Archive for the “China” Category

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“En la foto, militares chinos se preparan para revestirse con ropas de monjes… tomada, a escondidas, el 20 de marzo por la Agencia de Comunicación de Gran Bretaña.

Los monjes de Lhasa dijeron que ellos estaban encerrados y en absoluto no estaban en la manifestación. Algunos lo sabían desde el 20 gracias a esta foto ‘robada’ en condiciones de control irrefutable. La foto pasó por Italia hasta nosotros, testimonio de la desinformaciòn china”

From “Keller”.

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The sunrise is showing a complete different world.
Shades of shoking nature are filling the composition on the glass, while the bus is crossing curves and horses in the crazy run to Medellin.

Something big is appearing from the screen. The city is a huge mass of red roofs lost between the green, asleep bi¡etween the mountains which are taking care of her. Traffic lights and order bring it to another Colombia, a country where ordinary life is different, according to Caribbean’s standards.

No any person could believe in the change. Fifteen years ago, this it was one of the worst places in the world, when Pablo Escobar was “el patròn” and Medellin was the Cape Carnaval on the way Cocaine-World.

Now there is a metro (the only one in the country) and the Big Ghost is just on the feelings of the city. Medellin is known as the Botero’s bornplace, and Lonely Planet describes it as a “Texan-colombian place”. Nightlife is really safe, and people is living much more quiete here than in Barranquilla or Naples. Just in the poorest suburb of the city, families are keeping Pablo’s picture in the living-rooms, but this is another story, and no one wants to heard it.

P.s. 1 and 2: Tibet is trying to call us. Please answer. The picture in the post is taken by “Montañero”, whoever he is.

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Il disturbo dipendente di personalità (DDP) porta le persone che ne soffrono a pensare di essere incapaci di vivere da soli e di non essere in grado di affrontare i problemi della vita. Si sentono infatti inutili e smarriti senza la presenza di una persona al loro fianco: per questo richiedono spesso rassicurazioni e conferme e tendono a vivere qualsiasi gesto di allontanamento, seppur minimo, come un possibile e doloroso abbandono. Dice il saggio che questo fantomatico DDP colpisce in maggioranza i soggetti di sesso femminile. La cosa accende un inaspettato barlume di speranza: ero quasi sicuro colpisse tutti i soggetti di sesso femminile.E comunque, sono cose che non puoi sapere se non hai un’amica/sorella che non conosci e hai visto obiettivamente una sola volta, ma sempre porta musica & vita nel suo habitat naturale: la casella della posta elettronica.

E’ bello castagne vivere in una famiglia castagne dove da sempre castagne si crede e si coltiva con passione castagne un tipico frutto autunnale castagne peraltro a me gradito castagne se non fosse che castagne viene poi somministrato castagne sottoforma di qualsiasi castagne intruglio alimentare castagne quali addirittura castagne le tagliatelle fatte castagne con la farina di castagne.

Bertinotti ha incontrato il Dalai Lama. Ora, qua non è che si stimi particolarmente il Bertinotti, uomo metafora del suo tempo profeta di saggezze quali “internet? So a malapena cos’è”, però si apprezza quantomeno la voglia di raschiare dal fondo del fondo un minimo di decenza e dignità. Tutti gli altri compari suoi (del Bertinotti, non del Dalai Lama), sono stati segnalati a fischiettare guardando il cielo quando qualcuno gli ha proposto l’incontro con un uomo (che poi di uomo si tratta, reincarnato d’accordo ma pur sempre in un essere umano) tra le altre cose Nobel per la pace. E’ per il bene dell’Italia, dicono.

Too big challenge dream to be somewhere else. Too many places I’d like know under my shoes again, feelings are following so fast everything somehow new. It could be easier dream with who being, and this is what I’ll do…

Caramagna Piemonte, ameno angolo di mondo nel cuneese. Un posto dove era prevista un collegamento con il mondo esterno rappresentato da una ferrovia, fino a quando qualcuno ha deciso che era meglio accantonare l’ambizioso progetto. I treni disturbavano infatti le vacche al pascolo. [non posso purtroppo garantire sulla veridicità della bislacca faccenda, chi me ne parlò non era in condizioni psicofisiche propriamente perfette].

Upload: il template nero non consentiva commenti. Lavori in corso (ma adesso dovrebbe esser possibile commentare…)

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Notizie da un mondo dove, dopotutto, il più grande golfista è un nero e il rapper più famoso è un bianco

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Questo è Matt. Inglese, classe 1987, è una di quelle conoscenze che si fanno solo viaggiando, e che testimoniano proprio perchè valga la pena viaggiare.

Matt, in particolare, saltò fuori in un giorno di aprile, da un pulmino piùchesovietico vagante nei deserti parafantastici della Mongolia. Passammo una notte e un giorno insieme. Poi, scomparse con una tenda e un sacco di commestibilità: voleva stare da solo, ancora più solo, nonostante fosse già nel luogo decisamente meno affollato del mondo.

Matt riapparve, in un pomeriggio di fine maggio, a Kaunas. Il suo viaggio biennale che dalla Nuova Zelanda lo stava riportando a Londra, tra autostop e autobus inimmaginabili, stava finendo, e l’università lo stava aspettando. Doveva passare solo una notte in Lituania, si fermò una settimana, poi qualcuno lo caricò fino a Berlino. E Matt, i tuoi genitori? “Ah, non li vedo da due anni. Finite le superiori mi hanno detto: Vai“.

Ripenso a lui, e a tutti quelli come lui, quando guardo i suoi (i miei) coetanei che affollano la costa ligure. Quando li vedo bullarsi con un mohito privo di rhum che è costato loro quanto una giornata indiana a Matt. Quando li intravedo ballare con ragazze di plastica assoldate dalle discotechelle locali. Ma è soprattutto quando li sento parlare di Saint-Tropez e Ibiza, che ripenso alla Cambogia e alla campagna cinese di Matt.

Non riesco a capire perchè gli occhi italiani si sgranino di allucinato stupore al racconto di quelli come Matt. Perchè il mondo, davvero, ne è pieno.

L’altro giorno ho dato un passaggio a due autostoppisti ceki, non ce la facevano più. Lentamente attraversavano così il Sud – Europa. Mi hanno detto: “solo adesso capiamo davvero perchè a Praga si ride così tanto degli italiani“.

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…perchè alla fine si, nonostante sia di nuovo Lituania da tre giorni ormai (una notte si è ancora aggiunta al conto totale, in Estonia), la mente è ancora da quelle parti, e milioni di risposte ad altrettante domande non fanno altro che alimentare il ricordo. E quindi… 1 – La Russia (e soprattutto i russi) è veramente una chimera nella percezione della gente, da quelle terre che dopotutto una volta erano Russia (Lituania, ad esempio) fino alla lontana Italia: casini vari, furti, corruzione, alcolismo, muri di silenzio sono i pericoli di cui chiunque si prepari a raggiungerla viene avvisato.Per poi trovarsi, invece, di fronte a persone stupende e socievolissime, che ospitano in casa perfetti sconosciuti (è successo più di una volta) o regalano aiuto peraltro non richiesto, chiedendo mezzegiornate di ferie, a chi fa casini con visti, passaporti e voli.

2 – Discorso a parte per l’altrettanto famosa Burocrazia russa. Quella viene invece descritta con toni fiabeschi, in confronto a quello che aspetta il coraggioso ed enigmatico anonimo avventore di uffici ex-sovietici.

3 – Per evitare i due anni di servizio militare obbligatori nell’ex Armata Rossa, bastano 3000 $. Voci segnalano un 90% di disertori, lo stipendio degli ufficiali dell’esercito non deve essere male.

4 – Peggio invece per gli israeliani, e soprattutto le israeliane: tre anni nel simpatico mondo militare per i ragazzi, due per il “gentil sesso”. A volte non è male essere italiani.

5 – I Russi pensano che gli Italiani festeggino il capodanno tirando cose giù dalle finestre. Quante cose si imparano viaggiando.

6 – In China hanno autobus coi letti. Ed è questo l’unico segno di maggior-progresso che ho visto nella nuova “superpotenza mondiale”.

7 – Gli americani non sono particolarmente apprezzati nemmeno da quelle parti. Comprensibile, dopotutto…

8 – Sempre in Cina, nessuno parla inglese. Saranno i primi giochi olimpici in un idioma incomprensibile.

9 – In Mongolia tutto si chiama Gengis Khan. Dalla miglior vodka alle discoteche, dagli hotel ai gruppi rock. Dal più spietato condottiero del passato è disceso il più pacifico popolo del mondo attuale. Segnali di sviluppo umano.

10 – In Inghilterra, o Australia, o Nuova Zelanda i ragazzi dopo le superiori si concedono un anno sabbatico in giro per il mondo. Un londinese a zaino in spalla in Asia da due anni, classe 1987, mi ha confessato di essere stato quasi obbligato dal padre. Da noi si le due settimane estive di discoteche e carnaio ligure o romagnolo continuano ad essere sogni ambiti.

11 – Le barzellette del tipo “su un aereo ci sono un italiano, un francese e…”sono sicuramente nate dopo un viaggio “a sangue misto”.

12  - Continuo ancora a non capire cosa si portino dietro i cinesi in tutte quelle scatole sul Transiberiano.

13 – “Tallinn conta un milione e trecentomila abitanti”, dice la guida. L’altro giorno erano sicuramente tutti in ferie. O chiusi in casa dopo gli scontri…

14 – “Putin” e “Democrazia” è un accostamento che sta in piedi come “Sanremo” e “Musica”. C’e’ chi ci crede.

15 – Il latte di cammello è salato.

16 – La Yakutia non esiste solo sul Risiko. Qualcuno ci abita anche, e passa il tempo a caccia e pesca. In mezzo a natura selvaggia e scorie nucleari.

17 – La frase del viaggio. Discutendo di turismo, guerra e mondo in generale con Andry from Yakutia, davanti a numerosi alcolici, Alessandro: “Spiegami perchè io e te possiamo stare qua insieme a ubriacarci insieme quando mio nonno e tuo nonno stavano qua a  spararsi”.  Chapeau.

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Sono i giorni piu’ confusi, quelli che ricoprono tutto di una patina agrodolce con un incredibile potere di alterare i sapori, quelli che tracciano confini troppo difficili da definire. I giorni finali.

Risplende finalmente il sole su Nevsky Prospekt, per gli ultimi passi a 3 di un mese esatto di cammino, lasciando il tempo a riflessioni e paranoie confuse con i neuroni inebriati di strade, cose assurde viste e fatte, posti virtuali, Asia, persone incontrate vissute e salutate, tutto. I neuroni inebriati di tutto.

Intorno, dappertutto, il grandioso scenario di San Pietroburgo, citta’ giovane e pericolosamente bella, base di sviluppo di progetti per viverla ancora in un futuro lontano che scavalcano la linea tra fantascienza e realta’, con inevitabili ricordi futuri dei tempi attuali, piu concreti, vissuti sotto il guscio di una simpatica famiglia russa che travolge a colpi di cibo, drink e ospitalita’… degna sigla finale del Maestro.

Tempo di tornare indietro, di salutare il profondo Est e il mondo sotterraneo che ne disegna l’irresistibile fascino e tornare verso il punto interrogativo lituano, con una tappa tra i casini di Tallinn perche’ no, ma comunque con la bussola orientata, per la prima volta, verso una direzione precisa. Almeno geograficamente.

Tempo di riprendere l’autobus che aveva lasciato universita’ e responsabilita’ (minimali, ma comunque c’erano) dietro il finestrino, senza sapere come la metamorfosi del tempo avra’ trasformato tutto…

Tempo, non il primo ma nemmeno l’ultimo, di salutare il compare storico di tutti i viaggi piu belli, per progressione logica quindi il compare dei giorni piu’ belli, per prendere ancora una volta vie diverse che porteranno inevitabilmente allo stesso obiettivo, a studiare cioe’ un altro modo per intersecarsi un’altra volta, in quale angolo di globo non ha di per se’ importanza. Basta un punto d’appoggio, una bottiglia di birra e un’eliminazione totale di qualsiasi filtro per creare milioni di parole che riescono a dare un senso anche alla citta’ piu’ grigia di qualsiasi mondo.

Ho dato un’occhiata alla roba accumulata per l’intera area della stanza prima, come magliette libri di Mao incensi monete Kamasutra di ossa di cammello mongolo manifesti di propaganda te’ del deserto libri e altre assurdita’ che si sono aggiunte durante il cammino riusciranno a entrarci dentro proprio non riesco a immaginarlo. Ho dato un’occhiata alle centinaia di foto moltiplicate per tre, ai nastri della telecamera e l’impressione e’ stata buona.

Tutto il resto, tutto quello che conta veramente, non si esprime in materia o parole ma e’ la vera essenza di questo Aprile ad Est.

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Look like the moment. It look like. Tomorrow, probably, China it’ll be already the past, a piece in the big puzzle of the mind.

It’ll be an autobus, a border far away by the world, police man again for try to get visa, a night spent under the sky somewhere, another country.

It’ll be the end of one dream, and in the same moment the starting of another one, with the incredible partnership of reality. The most strange dream.

Mongolia, finally we’re coming.

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© by Baltic Man