Febbraio gattaio

05 Feb

È questo il tempo del miagolio dei gatti.
Girano inquieti sotto le finestre, si arruffano e s’azzaffano, inventano parole per parlare tra di loro.
Sembra che improvvisamente abbiano trovato un linguaggio, inteso come: un linguaggio con la voce. Un linguaggio modulato e parlato, lunga cometa che lacera il buio.

La voce dei gatti è roba strana nella notte.
Ti ricorda che c’è altra gente nel mondo, gente chiamata “gatti” e che anche loro vivono qua.
Sono gatti molto diversi dai gatti di città, che vivono un grande shock generazionale un po’ come accadde ai nostri vecchi negli anni sessanta, tutti conquistati dalle luci e dai cibi grassi dell’imperialismo consumista.
I gatti che stanno qua sotto son gatti davvero, che con la luna di febbraio sentono la voce della rivolta e ridefiniscono tutta la comunità, cambiano i ruoli e si ringiovanisce la stirpe, i giovani gatti cercano di scalzare dal trono chi si è insediato nel gennaio precedente e a volte ci riescono e a volte non ci riescono. Nei mesi d’estate nasceranno i gattini.

Ma i gatti che vivono qua in fondo in fondo sono uguali identici ai gatti di città.
Sono gatti come loro, e si comportano in quel modo in cui si possono comportare solo i gatti, ma al contrario degli altri hanno il dono della parola.

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Diary of a Baltic Man

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