Archive for the “Erasmus” Category

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- 9 Paesi visitati

- 2 lingue imparate

- “Rock this party” in 32 discoteche diverse – da Cracovia a Ulaan Baatar.

- 4000? 5000 kilometri?

- 51 nuovi contatti Skype

- 4 coinquilini nel corso dei mesi

- 1,5/2 litri di Svyturys (in media) al giorno

- 9 esami superati, alla VDU

- 4 o 5 amici che rimarranno

- 40 o 50 persone di passaggio che rimarranno nella mente

- 20 giga di foto.

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Come in tempi di guerra, solo i migliori sono rimasti. Che poi, sotto la luce di un’altra ottica, risultano essere esattamente i peggiori

E’ cosi che, in una Kaunas sempre più vuota (gli studenti lituani sono scappati tutti, quelli stranieri ormai anche) rimane il tempo delle conclusioni con i compagni di viaggio migliori, quelli rimasti (tranne uno).

Giovanni. Prototipo dell’emiliano cazzaro, ha incrociato la mia strada piuttosto tardi ma imboccando un vicolo senza fine che si è concluso in un mese di pericolosissima convivenza. Componente irrinunciabile di una festa.

Arno. Impossibile tracciare un profilo di Arno, francese del sud di passaporto ma nomade di fatto. Impossibile stare con lui un giorno senza annoiarsi, nonostante sia necessario essere pronti alle cose più assurde (Do you know? I decided. Next year I’ll study in Uganda.” “Do you know? I found my love. I’ll marry this girl.” “I wash dishes without water if not white bear will die.”). Premio oscar dell’open-mind e dell’assurdo, è stato il compagno perfetto di tutti i miei viaggi, soprattutto del più lungo, quello che mi ha fatto capire che sicuramente prima o poi ci sarà un seguito.

Paolo. Un fenomeno interessante di come un Erasmus cambi le persone. Una di quelle persone che in Italia difficilmente avrei conosciuto, troppe differenze tra di noi per avvicinarsi. E invece. E invece il corso dei giorni insieme in giro per l’est Europa mi ha fatto conoscere una delle persone più intelligenti che abbia mai incontrato, mentre quello delle notti ci ha portato a raggiungere insieme le stesse conclusioni, su proiezioni spaziotemporali future che saranno sicuramente in direzione-oriente…

Grazie. Non penserò mai, davvero, che tutte le notti e i giorni buttati tra Svyturys e assurdità non abbiano avuto un qualche senso. Mai.

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Se ne e’ tornato indietro gia’ da un po’ ma non trovavo un computer.

Mio fratello.

Si, mi sentiro’ responsabile a vita della pesante influenza psico – emotiva che mio fratello, classe 1990, deve avere per forza subito nella sua settimana lituana. Emisfero emotivo diverso, immersione ed emersione continua dal mondo – Lituania al mondo – Erasmus, gente assurda che nemmeno un’adolescenziale fantasia potrebbe dipingere, feste spostamenti lingue che hanno travolto i suoi 7 giorni nordici.

Ma non mi dispiacera’ se questa effimera discesa nel delirio sara’ la molla di scatto per scelte di vita future, come sono sicuro che succedera’, come e’ normale che succeda.

Ognuno, soprattutto in giovane eta’, trova la luce e la strada da seguire. La folgorazione. Quella che lui ha ritrovato in Lituania e’ solo probabilmente una certezza in piu’.

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Disclaimer: si, in italiano il fine settimana si può chiamare anche “weekend”. Dedicato a tutti gli spagnoli, in particolare a uno

- è bello avere un amico lituano. Si può conoscere veramente molta molta molta gente e fare discorsi interessanti.

- trascorrere il pomeriggio in bici nelle selvaggie spiagge curoniane con un thermos di mohito può essere un’idea interessante da riproporre in futuro.

- promozione al Memelis di Klaipeda. Due litri di birra a 10 litas (3 euro).

- perchè in tutta la Lituania si ride e ci si bulla alle spalle della gente di Kaunas?!? …no, forse lo so…

- quando mi spingo in improbabili dialoghi in lituano, finisce che tutti ridono di gusto e apprezzano il mio “sweet italian pronunciation”. Cosa che mi riempie di omaggi (alimentari) che basteranno poi per una settimana.

- affittasi ad “amici di Baltic Man” appartamento centrale a Klaipeda, in estate.

- tra gli ottimi cd trovati nella macchina dell’amico, ce n’era uno decisamente inaspettato: Jovanotti. Mai avrei pensato che qualcuno all’estero lo conoscesse. Cosi, di colpo, mi sono ricordato perchè mi è sempre piaciuto Jovanotti.

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El estrano sentimiento de añoranza (se dice asi’?!?). Añoranza porque’ al final un mes fue’ muy poco, porque’ fue’ solamente Kaunas y no viajar, porque’ ahora en la casa falta algo de madrileno y no es el Jamon Serrano.

Ya te lo he dicho, esto no fue’ que el comienzo. Y donde sera la continuacion, “nosotros os cagamos”. Pero, mas claro que l’agua, sera un otra vez. Porque tu eres el mas guay en el mundo.

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Rotta su Klaipeda, Erasmus Days in riva al mare.

Sabato, invece, sara’ Riga. Esattamente qui.

Son cose.

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Sensazione strana, di smarrimento e leggerezza. Decisamente fuori luogo, per questi giorni, per questa stagione. Momenti in cui i movimenti nel conto degli Incontri sono insindacabilmente positivi, un trend che si addice ai migliori anni dei boom. Eppure, c’è chi vuole andare controcorrente, sempre. E quando la massa arriva, lui scappa.

Ho avuto modo di conoscerlo solo con il passare delle settimane, quando un insieme di suoni sgrammaticati leggermente assimilabile come “inglese” si è progressivamente impossessato di me, favorendo una comunicazione che riuscisse a mantenersi anche su canali normali, senza necessariamente scendere nei fumi dell’alcol che, si sa, appiattisce qualsiasi differenza e difficoltà.

Giorno dopo giorno, è così apparso sulla tela un personaggio estremamente interessante, figlio di quella che lui stesso giura essere “la cittadina più alternativa della Germania”, inspiegabilmente capace di racchiudere in sè stesso il Doctor Jackyl e il Mister Hide, studente chimico eccellente alla mattina e jolly notturno instancabile nella notte, proprio fino a un’ora prima del cambio d’abito.

Con un eufemismo italospagnolo, si potrebbe definire Stefàn un “cabròn di classe“, soprattutto quando ci si trova davanti ai rituali che la birra impone. Tedesco d.o.c., ha stupito la platea più di una volta con aneddoti e istruzioni varie, rasentando il limite dell’insanità mentale quando si è esageratamente indignato per una modalità di brindisi a birra Weiss che, si sa, ha una procedura diversa rispetto agli altri.

In cinque mesi e più di vita assurda, storie assurde se ne potrebbero scrivere tante, ma protagonisti che restino più di un nome o un evento è più difficile trovarli. Il dominio dell’effimero, l’inflazionata presenza di soggetti potenzialmente interessanti sono barriere naturali contro la naturale tendenza dell’uomo a creare legami stabili. Stefàn, eppure, è una delle famose dita di una mano su cui si possono contare, in questo contesto nordico, gli amici buoni acquisiti.

E, proprio in questo momento, sta prendendo un bus per la città più alternativa della Germania.

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Thank you for your inquiry and your interest in the Public Relation
course. I am sorry to inform you that due to a large number of students in
the course, I am not able to offer any personalized forms of instruction
or assessment.

Have a good day.

Dr.V.Legkauskas

                                       

Cambia il nome del mittente e quello del corso in questione, ma il risultato e’ quasi sempre lo stesso: o si impara questo simpatico lituano, o il 70 per cento dei corsi nella mia facolta’ lituana non si potranno seguire. Neanche con formule personalizzate. Neanche se sei in Erasmus, e alla faccia di chi dalla Spagna mi scrive “no no qui e’ tutto troppo facile, che quasi mi vergogno!”

Vorra’ dire che ripieghero’ su altri corsi, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta. Chi non mi vuole non mi merita. O no?

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