Archive for the ‘Cantina’ Category

The image is currently unavailable


03 Jun

E’ una notte come le altre e le prendo la mano per chiederle cosa significa.
“Cosa?”, dice.
Non rispondo: allungo solamente un’espressione rivolta verso quei numeri che porta sul retro del polso.
E’ una data.
Ventidue novembre duemiladue.
E’ una data autunnale. Ma lo è per me, non per lei, che si muove in un altro emisfero.
E’ un insieme di coppie, “22”, “11”, “20 e “02”.
E’ uno scioglilingua numerico. Il “2”, l’“1” e lo “0”.
Se fossero colori, per me sarebbero bianco, nero e rosso.
Cosa è successo il ventidue novembre duemiladieci?
Non credo che mi interessi veramente.
O forse sì, chi lo sa.

Non mi risponde subito.
Non mi risponde neanche dopo: si limita a ruotare lentamente il suo sguardo verso di me, ma non c’è niente di oscuro sotto le sue sopracciglia.
Intanto la candela illumina di luce ondulata ogni dettaglio intorno a noi. Solo noi rimaniamo in ombra.
“E’ una data”, dice.
“La data in cui mi sono fatta un tatuaggio”.

Costellazione Pepsi


28 Aug

Sta lì, di fronte a una bottiglia di estathé e un liquore aromatico alla menta piperita.
Sulla patina d’estate della pelle sta la luce bianca dello schermo, movimento verticale di una pagina che scorre per inerzia.
Cinque anni di vita sono 57 kb, ti rendi conto?, mi dice.
Poi si sofferma a leggere qualcosa che sta nella parte superiore della barra di scorrimento verticale.
So di cosa si tratta, credo di sapere cosa si tratta, ricordo anche il momento in cui quella mail, l’avevo scritta.
Dall’altra parte della musica c’è la forza che sta sotto questa lirica liquida, un lampo che s’incaglia in fastidiosi sprazzi di realtà.
Le lucky strike ungheresi sulla scrivania, un foglio firmato da un dott. sul pavimento, .
Visti così, tutti insieme, i pensieri si confondono e si sovrappongono. Si sovrappongono i nomi, le epoche storiche, le diacronicità.
Quanto ti fermi, questa volta?
Non risponde.
Come per uno scrupolo tardivo, ridondante e inutile, controlla ancora una volta che il treno sia quello giusto.
E dentro di lei probabilmente sa che è stato quello dell’altra volta ad essere sbagliato. Il treno che l’ha riportata qua.
La vita troppo cara. La coinquilina che si aggira per la stanza, due gatte femmine che si annusano e non si piacciono.
La prima volta che è tornata indietro ha detto che Milano, che l’università, che il traffico, che la gente. Non ha parlato di gelosia, disgusto, invidia, odio, compassione, rabbia. Un qualcosa di amorfo è rimasto lì, incastrato tra le false promesse di quei 57 kb.
Mentre pensa a qualcosa rimane incollata di fronte al monitor. Appartamenti in affitto, zona stazione, bilocale arredato.
E’ a quel punto che capisce che è finita, che c’è un qualcosa di sbagliato nell’intera epoca dei contemporanei suoi, che accontentarsi non basta.
57 kb. Meno di un porno. Molto meno di un porno.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


Ricerca personalizzata