Archive for the ‘Blog’ Category

No-Day


16 Lug

 

Disagio.
Gente che parla.
Dappertutto gente che parla.
Parlo anch’io.
Scrivo.

La carta non risponde.
“Scrivere è come parlare a se stessi”, dicono
ma se stesso non mi ascolta.

Crasssshssszzzptf


21 Mag

.

Questo testo poteva essere l’ultimo
l’ultimo di una lunga serie di notti non dormite y procrastinación.
Sarebbe potuto
– avrebbe dovuto –
chiudersi così questo blog,
sparire da un momento all’altra senza lasciare traccia di sé
assenza di un referente in un delirio a senso unico.

Uno schermo nero e vuoto di risposte
“this domain does not exists e non terremo traccia di te”
l’identità digitale è labile effimera illusoria e fugace
tu muori nel buio, e l’uomo baltico se ne vola via con te.

Ancora una volta di fronte alle macerie fumanti
a parlare di ricostruzione
a tentare di afferrare quel che già non è più tra le mani
a sentirsi formica e non cicala, inutile formica, schiacciato da un destino su cui non avrai controllo mai.

E invece questo post è il numero mille
1.000 volte “scrivi”, senza aver chiaro il perché
1.000 volte leggi, leggi l’ombra di te
1.000 volte ancora, muchas gracias a Cé.

Videograms for a revolution


29 Set

Si nasconde nelle pieghe di youtube, se n’è andato un paio di mesi fa, tra l’indifferenza generale.
Harun Farocki, filmaker tedesco che ha sempre camminato più in là dell’immagine.
Capovolgendo il rapporto tra azione/narrazione: nel 1969, per spiegare gli effetti del napalm sulla pelle, si bruciò una sigaretta sul braccio.

Un occhio attento sulle immagini degli altri, un occhio critico sul ruolo di televisione e cinema nella costruzione della realtà.
Il suo materiale preferito sono le immagini d’archivio, quel rumore che negli ultimi decenni si è appropriato del nostro fondo di percezione.
Un giorno da consumatori per definire un’intera epoca.

Farocki ha riassunto tutto questo nel suo Videograms of a Revolution. La caduta di Ceausescu provocata dalla diretta televisiva, una retorica che si ritorce contro, la massa lobotomizzata che ha bisogno di sentirsi sullo schermo, per decidersi ad agire.

“Visto che esistono già troppe immagini, non ho sentito il bisogno di realizzarne di nuove”.

Mueve solamente lo que


06 Lug

Mueve entoces solamente lo que vuela, y dibuja formas y sentidos tan distintos a los que se iban buscando, formas y sentidos que pertenecen a otras vidas posibles, que repentinamente se materializan entre sillas rosadas y marrones, en un cuarto de paredes azules.

Mueve la mente que no conoce su nombre, que no sabe nada sobre su existencia y tal vez por esto se atreve a imaginar, siguiendo las olas dementes de un contacto que, a pesar de haberse realizado en el espacio de un par de segundos, se expandiò en profundidad y anchitud, visualizado en el reflejo de un vidrio detràs de una reja blanca, en donde cada movimiento de ella ha sido grabado para algùn recuerdo, sobre una superficie frìa y transparente que conservarà este momento asì como ha de ser conservado, inùtil para la historia, invisible a los demàs.

Quel che accade in un istante potrebbe non accadere mai


26 Ott

Il frutto proibito

Il campanile giallo elettrico scorre via come un panning, fuori dal finestrino. E improvvisamente le orecchie riposano, si astraggono. Da quante ore sono in cammino, oggi? Mi viene il dubbio che il cuore abbia smesso di pulsare.

Antes yo era mucho màs definitivo, c’è scritto sugli appunti dietro lo schermo. Proseguire senza indugio, lo sguardo perso nel punto fisso di un caleidoscopio. Tutto è contraddizione e tutto si compie, niente ha un fondo di impossibilità nella scia della cometa. Non resta che andare avanti adeguandosi alla mutevolezza delle prospettive. Muoversi, muoversi ancora. Nell’evoluzione della specie, argomenta Jean Claude Kaufmann, il fondoschiena si sviluppa insieme al cervello, quando l’uomo assume una posizione eretta.

Oggi, le foglie hanno cambiato colore. Succede una volta all’anno, ma succede tutti gli anni.
Resta con me e non smettere mai di andare via.
Paradoxically, the ability to be alone is the condition for the ability to love.

La coscienza, la conoscenza, la scienza. Il campanile giallo elettrico fuori dal finestrino. Il mondo scorre negli spazi esterni, tra le persone, tra gli scambi e i sorrisi. E mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un’aria sul flauto.  A cosa ti servirà, gli fu chiesto. A sapere quest’aria prima di morire.

Non avremo un governo. E allora?


06 Mar

Marafiki

Dai, fatemi dire la mia sull’orgia di opinioni che in questi giorni scatena l’entusiasmo degli illustri perdigiorno al pari mio.

[Il fatto è che da 36 ore si attendono i risultati delle elezioni in Kenia, e lo spoglio delle schede è solo al 78% in questo momento. Quindi, considerando che Nairobi è immobilizzata, ho tanto tempo a disposizione da spendere in blog giornali e postriboli virtuali varii].

Dunque.
Mi sembra di aver capito che la questione del M5S non ha lasciato indifferente né l’Italia né il mondo.
[E quindi, ha funzionato].

A me viene in mente solo una cosa.
Ed è il profondo senso di disgusto, di disprezzo, di astio che mi fermentava nello stomaco ogni volta che vedevo o ascoltavo o inciampavo nella prosopopea del nulla più assoluto che tanto piaceva ai vecchi faccioni.[“vecchi” non ha un valore anagrafico, ma espressivo. Renzi, per quanto mi riguarda, è vecchio per cosa dice e per come lo dice].

Berlusconi che diceva una cazzata, e tutti gli altri a parlare di “demagogia”, senza considerare che la maggioranza degli italiani non conosce nemmeno il significato di tale termine.
Il faccino di Fassino a dire che il Tav porta posti di lavoro.
E il solo pensare che Fini sia sparito, Rifondazione si è definitivamente estinta, e Casini non apra più bocca ha migliorato moltissimo ogni fase della mia digestione.

Anni, decenni, repubbliche di maschietti arrivisti che, una volta occupata la sedia e incassati i “guarda guarda, quello lì è il parlamentare X!” del popolino, dichiara soddisfatto il suo ego e si dedica alla conservazione dello status quo.
Nessuna fantasia nelle loro proposte, nessun coraggio di migliorare l’esistente tentando soluzioni nuove, nessuna consapevolezza che esplorare panorami inediti può essere molto divertente, oltre che utile.

E va detto che il M5S ha sferzato una mazzata non indifferente a tutta questa gentaglia capace solo di autorappresentarsi, autoriprodursi, automasturbarsi.
Non solo ai politici: anche a te, che fanciullescamente credi che sia sufficiente votare i più buoni, votare il meno peggio, per dare forma a una società sessualmente attiva.
Anche a te che credi che sia sufficiente votare, votare, dico, in un momento di consapevolezza storica in cui i limiti di ogni struttura di potere sono sotto gli occhi di tutti.

Il processo democratico rappresentativo, visto da Nairobi, appare nella sua eloquenza.
Un imbecille tra gli altri grida sorride abbraccia i bambini dichiara che gli altri puzzano e il resto del popolo brandisce al vento bandierine e gridolini di giubilo.
Uno vince, l’altro perde, il popolo ride o si affligge a seconda della disposizione, poi i ricchi tornano dietro i loro recinti, i poveri nelle baraccopoli, e nulla cambia.

E allora perché non provare a fare evolvere questo sistema infantile, perché non tentare soluzioni alternative? Il sistema di intelligenza collettiva che propone Grillo – lo propone dal 2005, ricordo di averlo sentito in un dicembre a Cuneo – non sarà sicuramente perfetto, ma per lo meno offre uno stimolo su cui ragionare.

Resta il fatto che i dubbi non mancano, soprattutto sulla competenza e l’inettitudine di per un motivo o per l’altro scelga di impegnarsi in prima linea. Riconoscersi onesti non basta, dichiararsi “portavoce” non cambia. Se qualcuno dovrà scrivere le linee guida per l’agricoltura, gradirei almeno che provenisse da un percorso di formazione di coscienza sul tema. L’amico Antanas, in Colombia, ha scelto i migliori accademici in ogni specifica disciplina, per governare. Un ladro mi sta sinceramente antipatico, ma un inetto con velleità di comando proprio non lo sopporto.

Perchè altrimenti il rischio è quello di ritrovarci tutti in una battuta letta su Spinoza.

“Dice che porterà in parlamento normali cittadini”.
“Ah. Non vedo perchè la cosa potrebbe tranquillizzarmi”.

Facebook – hai una richiesta di amicizia


02 Feb

 

Semari Vundo vuole stringere amicizia con te.

clic.

Accetti?

clic.

Ora tu e Semari Vundo siete amici.
[dissolvenza]
Conosci Semari anche nella vita privata?

[dissolvenza]
Aiutaci a rispondere a una domanda.

clic.

Grazie per il tuo commento.

 

 

Ora tu e Semari Vundo siete amici.

 

 

Wordless


24 Dic

Una settimana con la tastiera rotta.
L’interazione con il mondo
[l’interazione con questo mondo]
affidata unicamente al mouse.

Ascoltare quel che gli altri hanno da dire,
come un barone decaduto nascosto dietro il vetro della sua finestra,
vedere questi altri dialogare, esprimersi, contorcersi, litigare
e tu, outisider superpartes del linguaggio,
lì a tenerti per te stesso i giudizi morali e ogni commento.

Senza tastiera, con la paranoia della connettività.
S’illumina skype. “Posso parlarti?”
Impossibilità di replica.
Cosa penserà di me?
Cosa penserà di me?
Senza tastiera sei colpevole a prescindere.

Con il mouse puoi navigare, leggere, anche scrivere, lettera per lettera, a copia-incolla.
Puoi dir “mi piace” e puoi anche condividere.
Hai la bocca ma non c’è la lingua, si può aspirare e respirare, ma non parlare,
e neanche leccare.

Senza lettere non puoi spiegare perché vorresti che qualcun altro ascoltasse qualcosa.
E’ un piatto fumante che offri a tutti sulla pubblica tavola,
ma non può competere con qualcun altro che spiegherà meglio.

Senza la possibilità di produrre parole, sei completamente dipendente da quelle degli altri.
Sofferenza atroce.

Austerità


26 Ott

Attenzione: Da oggi venerdì 26 questo blog eliminerà tutte le parole non neutre.
Non ci sarà più nessuna “politica”, ma ovviamente nemmeno “religione”, per non parlare di “sesso”, “fantasia”, “sogno” e “amore”.
Via anche “segreto”, perché potrebbe turbare l’immaginario dei bambini, ma a pensarci meglio, via anche “immaginario”.
Non si potrà più parlare di “musica”, neanche per gioco, perché effettivamente non si potrà usare nemmeno più “gioco”.
Sarà consentito un uso moderato di “comprensione”, a patto che non sia accompagnata da nessun aggettivo.
“Sana”, “completa”, “incondizionata”, “pura” non sono più parole neutre, e pertanto verranno bandite.
Limitazione anche per tutte quelle parole che finiscono con “-zione”, quindi per “azione”, “colazione”, “dannazione”, “imtazione”. A ben pensarci, limitazione anche per “limitazione”.
Proibiti i superlativi assoluti, quelli relativi, i termini di comparazione e anche le parole onomatopeiche, proibito tutto ciò che può risvegliare una sensibilità – e quindi un qualcosa poco neutro.
Niente da fare nemmeno per le opposizioni lessicali, non si potrà più dire “bianco” perché potrebbe voler suggerire “nero”, e nemmeno “buio” perché potrebbe accendere una “luce”, per non parlare di “niente”, che potrebbe voler dire “tutto”.
Non si potrà più parlare di niente, perché potrebbe voler dire tutto.

Ma non sarà una rivoluzione così grande, si è visto di peggio, e basterà farci l’abitudine.

E poi, i punti e le virgole, quelli rimarranno.
Ma non in grassetto.

Il calendario balinese suddivide il tempo in unità definite non per contarle e sommarle, ma per descriverle e caratterizzarle


09 Set

Vuoi il mondo in dimensione-bottiglia, un giocattolo di fiammiferi e pezzi di stoffa da tirar su sotto la gabbia di un cielo falsamente trasparente – è trasparente solo di notte, e solo in parte. La concezione tantrica dell’universo come forma sintattica, il profumo di merda di vacca a svegliarti al mattino, le posate conservate in un sacchetto di cellophane dove c’è scritto “rispettiamo il pianeta – queste posate sono al 100% biodegradabili”, e la questione ti spaventa, ti spaventa la totale biodegradabilità delle posate e dei tuoi denti, ti spaventa il mattino incipiente a rovinare il profumo di letame di merda di vacca, ti spaventa l’idea di una forma sintattica in una concezione tantrica di universo. Urge riflettere, è tempo di ridimensionarsi, è il momento di esagerare, Mickey e Mallory lì sullo sfondo del desktop – e sembrano la fotografia di te adolescente, una fotografia scattata nel 2003 o 2004 suppergiù, quando c’erano ancora i numerini della data in pixel rosso tatuati nell’angolo in fondo a destra. Sette pannelli aperti su mozilla firefox  13.0, posta in arrivo e un po’ di illusione di attività, la solita finestra biancoblu, una pagina sulla scienza misteriosa dell’i ching, un hotel a Barcellona su http://www.venere.com/it/spagna/barcellona/, una mail di fabrizio che arriverà non appena leggerà questo post, un pdf che non si scarica perché non servirebbe a niente.

Che cos’è la postmodernità? Andare in giro nudo, e non avere freddo. E non avere freddo. E non avere freddo. E non avere freddo.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


Ricerca personalizzata