Archive for the ‘Arte’ Category

Sacramentu


27 Feb

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Guarda bene queste immagini, guarda quella gente: è incapace di una rivoluzione, è troppo umiliata, ha troppa paura, è troppo frustrata. Ma, tra dieci anni, quelli che ora hanno dieci anni ne avranno venti, quelli che ne hanno quindici ne avranno venticinque. All’odio ereditato dai genitori aggiungeranno il loro idealismo e la loro impazienza. Si farà avanti qualcuno e trasformerà in parole i loro sentimenti inespressi…

[The Serpent’s egg - Ingmar Bergman]

Il limite


06 Sep

Il limite

Sai cos’è la scultura?
Profondità.
La scultura non è nient’altro che profondità.

Chi disegna, vede un letto.
Lo scultore deve riempire quel letto.

Venerdì Santo a Macondo


20 Apr

Gabriel Garcìa Màrquez muriò
el ùnico dìa en que no salìan los periòdicos.

La notizia che tutti i giornalisti aspettavano
è rimasta troncata a metà.

Y como dijo el Maese
la realidad le ganò a la màgia.

Jules e Jim


12 Oct

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E allora, Jim, non dovresti essere qui, cinquantadue anni più tardi, qui seduto sotto un neon a mangiare pistacchi leccando per bene ogni guscio prima di gettarlo a terra, qui seduto sulla riva del fiume a osservarti mentre voli giù dal ponte spezzato. Non dovresti essere qui, Jim, la tua sfida è persa come è persa l’utopia, non bastavano le beghine i predicatori i riformatori i protestanti i benpensanti i panettieri e i custodi del vento, la tua sfida è persa per abbandono del ring del fuoco amico, dovevamo essere pronti a sostenerti e abbiamo smesso di crederci, dovevamo seguire Catherine e abbiamo iniziato a fermarci, ti abbiamo visto volare giù dal ponte e per un attimo abbiamo creduto che fosse una sconfitta.
Non dovresti essere qui, rinchiuso in una frase in una fotografia in questo post, rinchiuso in un film che peraltro è un capolavoro, che però non ti serve a niente perché non dovresti essere lì.

Un giorno tornerai con un romanzo d’amore, e i protagonisti saranno gli insetti.

Salve, Regina


11 Oct

Essere radicali
o almeno per una volta nella vita
provarci.

 

Provare a mettere in pratica quel che senti
Per avere poi un colpevole colpito
Un nemico figurato
Su cui recriminare.

 

Inseguire un’intuizione.

 

Non voglio ingannarti né fermarti
Mi piacerebbe essere
Per un attimo
Ogni tua malattia
La reazione di un pensiero
Mentire mentre ti dico
La verità.

 

 

Esercizi di punteggiatura 2


19 Sep

Stele

Dicono che la buona letteratura non invecchia.
Dicono che la poesia non è una questione di stile, ma una verità che si presenta come tale proprio perché sta fuori dal suo contesto, fuori dal tempo e dal modo in cui venne scritta e viene ascoltata.
La poesia, come la musica.
Un simbolo che non significa nient’altro che se stesso.

E allora

cosa ne sarà di Charley che cadde mentre lavorava dal ponte volò e volò sulla strada.
Dove sono Ella e Kate morte entrambe per errore, una di aborto, l’altra d’amore.
E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un animale, e Edith consumata da uno strano male.

E Lizzie che inseguì la vita lontano, e dall’Inghilterra fu riportata in questo palmo di terra.

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto, dove i figli della guerra, partiti per un ideale, per una truffa, per un amore finito male.
Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere, legate strette perché sembrassero intere.

Dov’è Jones il suonatore, che fu sorpreso dai suoi novant’anni e con la vita avrebbe ancora giocato.
Lui che offrì la faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero, non al denaro, non all’amore né al cielo.
Lui sì sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate.
Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore:
“Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?”

[cenni biografici]:
Tratto da qui, a sua volta tratto da qui, a sua volta tratto da].

Cos’è questo niente? L’infinità possibilità di cui dicevi?


12 Jul

“E’ il documentario della simulazione globale, senza luogo, senza scampo, che ci mostrano a titolo pubblicitario notte e giorno, dietro lo schermo di vetro che abbiamo in dotazione per vivere da queste parti. Ma poi si sa che quando uno è lasciato dietro un vetro, tende a sentire che gli manca qualcosa, anche se ha tutto e non gli manca niente, e questa mancanza di niente forse conta qualcosa, perché uno potrebbe anche accorgersi di non aver bisogno davvero di niente, tranne del niente che gli manca davvero, del niente che non si può comprare, del niente che non corrisponde a niente, il niente del cielo e dell’universo, o il niente che hanno gli altri che non hanno niente.”

Gianni Celati.

Argonauti dell’Emisfero occipitale


29 Mar

“Questo è il momento storico in cui è possibile per chiunque ne abbia voglia filmare praticamente (quasi) qualsiasi cosa, ed è una cosa molto positiva, oltre che affascinante, sicuramente rivoluzionaria. Un film come La Soufrière rende chiaro che è necessario uno sguardo allenato, e una padronanza tecnica notevole anche per fare l’esploratore.

Herzog, come poi molto spesso nei suoi film, usa la musica in senso drammatico, le immagini in senso narrativo, una voce fuori campo il più soggettiva possibile e in poche parole nel ’77 ha già messo da parte la dicotomia idiota tra finzione e documentario”.

[tratto da qui, a sua volta tratto da qui].

Politically normal


24 Jan

“In bocca al lupo”
Giuseppe Veneziano 

 

Tutte le cose iniziarono cantando


04 Dec

Dietro la creazione

Tutte le cose iniziarono cantando
canzoni di culla dalla consistenza della lana grezza.
Lana grezza che stabiliva un confine.
Al di là della filatura, la mano dell’uomo.
Al di là della mano dell’uomo, la pelle dell’animale.
Un solo fuoco a scaldare tutto.

Ricordo le strade arancioni, la città delle quattro del mattino.
Il freddo a congelare le vibrazioni appese alle mie labbra.
Possibilità di esprimermi limitata, coscienza a briglie sciolte.
“Quella notte hai parlato di me come se mi conoscessi da una vita”.
Quella notte ti conoscevo da tutta una vita.

Attraversare l’oblio in retromarcia.
Le illusioni e i desideri che si trasformano in certezze.
L’abbraccio del vento che diventa concreto
Cosa diventerò domani?
Quale pezzo di me ormai abbandonato mi accoglierà?

Stamattina ho spaccato legna per tre ore con mio nonno.
Poi quando la brina si è sciolta lui è partito con un bastone.
E’ tornato mezz’ora più tardi, poco prima delle campane di mezzogiorno.
Mia nonna come al solito è uscita incazzata a cercarlo, quando il sugo era già in tavola.
“Lavati le mani”, mi ha detto mio nonno.
“quella che rimane la spacchiamo domani”.

Ieri invece, dov’ero ieri.
Ieri è un concetto ancora un po’ difficile da ubicare.
C’è uno “ieri” fatto a linea continua e un altro sempre più piccolo, laggiù in fondo.
C’è uno ieri anche in questa notte, qui a Viola.
C’è uno ieri in quel che verrà.

Poi il patio di Kiki, una coperta di scritte, Granada.
La fisionomia di un sentiero, intravisto dall’alt(r)o.
La geografia di un’anima, i suoi elementi naturali.
Sei tu il padrone del tuo destino. Prenditelo.
Sei tu il padrone del tuo destino. Prenditelo.

E così tutte le cose iniziarono cantando
e non era la voce di tua madre, quella che sentivi, là dietro.
Non sei neppure sicuro che fosse, in fondo, una voce.
Ma tutte le cose iniziarono cantando.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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