Archive for September, 2013

Per dire cosa, poi?


30 Sep

E allora nell’armonia di questo momento apparentemente perfetto, in cui un libro di fotografie si apre su un nudo femminile Anonimo Barcellona 1927, e ritornano in mente le sigarette e il liquore all’achillea di questa mattina alle 3, le conversazioni con Mattia, che dice che le migliori foto della storia delle foto sono a firma di anonimi, e sono le migliori perché non c’era una firma e nemmeno un’intenzione, e ritorna in mente il commento di Giamma, per cui gli alieni, quando raggiungeranno la Terra, potranno dire tutto, tranne che l’essere umano non abbia assolto con dedizione e costanza la funzione di documentare fotograficamente la sua componente femminile, donne ritratte in ogni posa in ogni posizione e con ogni prospettiva possibile, fotografie di donne che appaiono, tutte insieme, come un’enciclopedia e come un semplice incipit,

ebbene

nell’armonia di questo momento, in cui ogni elemento di questa stanza porta la presenza di una storia, in cui il computer risuona di un funky senza arroganza, le pagine di Hrabal hanno la consistenza leggera di quei messali che usava il prete in montagna, le pagine di Steinbeck segano via la linea di confine tra inquietudine sconforto calma oppiacea e assuefazione, distruggono la contraddizione latente tra questo simulacro di paradiso e la voglia stessa di contraddizione, tra la mezza idea di sparire da ogni superficie e il prurito libidinoso di ricercare in questo libro, in questo funky, in questo tappeto ricoperto di nudi femminili anonimi la voglia e il rifiuto della contraddizione, del simulacro, del paradiso, di questo linguaggio che gira intorno a se stesso, nell’armonia di questo momento, apparentemente perfetto.

Racconto differenziato


22 Sep

Il bicchiere di plastica non va gettato nella plastica, perché è sporco di birra.
Rifiuti misti.

Nemmeno la tazzina della coppa del nonno va gettata nella plastica, perché è sporca di coppa del nonno.
Rifiuti misti.

La scatola di cartone della pizza non può andare nel bidone giallo, perché…
Rifiuti misti.

E la scatola delle scarpe che ho comprato stasera?
Dipende.
Il cartone non può andare con il cartone, perché contiene elementi che cartone non sono.
La carta velina interna che avvolge le scarpe, invece, può andare con la carta, perché pur essendo velina, è comunque carta.
Occhio però all’etichetta, perché se contiene colla, occorre separare l’etichetta dalla colla, e gettare l’etichetta nell’apposito contenitore per le etichette, e la colla nel bidone per le colle.

E quel che rimane – nel caso in cui qualcosa rimanga?
Rifiuti misti.
[cronaca di un dialogo accaduto per davvero, nell'anno Terzo della decade Seconda del secolo Ventuno, calendario giudaicocristiano].

Esercizi di punteggiatura 2


19 Sep

Stele

Dicono che la buona letteratura non invecchia.
Dicono che la poesia non è una questione di stile, ma una verità che si presenta come tale proprio perché sta fuori dal suo contesto, fuori dal tempo e dal modo in cui venne scritta e viene ascoltata.
La poesia, come la musica.
Un simbolo che non significa nient’altro che se stesso.

E allora

cosa ne sarà di Charley che cadde mentre lavorava dal ponte volò e volò sulla strada.
Dove sono Ella e Kate morte entrambe per errore, una di aborto, l’altra d’amore.
E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un animale, e Edith consumata da uno strano male.

E Lizzie che inseguì la vita lontano, e dall’Inghilterra fu riportata in questo palmo di terra.

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto, dove i figli della guerra, partiti per un ideale, per una truffa, per un amore finito male.
Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere, legate strette perché sembrassero intere.

Dov’è Jones il suonatore, che fu sorpreso dai suoi novant’anni e con la vita avrebbe ancora giocato.
Lui che offrì la faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero, non al denaro, non all’amore né al cielo.
Lui sì sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate.
Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore:
“Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?”

[cenni biografici]:
Tratto da qui, a sua volta tratto da qui, a sua volta tratto da].

Nel muro come in una pagina bianca


13 Sep

Qualche volta
verrò nei tuoi sogni
ospite inatteso
e lontano.

Non lasciarmi fuori,
sulla strada.

Non chiudere le porte.

Entrerò piano.

Siederò tranquillo,
ti guarderò,
nel buio:
e ti vedrò.

E quando sarò sazio di guardarti,
ti bacerò,
e me ne andrò.

Nikola Vapzarov
[scritta in attesa di essere fucilato]

I cieli non sono umani. Readin’ Hrabal


11 Sep

questi libri, scritti come se fossero boccali di birre, vuotati come una notte che ti scivola addosso, intrecciati intorno a frasi che sono in realtà pensieri in volo libero e idee sbagliate, questi libri che si contraddicono si contrappongono ti costringono e in un certo senso respingono, questi libri figli del novecento e dei suoni anacronismi futuristi, questi libri fatti di passione d’europa centrale e di alienazione, questi libri fatti di altri libri che sanno scendere alle origini delle avanguardie, questi libri che paola ti dice leggilo e dimmi che ne pensi, questi libri che non importa se erano bugie perché comunque io ci credevo, questi libri che sono il motivo per cui uno non si ferma e continua a leggere, anche se sono le tre del mattino e tra cinque ore sarà di nuovo tutto come in questi libri.

All’ombra di un raggio di sole


06 Sep

Gozando de la Boca

Sento le dita che scivolano e stringono, la materia che diventa trasparente.
Uno stesso suono impregna l’aria. Un’eco di qualcosa che ancora deve accadere, eppure già svanisce.
Un’eco di qualcosa che sta accadendo, si diluisce.

Nel paese da cui provengo, vivo e mi nutro di vicinanza come di lontananza.
E’ una terra senza appigli, nemmeno le rondini posano i loro piedi sui rami dei nostri alberi.
E’ un mare di sassi e scogli, tappeto di roccia sotto la consistenza liquida.

Il morso del desiderio
la carne che brucia
il cervello che si bagna di adrenalina
per difendersi dalle forme che lo assalgono.

Dove sei, in tutto questo?
In tutto questo, dove sei?
Nello spazio concreto del mio volerti.
Sei un pensiero, un’idea, una domanda, sei l’immagine racchiusa in un fascio di luce.
Da lontano io ti attraverso e ti sto dentro.
Da lontano copri il mio corpo e mi travolgi.

Al paese verso cui sto volgendo,
si vive di lontananza come di vicinanza.
I frutti della terra devono il loro sapore all’amaro in bocca di chi li coglie
anche l’acqua riporta il sapore di quel che non c’è.

Vado lì, lontano, per non smettere di essere.

E se tutto sarà un’illusione
[in-ludo]
allora saremo rimasti autentici.

Blue suicide


03 Sep

Un incontro.
Uno scontro.
Uno schianto.

Un momento come un altro
una storia tra le tante
un qualcosa di normale
come vivere e morire.

Tutt’intorno,
il blu.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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