che luomo con il pigiama celeste sia sbocciato dalla persiana verde e che le strade abbiamo recitato il loro silenzio senza che lui lavesse contemplato.

Firmato “kay_fry_qv62@yahoo.ca
businesshttp://businessdailyreview.com/”

…lo spam non è più quello di una volta.

Topi


15 Giu

Scrivo mentre c’è un topo che tenta disperatamente di strapparsi la sua libertà.
Si accanisce anima e corpo contro le sbarre bianche della sua gabbietta, tenta di forzare uno spazio disegnato dal ferro.
Ieri c’è riuscito, per la prima volta da quando abito sul suo stesso tavolo.
Stavo leggendo le notizie su El Paìs, quando è apparsa questa macchia pelosa nell’oscurità.
La sua padrona aveva dimenticato di inserire la chiusura di sicurezza alla gabbietta, dopo avergli dato l’insalata.
La mia coinquilina aveva dimenticato di inserire la chiusura di sicurezza alla gabbietta, lei che non scorda mai nulla, nemmeno le parole del suo fidanzato, lanciate cinque anni prima.
Ho visto passare questo topo a fianco del mio mouse, ma sono restati indifferenti, l’uno all’altro.
E’ un mouse della Dell, di quelli neri con i due bottoncini bianchi, probabilmente il criceto non si è riconosciuto nella sua immagine.
E’ stato un momento realmente difficile, non ho saputo bene come agire.
Stavo leggendo le notizie relative a Gheddafi, e ai giovani indignati di Spagna.
Gente che prova a tagliare le catene, che disperatamente cerca di guadagnarsi la sua libertà.
Ho preso il topo e l’ho ricoperto di un pezzo di plastica rosa, quello che usa per simulare le sue grotte notturne, quello su cui corre, e non mi lascia dormire.
Nella parte di sotto c’era l’Internazionale, un numero di aprile, uno che si intitola “Pane e libertà”.
Ho fatto pressione e ho sollevato la rivista con il pezzo di plastica schiacciato lì sopra.
Il topo era nel mezzo, osservava perplesso la situazione, non sapeva nemmeno lui come interpretarla.
La gabbia del topo ha una porta anche sul soffitto, linee bianche un po’ arrugginite.
Ho rimesso il topo nella sua gabbia, mi sono premurato di chiudere bene le due vie d’uscita.
Quando ho spiegato tutto alla mia coinquilina, lei era contenta. Mi ha ringraziato.

Da quel momento, ho come l’impressione che il topo mi fissi dritto negli occhi.

Continuum spazioatemporale


09 Giu

…dice che c’è un unico filo invisibile che ci lega tutti, anche se noi non lo sappiamo.
Anche per questo ogni volta che passa davanti al vecchio cimitero di quella borgata ormai persa, si ferma.
Arresta la macchina in mezzo alla strada, tronca i suoi discorsi a metà, rimane in silenzio mezzo minuto.
Di fronte al cancello arrugginito di un cimitero lontano duemila km da casa sua, nel silenzio di chi è passato su quella terra cent’anni prima di tutti noi, tra le tombe bianche di chi non è nemmeno più un nome e non era ancora una fotografia, lui sente la forza del filo invisibile.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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