Archive for the ‘Colombia’ Category

Link


29 Nov

In questo articolo un noto profesor de italiano del Tropico riflette sull’aiuto gesuita tributato ai bisognosi.

Systema Solar


26 Nov

Definire l’anima di Barranquilla in italiano: praticamente impossibile. Esistono concetti o sfumature che funzionano solo tra le strade di questo grande villaggio di due milioni di persone, e perdono il loro significato se estrapolati dal loro contesto naturale. Meglio usare altri linguaggi, allora. Come la musica e il baile, vera essenza di questa terra, dove la caratteristica principale risiede del mestizaje, nella fusione di caratteri diversi (africani, indigeni, arabi ed europei) ad opera del Grande Sole.

Systema Solar non fa nient’altro che rappresentare il mestizaje in musica. Mixando i ritmi folclorici locali con l’elettronica, nello scenario naturale della vita en la calle. Ciò che ne risulta, è uno strumento piuttosto utile per intuire ciò che significa Barranquilla.

No future for the world


17 Nov

Nel 2010, non avrò più nessun rispetto per una ventenne incinta. (Anonima colombiana).

Fanno figli. E’ spaventoso, l’indice di produzione di pargoli, qua dalle parti della Casa de las tres piedras. Non ci pensano per niente, che le case sono senza vetri alle finestre ed i neonati, proprio per la loro condizione di neonati, piangono allle cinque e mezza della mattina (o della notte, dipende dai punti di vista) per i più ignoti motivi. No. I miei vicini di casa fanno figli perché sì, perché i bambini sono belli e sono teneri e un giorno ci aiuteranno quando saremo vecchi, il che, se ci riflettete su un attimo, non è proprio il massimo dell’altruismo. Io ti do una vita in comodato d’uso, ma quando un giorno mi servirà per cambiarmi la flebo sarò libero/a di riprendermela. Fanno figli per dare un fratellino o dare una sorellina a. Le donne per intrappolare nella loro rete l’uomo, gli uomini per manifestare il loro essere macho fecondando una donna. Che non sarebbe una brutta abitudine, anzi. Il gioco della natura, come direbbe un vecchio saggio piero angela. Se non fosse che questo continuo giocare dissennato, ha portato il barrio de las piedras agli estremi di un preoccupante indice di tre-quattro bambini per casa, cioè, tre-quattro (moltiplicati per n) benzinai o cassieri di supermercato in più nel mondo tra vent’anni circa, a loro volta dotati di organi riproduttori per moltiplicare per tre-quattro la popolazione del barrio de las piedras. Non funziona bene, così.

La cultura del tortellino


07 Nov

In Colombia come in Lituania, una prerogativa costante: i francesi colonizzano il mondo con i loro “centri di cultura francese”, gli italiani con “pizzeria nonna rosa” (con la possibile variante del “nona rosa”, quando si tratta di “italiani di seconda generazione”. E chissà poi perchè, tra tutti gli elementi distintivi di un popolo, debba essere proprio la lingua il primo a scomparire).
E così uno si chiede: è così che ci ricorderanno? Francesi gente di cultura, italiani popolo di pizze, muzzarelle e ristoratori? Non potrebbe essere al contrario, visto il paté de fois e un certo passato rinascimentale?

Potrebbe, SE. Se esistessero anche nel Belpaese politiche lungimiranti. (Se esistessero anche nel Belpaese politiche). Se qualcuno iniziasse a comprendere che quando un popolo è fottuto, può almeno provare a giocare la carta di un passato glorioso, da vendere in giro. Se un (uno solo) ambasciatore iniziasse a convertirsi in un essere tale da giustificare il suo prezzo (a Vilnius l’ambasciatore italiano godeva di uno stipendio più alto di un parlamentare lituano). Se la gente capisse, magari spegnendo la televisione, che la cultura italiana sta scomparendo in patria, prima ancora che nel mondo. Soppiantata dal pecorino.

Cuento colombiano


05 Nov

– “Papà, soy gay”.
– “…còmo asì? Te volviste un pintor, o un arquitecto?”
– “No, soy gay”.
– “…eres un amigo del hijo del Presidente?”
– “No, soy gay”.
– “Entonces, no eres gay. Eres solamente un pobre marica”.
______________________________________________________
– “Papà, sono gay”.
– “Come sarebbe a dire?? Sei forse diventato un pittore o un architetto?”
– “No, sono gay”.
– “Sei allora un amico del figlio del Presidente?”
– “No, sono gay”.
– “Allora non sei gay, sei solamente un povero finocchio”.

Cuento Colombiano

Prospettive di un palazzo di fronte


29 Ott

Un grande cubo arancione composto da decine di migliaia di piccoli cubi arancioni, questo è tutto ciò che vedo. Undici linee e nove colonne, un sistema perfettamente incasellato secondo geometrie rettangolari. Dentro ogni buco nero, un uomo. Poi un altro, e un altro, e un altro ancora. Decine di piccoli uomini neri con testoline gialle, l’elmo di sicurezza è l’unico placebo per voi che scaricate secchi di sabbia a venti metri dal suolo. “Il mese scorso ne cadde al suolo uno e non é morto, pensa un po’”, dice la muchacha de servicio. Sullo sfondo, flusso di movimento in doppio senso contrario, la nuvola scura tra il Gran Rìo e la via 40, la strada delle industrie, la strada teatro del Carnevale, a febbraio. Stringi con uno zoom quei bagni che stanno costruendo nel palazzo di fronte, sarà mai possibile stirare le braccia senza incontrare un muro, in uno di quegli appartamenti? Si costruisce, e si costruisce su terreno che sprofonda per le assurde il-logiche di un paese per vocazione agricolo, andino, fertile, coloniale. Coloniale. Cemento sul Tropico.

Eppure io vedo inferriate alle finestre nei terzi piani degli edifici, vedo un signore buffo con una camicia blu e un bravo distintivo luccicante sul petto, vedo un revolver appeso alla coscia destra e vedo tutto questo sette piani più in alto, il Dio del Balcone o qualcosa così. Vedo insicurezza, paranoioa, aria di tempesta. Non perderlo di vista. Non perdere di vista quest’attempato Rambo mancato. Quell’inutile. Dov’è il mare. No, ditemi dov’è il mare. Era lì fuori dalla finestra del cesso cinque minuti prima, e in cinque minuti è scomparso. Al suo posto c’è un altro nuovo edificio, gli daranno un nome assurdo tipo “Florencia” o “Torre Golden Montreal” e lo riempiranno di conigli da ingrasso, i cui figli suoneranno reggae e canteranno Freedom con gli amici. Chiusi in scatole di due metri per due. Città in prospettiva città: un mostro continua ad essere un mostro, nonostante il maquillage. Filma questo zoo umano, senza timore. Io me ne torno a Salgar.

Libreta / militar


21 Ott

uribe_paraQuesta mattina, Nacho mi raccontava che non potrà andarsene un paio di settimane in Ecuador con sua sorella, perchè non ha la libreta militar.
La libreta militar.
Che assonanza di parole musicalmente dissonanti tra di loro.
Trattasi di un pezzo di carta, nient’altro che un solito fottuto pezzo di carta (quanti problemi hanno causato i pezzi di carta…e nell’epoca del “puffff” virtuale, continuiamo ad esserne succubi), un foglio che dica: “Obblighi militari assolti”. (Mi sfugge il senso di un’intera “libreta”, per scriverci su “obblighi militari assolti”).

Il problema, non secondario, è che questa libreta si ottiene versando una cospicua somma di denaro, dipendente dalla fascia sociale del giovine (e quindi, ad occhio, già si potrebbe pronosticare con un certo anticipo a chi toccheranno due anni nel Caquetà e a chi no…), somma di denaro che in pratica costituisce “il prezzo della libertà”. Allucinante. Allucinante perchè un buon novantacinque percento dei diciannovenni d’europa non si rende conto, quotidianamente, della loro buena suerte.

Significato della parola Sud


09 Ott

Significato di parola sud

3 le lettere in una parola “sud”: d s u.

A donde?


05 Ott

Perdiamoci, e nada màs. Giù in direzione dell’acqua verso un sud che prima o poi ci fermerà, giù tra le empanadas e le arepas, tra i taxi e vecchi bus, moto, frutta, i carri dei basureros, le camionette texane dei ricchi di zona-nord, il negozio dei mariachi e l’ambulante venditore di mangos. Un’immersione totale nella relatività degli universi circostanti, se è così facile prendere un aereo e inventarsi un nuovo mondo. Ovviamente, un bonus riservato solo ai possessori di un idoneo passaporto. Parole di cui ho sempre ignorato il significato. Come “leadership”, “competitività”, “spirito di gruppo”. Balle. Servono per nascondere dietro una finta maschera terminologie più complesse, tipo “fuga: voglia di” con tutto ciò che fuggire realmente comporta; sono stati scritti interessanti libri sull’argomento. Parole che servono solo per mangiare, e nutrono comunque meno di una braciolata tra amici. Dall’alto di un marciapiede a scalini del Parque Metropolitano, il mondo è un algoritmo di combinazioni possibili, potenzialmente illimitati, e l’uomo, una pedina verde nel grande labirinto. Paradossalmente curioso come sia generalmente limitata la percezione di un possibile schema alternativo, un altro vivere (e non un’altra vita) nuove verità, una nuova password sul computer della biblioteca. Il cambio. L’illusione.

Eliminare il messaggio selezionato?

Azione non disponibile. Chiedere conferma all’amministratore del sistema.

Gringos a Malambo


01 Ott

uribe

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


Ricerca personalizzata