Archive for August, 2015

Betacam


27 Aug

Porto di Savona

Strane meccaniche assurde.
Accadevano nel tempo in cui sulla terra c’erano ancora le rane, e gli uomini si nascondevano dentro gusci di plexiglass.

Sotto la carezza della rugiada si annusavano i maschi e le femmine, si annusavano e si scoprivano così diversamente simili nei loro gusci d’antipodi.
Bagnavano la lingua nel tè, s’inumidivano le labbra secche attraverso sorgenti sotterranee.

Come neonati si toccavano, si studiavano, riconoscevano nell’odore dell’altro le stesse stigmate dello stesso spettro introspettivo, e si chiudevano il naso e si tappavano gli occhi per non vedersi percorrere la giusta via.

Ancora esistevano spettri d’irrazionalità in quelle epoche confuse, e nessun circuito e nessuna meccanica sapeva opporsi al disordine apparente.

Gli uomini e le donne, sdraiati sull’erba, si fondevano in un destino non ancora scritto e lo facevano arbitrariamente. Uno con l’inchiostro e l’altra col papiro, componevano poemi a quattro mani dove il filo logico inevitabilmente si spezzava là dove la poesia si trasformava in prosa.

Morivano e nascevano sempre e solo e comunque nel nome di questo dio inclemente.

Erano i tempi delle rane, e gli uomini e le donne molto spesso si nascondevano dalla rugiada e da loro stessi, sotto gusci asfittici di plexiglass.

Cuentos de verano


14 Aug

Stripes

Ho aperto una “birra artigianale pastorizzata ri-fermentata”
[sembrava un vulcano di schiuma]
mentre due gatti litigavano fuori dalla finestra
e i cani di Viola commentavano la scena.

Dal piano di sopra, amori spagnoli:
la magia della quotidianità trasposta su Skype.
Camicie piegate ancora umide sul tavolino
la pelle che si riposa, ancora pronta a ripartire.

I tunnel che scorrono bianchi al neon con la testa fuori dal finestrino
immagina come sarebbe stato difficile essere il vicino di casa di Kant.
Tua moglie che ti rimprovera ogni mattina, a mezzogiorno
“lui ha già scritto un intero capitolo, oggi.
Y tu, ¿que?”

Dritta e costante la linea davanti al baricentro
e il baricentro che non legge pendenze, deviazioni o asperità.
Si alternano le immagini sul tappeto in terciopelo
tra “voluta” e “voluttà” è una questione di T.

Le linee del reiki disegnate sulla schiena
e la colonna vertebrale che segue il solco dei vulcani.
Gli antichi druidi avevano isolato il principio del Tojone
ma la gente non capiva, aveva voglia di veleno.

I profughi a Battifollo a gruppi di tre
appaiono dall’altra parte su Instagràm con il resoconto della traversata.
“Stanno tutto il giorno di fronte alla chiesa, con il telefono in mano”,
li ha visti Tiu Giuan oggi pomeriggio, sul muretto di cemento.

Cercavano la sorte,
ha detto il dritto del villaggio.

Mangiavano le torte,
si lamentava la signora del bar.

Giocavamo con la morte,
scriveva uno di loro,
sull’i-pàd.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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