Significato della parola Sud
Posted by Baltic Man in Barranquilla, Bogota', Buenos Aires, Colombia, Medellin, Sud America3 le lettere in una parola “sud”: d s u.
Archive for the “Buenos Aires” Category
Oct
09
2009
Significato della parola SudPosted by Baltic Man in Barranquilla, Bogota', Buenos Aires, Colombia, Medellin, Sud America3 le lettere in una parola “sud”: d s u. Quando nei dintorni della Capitale argentina uno si incazza, ed inizia ad accostare il nome di un fantomatico dio con cani e porci, é frequente che la popolazione circostante lo osservi e dica: “gli é salita la “Tanata“. (I “tanos” sono gli italiani”).
May
01
2009
Los PorteñosPosted by Baltic Man in Argentina, Buenos Aires, Persone, Viaggi, Vita, tags: Argentina, bernal, Buenos Aires, italiani, mate, quilmes
Oltre a me e al mio Trozito de Caribe, ovviamente, vive lí una famiglia argentina. Doña Miriam é il perno fondamentale della faccenda: una strega ma di quelle originali, usa le carte come paravento ma in realtá legge dentro agli occhi delle persone. Lavora dieci ore al giorno con il marito, il señor Eduardo, nel taller di sartoria che hanno montato al secondo piano. Il señor Eduardo é ció che si potrebbe definire un todero: sarto, falegname, muratore, meccanico, panettiere ed idraulico, come il suo nonno d’Abruzzo gli insegnó cinquant’anni addietro. Adora il mate, come la moglie. Poi c’é Pamela, la figlia, un anno piú di me e due figli piuttosto grandi. Diego, 7 anni, la sua essenza sta nel nome. Grande tifoso dell’Independiente, fatica a perdonare la mia inclinazione verso il River Plate. E la sorellina Abril, definitivamente hermosa. E tutti insieme si tira allegramente avanti, nel decandente incedere del sano pessimismo europeo nei sobborghi di una capitale latina; finché c’é mate, c’é speranza.
Mar
16
2009
Floggers uma-umaPosted by Baltic Man in Argentina, Buenos Aires, Informazioni, tags: Argentina, Buenos Aires, emo, floggers, metropolitane, teenagers, tribù
Questi floggers, etimologicamente (altro “?”) un incrocio tra “fotolog” e “bloggers“, ossia tra due parole che etimologicamente non esistono, sarebbero adolescenti, o teenagers che dir-si-voglia, che smettono di dedicare le loro giornate alla sana masturbazione per pettinarsi in modi astrusi (o trendy), riempirsi di piercings e fotografare la loro bella faccia da culo in casa loro, nella stazione della metro, o al centro commerciale “GranAbastos“, un tempo sede del più grande mercato agricolo della città (l’architettura ricorda tempi migliori), oggi appunto centro commerciale sede dei floggers, e testimone del deterioro dei tempi. Ah, dimenticavo, i floggers, da vera e propria tribù urbana quali sono, anelano segretamente picchiarsi come scimmie selvaggie con altre simpatiche tribù metropolitane, come gli Emo, i quali pare esistano anche in Europa, ma qua mi fermo perchè ovviamente nessuno di noi vuole sapere come si vestano questi Emi, né di che si nutrono, né come si spulciano tra di loro.
Mar
04
2009
Shocks generazionaliPosted by Baltic Man in Argentina, Buenos Aires, Politica, tags: Argentina, Buenos Aires, desaparecidos, Italia, plaza de mayoTanto tempo fa, nella stretta valle dalla quale provengo arrivò l’Inquisizione, e come da sacra apostolica romana abitudine probabilmente diedero fuoco a qualche anticlericale dell’epoca. Da lì, un’abitudine che si è consolidata nelle generazioni, arrivando fino a mia nonna e quindi fino a me: “di religione non si parla”. Meglio così, per evitare problemi. Nella Buenos Aires di trent’anni orsono, 30.000 giovani scomparvero nel nulla, o meglio, nelle acque del Rio La Plata (o vennero invitati a un simpatico giro turistico al mare, come disse quel simpatico umorista). La madre della mia coinquilina, che studiava nella capitale e lì viveva con un gruppo di altri studenti, uscì a comprare il pane. Una volta tornata a casa, i suoi coinquilini erano tutti morti. Ognuno nella loro stanza, tutti morti. Lo stesso giorno, la madre della mia coinquilina se ne tornò a Mendoza, strappò dalla sua stanza i poster di Che Guevara e dalla libreria ogni libro, e sotterrò tutto in una profonda buca nel giardino. Quando sua figlia le parla dei circoli artistici della Capitale, o di un concerto organizzato dalle Madri di Plaza de Mayo, sua madre le risponde: “di queste cose non si parla”. Meglio così, per evitare problemi.
Feb
26
2009
Rock city sudPosted by Baltic Man in Argentina, Buenos Aires, tags: Argentina, Buenos Aires, Musica, rockPianura elettrica, spazio elevato al cubo. La città evolve verso l’alto, verso il lungo, verso le acque di un fiume che già sembra mare. Inguaribile rimpianto per un futuro che non esiste più, un futuro che non è mai esistito, agrodolce follia tra presente e passato e passato e futuro. Rock e distorsione per le strade, rock melodico da dehor francese sorseggiando mate, non ci sono monetine non c’è marihuana ma c’è rock, rock, sui marciapiedi di Avenida Alcorta. Generale positivismo di tempi incerti, il mondo va a puttane e noi ci stiamo tutti comodi sullo stesso taxi, hermano. Le tarde luci di un’estate invertita accompagnano l’effetto-placebo, la notte tarda a scendere tra i colori del parco, nella colonia dei disperati felici. Buenos Aires dall’alto é una roba semplicemente complicata. Un insieme di microchips sconnessi tra loro, reticolati geometrici radicati nel verde. Una cittá che non esiste, e cinque o sei cittá tangibili separate tra loro. E quel fiume, quel fiume enorme, l’acqua nera come il cielo. Luce fino a sera, estate nell’emisfero australe, caldo, caldo, caldo.
Feb
19
2009
Baltic Man capitolo terzoPosted by Baltic Man in Argentina, Buenos Aires, Viaggi, tags: Argentina, Buenos Aires, guccini
|