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Qualcosa di diversamente serio. Nonciclopedìa.

Ah. Quei bei tempi in cui Facebook era solo in inglese o spagnolo….

Interlingua es un lingua auxiliar international basate super le vocabulos commun al major linguas westeuropee e super un grammatica angloromanic simplificate, initialmente publicate in 1951 per International Auxiliary Language Association. Appellate a vices Interlingua de IALA pro distinguer lo del altere usos del parola, illo es le subjecto de iste articulo e le lingua de iste encyclopedia integre.

Finalmente, un interlingua pote esser un linguage abstracte intermediari usate in le traduction per computator de linguas human.
Le Union Mundial pro Interlingua ha representantes e membros in cinque continentes. Un ample litteratura - traducite e original - existe in interlingua, e illo es usate como un qualcunque altere lingua in parlar e scriber. Il ha sitos web e magazines national e international in interlingua.

Quarantanove rose, rosse, come sempre. Tornavo a casa alla sera e Santiago era lì, appoggiato al muretto, mentre la tipa del chiosco dei fiori lentamente sforbiciava e componeva l’assurdo mazzo. Santiago era lì ogni sera, da diversi giorni e forse settimane ormai, da quando la venezuelana del Pub Bering si era trasferita nell’appartamento di quella pittrice tedesca. Uomo d’altri tempi, Santiago, che riversava tutto il suo dolore per l’amata perduta su quei quarantanove - perchè fossero quarantanove e non venticinque o cinquantuno nessuno poi lo sapeva - vegetali strappati quotidianamente alla natura per venir abbandonati su un marciapiede di cemento, e da lì, nel bidone d’immondizia dietro il Pub Bering. Un giorno apparvero anche su una tela, ricoprivano l’astrattismo di una venezuelana nuda, era un’opera inconclusa in casa della pittrice tedesca, e una delle quarantanove rose era nera.

Ma è stato uscendo di casa, questa mattina, che ho rivisto Santiago. Fuori luogo e fuori orario. Era nell’appartamento di fronte a casa mia, e portava lì dentro le sue robe. Solo dopo un po’ mi sono accorto che con lui c’era anche la tipa del chiosco, la fiorista.

L’altro giorno uno di quei canali satellitari parlava delle elezioni in Lituania.
Le elezioni in Lituania.
E a chi gliene importa? A nessuno, nemmeno ai lituani, davvero.
Ricordo un astensionisimo a cifre folli, robe tipo il 60%, o giù di lì. Ricordo che, discutere di politica con un compagno di università, era un’impresa impossibile, e il baricentro del discorso cadeva sempre sull’eterna paranoia di una futura e certa invasione russa.
La politica interna era roba assente dai giornali, e a pensarci bene, erano piuttosto assenti anche i giornali.

Ciònonostante erano felici.

Velocissimo sul blu sento il vuoto della tua presenza al mio fianco, stringo coi pugni un vento che non mi appartiene e che non mi riporta a te. Solo in mezzo ad un mare caldo, punto interrogativo visto da un satellite tremila metri più alto, mi guardo intorno e ti cerco. Ti cerco e non ci sei. Non ci sei e non esisto.

profumo di uva fermentata nel fondo del bicchiere.
sonno accumulato nella distrofìa di due palpebre.
centinaia di passi, milioni di kilometri, vago buio.
cinquantatrè giorni senza di te, infinito inesistere.
sceriffi addormentati e sbronzi di noia.
mattonelle antiche, una sull’altra impilate, eterne.
orgie linguistiche, parodie dei sensi, conoScienze.
un’amore lontano lontano anni luce.
dicotomìe d’infinito tra i riflessi di finestre oniriche.
calore di famiglia, focolare ritrovato, estrema ustione.
luce sensuale vibrante e ardita.
un bicchiere pieno di lacrime tracannato con miele e sale.
apoteosi di calore inarrestabile gelo perenne.
220 watts di energia per contribuire all’autodistruzione.
amistades ciertas se quedaron entre los dedos.
clorato di benzoidene come aperitivo, stuzzichevole fiele.
tu che leggi e io scrivo.

Ma perchè?

To live just over there, where fair ends and snow becomes pink. Sharing your paradise – your own paradise – with people who has something to say, stories from the ocean, but especially something to teach. Staying there drinking wine, drinking wine without any poison on it, drinking wine without any poison in yourself.

And a mountain as the world. As an house, the last house on the world, where put all your goods as decorations, fighting the cold and other people’s mediocrity. A world as the mountain, hard stone harder than you, beautiful with the sun and even more beautiful when clouds are surrounding it, giving to the picture that nice effect that just ermetism is able to paint.

For someone you can be trash, for someone else you’ll be a treasure.

© by Baltic Man