Archive for the “Blog” Category

Buenos Aires la conobbi qualche tempo fa, quando scoprii nella cosiddetta rete il blog di Tanoka. Post dopo post (che potrebbe anche dirsi post post post, ah ah), ho cercato di annusare lo spirito dell’Argentina vista da un tano, fino a quando il richiamo è diventato irresistibile.

E’ quindi un onore per me sedermi al banchetto del suo blog. Nell’attesa di una birra.

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Questo blog mi cancella i commenti. Questo blog vi cancella i commenti. Lo giuro. Sono segni inequivocabili del declino in cui il mondo sta precipitando.

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Sul valore di 25 dollari nell’età dell’Euro. 15,90, o giù di lì. Puoi comprarci una scheda telefonica in Spagna, o un frullatore su eBay. Spenderli allo stadio in una domenica grigia o investirli in una scommessa assurda con qualche amico disgraziato. 25 dollari sono una dozzina di ottime birre in Lituania, 250 spiedini di carne di cane a Pechino, un caffè a Venezia e 3 giorni di salario minimo in Colombia. 25 dollari sono un lusso per qualcuno e una mancia al cameriere per altri. Erano il presupposto di spesa al supermercato “quando una volta sì, che stavamo bene”, e oggigiorno non li converti nemmeno più nel cd della tua band preferita. 25 dollari, o 16 euro, sono 25 fogli da un dollaro e 16 monetine di euro. 25 dollari non bastano a comprare una macchina fotografica ma bastano per una scheda di memoria da un giga.

25 dollari vale l’account “Pro” di Flickr, una cifra che l’oculato Baltic Man non avrebbe mai speso. Le mie discendenze si radicano nella Bassa Langa Piemontese, gli stessi posti di fame e malora di Beppe Fenoglio e Cesare Pavese tanto per intenderci, e la sola idea di investire denaro in una cosa che non si può toccare materialmente è un qualcosa di inconcepibile. Ohibò. Succede però che appaiono amici strepitosi vestiti da Babbo Natale, e magicamente l’account diventa pro e si riempirà presto di simpatiche foto. Chapeau.

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Di tanto in quanto ricevo un prototipo di mail che dice più o meno così: “Ciao, so che tu sei stato in Erasmus a Kaunas, ¿posso chiederti un po’ d’informazioni?” (Grazie Erika per lo spunto, a Barranquilla c’è l’esodo degli stranieri ma non era elegante scriver cose tristi).

In più, adesso sono dotato di un magico sistema hacker per vedere come giunge la gente su questo sito, e scopro che la maggior parte degli utenti-google dirottati qua hanno digitato parole come “lituania”, “ragazze di vilnius”, “in lituania si tromba?”, “erasmus crazy”. Nonostante ci sia, va detto, qualche iperbolico fenomeno che arrivi qua cercando “papa” (?¿?), “viaggio mentale con droghe” (curioso), “tempi moderni” (e ciò mi rende orgoglioso), “l’alcolismo in Venezuela” (la prima parola mi risulta, la seconda no), e soprattutto “mia bossi”. Ad essi dico: non preoccupatevi. I pazzi non siete voi, è google che sclera.

Tornando al discorso originale. Tempo addietro un post riassumeva un po’ di cose utili per chi sceglie un’università baltica. Probabilmente sono ancora attuali, e nell’antro materno di una discoteca quest’autunno avevo anche incontrato chi le aveva lette e si era fidato. Tutto torna, dicono i saggi.

In una crisi d’identitá, il blog mi ha confessato di essere irrimediabilmente perso. Si chiama Baltic Man e qualche blogroll lo contiene sotto la voce “blog di sudamerica”. Io l’ho guardato fisso e gli ho sputato in faccia la verità: “tu sei un bastardo“.

p.s.: la foto di casini apparentemente non c’entra niente. Ho digitato su google “crisi d’identità” e quello è ciò che uscito. Occhio per occhio, dente per dente.

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Ebbene si. Da oggi il blog prende vita propria e diventa una roba tutta sua, www.balticman.net. Non è stupenda la cosa?

Grazie, come sempre, al padre ispiratore di questo giocattolino che, lo ammetto, ha reso più belli e condivisi tanti fogli di carta strappati a un viaggio.

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…il futuro

…la rivoluzione

…una spazio tutto tuo che ti fa sentire Libero e Padrone

…uno spazio che non è tuo perchè devi usare per fare comunicazione formativa, e non un “caro diario”

…un programma su raitre???…

…non lo so ma mio figlio ne ha uno

…la Democrazia e l’arma per combattere la gerontocrazia la lobbycrazia e tutto quello che ha un suffisso percepibilmente negativo in -crazia (che tra l’altro assomiglia molto a “crazy”)

…una roba che permette a chi accende il computer con i fiammiferi di diventare un Very Important People nella rete

…un posto cattivo cattivo dove se sbagli paghi perchè un’inferocita massa di contestatori ti porterà direttamente nel Girone degli Ignoranti

…un apostrofo rosa tra la parola “collettivo” e la parola “singolo”…(?)

…bello, quando stai su internet a “studiare” tutto il giorno

…un web-place troppo cool, dove con altri blogger come te puoi creare una net di link per la blogroll legati a tanti thread, e disperdere i tuoi post per la blogosphere.

…questo

ma, soprattutto,

…una roba che potrebbe trasformare il tipo un po’ sfigato davanti a te in macelleria in un tuo idolo supremo anche se nè tu nè lui, probabilmente, lo saprete mai.

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Il disturbo dipendente di personalità (DDP) porta le persone che ne soffrono a pensare di essere incapaci di vivere da soli e di non essere in grado di affrontare i problemi della vita. Si sentono infatti inutili e smarriti senza la presenza di una persona al loro fianco: per questo richiedono spesso rassicurazioni e conferme e tendono a vivere qualsiasi gesto di allontanamento, seppur minimo, come un possibile e doloroso abbandono. Dice il saggio che questo fantomatico DDP colpisce in maggioranza i soggetti di sesso femminile. La cosa accende un inaspettato barlume di speranza: ero quasi sicuro colpisse tutti i soggetti di sesso femminile.E comunque, sono cose che non puoi sapere se non hai un’amica/sorella che non conosci e hai visto obiettivamente una sola volta, ma sempre porta musica & vita nel suo habitat naturale: la casella della posta elettronica.

E’ bello castagne vivere in una famiglia castagne dove da sempre castagne si crede e si coltiva con passione castagne un tipico frutto autunnale castagne peraltro a me gradito castagne se non fosse che castagne viene poi somministrato castagne sottoforma di qualsiasi castagne intruglio alimentare castagne quali addirittura castagne le tagliatelle fatte castagne con la farina di castagne.

Bertinotti ha incontrato il Dalai Lama. Ora, qua non è che si stimi particolarmente il Bertinotti, uomo metafora del suo tempo profeta di saggezze quali “internet? So a malapena cos’è”, però si apprezza quantomeno la voglia di raschiare dal fondo del fondo un minimo di decenza e dignità. Tutti gli altri compari suoi (del Bertinotti, non del Dalai Lama), sono stati segnalati a fischiettare guardando il cielo quando qualcuno gli ha proposto l’incontro con un uomo (che poi di uomo si tratta, reincarnato d’accordo ma pur sempre in un essere umano) tra le altre cose Nobel per la pace. E’ per il bene dell’Italia, dicono.

Too big challenge dream to be somewhere else. Too many places I’d like know under my shoes again, feelings are following so fast everything somehow new. It could be easier dream with who being, and this is what I’ll do…

Caramagna Piemonte, ameno angolo di mondo nel cuneese. Un posto dove era prevista un collegamento con il mondo esterno rappresentato da una ferrovia, fino a quando qualcuno ha deciso che era meglio accantonare l’ambizioso progetto. I treni disturbavano infatti le vacche al pascolo. [non posso purtroppo garantire sulla veridicità della bislacca faccenda, chi me ne parlò non era in condizioni psicofisiche propriamente perfette].

Upload: il template nero non consentiva commenti. Lavori in corso (ma adesso dovrebbe esser possibile commentare…)

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Dice che la Lituania è un Paese grigio. Le città e le periferie si nascondono sotto opacità crude, inutile e disordine annegano nell’erba alta sotto fotografie di palazzi anonimi infiniti. Parla di gente strana, di facce fredde come quegli occhi chiari che le segnano. Di problemi, tanti problemi, qui la gente non è contenta se non beve e chi è fortunato va in Irlanda. Perfino mangiare non si può, in Lituania, e le cameriere non parlano italiano o spagnolo e non si capisce mai niente.

E’ vero. E’ tutto vero.

E proprio perchè è vero la vita sul Baltico assume i contorni di un’avventura interessante, quotidianità epiche che scorrono su ritmi anarchici. Lentamente si iniziano così ad imparare e riconoscere le differenti tonalità di tutto quel grigio, sorprendendosi ancora una volta quando attraverso il finestrino di un autobus stanco si trasformano sequenzialmente in bianco o verde ad oltranza infinita; con il tempo ci si rende conto di apprezzare sempre di più esperimenti culinari allucinanti a qualsiasi ora dell’orologio, bestemmiando sempre più sottovoce contro chi profana una delle ultime sacralità a cui il popolo italiano s’inchina, la cena. Una lingua strana assalirà le anticamere del cervello, una lingua antica e dai meccanismi inestricabili che “uno straniero non potrà comunque mai parlare perfettamente“. E se è vero che non si impara una lingua senza assimilarne la sotterranea cultura, di colpo quell’infernale paradiso prenderà inesorabilmente sempre più la forma di una Casa.

Chi irrazionalmente segue da tempo questa paranoia mentale online potrà giustamente pensare di trovarsi di fronte ad un irreversibile caso di esagerata monotematicità, percorsi strani dove il filo conduttore si ammassa sempre lassù, a nord-est. Ed è probabilmente così, e nonostante il tempo stia cambiando ed il Vento Nuovo del Sudamerica abbia ormai portato fin qua il suo travolgente ciclone, quel trascurabile feudo sul Baltico ha davvero agito profondamente sull’inconscio.

Sono parte invisibile e perpetua di me quei risvegli allucinati in sconosciuti palazzoni persi tra vodka e anatemi, sulla mia pelle c’è il sudore di migliaia di passi e sulle mie labbra il sapore di troppi frammenti di vita consumati. La Lituania mia ha regalato compagni di viaggio eterni e stelle comete lontane.

Adesso è tempo di seguirle, da solo, lasciandomi le spalle la luce a Nord Est.

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© by Baltic Man