
Vaga in queste ore nei cieli sopra l’oceano il mio fratello, destinazione Houston, sola andata perchè il ritorno sarà tra un anno.
Grandi analogie con il sottoscritto e la partenza nel buio di un anno fa: stessa non-conoscenza dell’inglese, stesso spirito, stessa allergie al normale milione di raccomandazioni materne, perfino stessa valigiona verde shoking.
Che se la passi bene. Che approfitti di essere in Texas per imparare l’inglese e lo spagnolo. Che stia attento alle sedie elettriche e ai 42 gradi che popolano quelle parti. Che apra un blog. E che quando un giorno arriverà, poi riparta ancora.
2 Comments »

Se ne e’ tornato indietro gia’ da un po’ ma non trovavo un computer.
Mio fratello.
Si, mi sentiro’ responsabile a vita della pesante influenza psico – emotiva che mio fratello, classe 1990, deve avere per forza subito nella sua settimana lituana. Emisfero emotivo diverso, immersione ed emersione continua dal mondo – Lituania al mondo – Erasmus, gente assurda che nemmeno un’adolescenziale fantasia potrebbe dipingere, feste spostamenti lingue che hanno travolto i suoi 7 giorni nordici.
Ma non mi dispiacera’ se questa effimera discesa nel delirio sara’ la molla di scatto per scelte di vita future, come sono sicuro che succedera’, come e’ normale che succeda.
Ognuno, soprattutto in giovane eta’, trova la luce e la strada da seguire. La folgorazione. Quella che lui ha ritrovato in Lituania e’ solo probabilmente una certezza in piu’.
4 Comments »
Eh, come lo capisco. La trepidante attesa, i mille “eh va bè, se vado bene, se no pazienza” ripetuti mentalmente, la mole di progetti e idee strane che ti travolgono nei momenti piu assurdi della giornata.
Poi, dopo l’attimochecambialavita, un’altra, infinita sequenza di materiale mentale. Le faccende solamente, distrattamente pensate si concretizzano, i pensieri archiviati con un “nel caso, si vedrà” diventano problemi da affrontare, in lista d’attesa. Mai così pesanti, però…si pensa alla causa, al significato e al perchè di quei problemi, si pensa a quello che sarà dopo, ci si accorge che niente è piu’ pesante come prima.
L’atto finale sarà quello degli ultimi giorni, quelli delle gambe che tremano. Sarà un risolvere le ultime questioni, un salutare la gente piu’ calorosamente che le altre volte, con quel giorno che all’inizio si vorrebbe rimandare di una settimana e nei metri finali pare non arrivare piu’. Ti consuma il cervello, contorce lo stomaco, prima di restituirti una nuova vita, pulita e stirata.
Scappare da un mondo che è il tuo, lo è sempre stato, un contenitore effettivamente perfetto per il tuo equilibrio psico-fisico, ma perfetto solo fino a quando dopo un chek-in mentale non ti accorgi che ne esistono anche altri. Probabilmente, incredibile non averlo mai pensato prima, migliori.

Quel che era toccato a me adesso capiterà anche a
mio fratello, che ha appena vinto una borsa di studio per un bell’annetto negli Stati Uniti. A 17 anni ancora da compiere, per una quarta superiore in un altro posto di questo simpatico globo terraqueo, a constatare come il mondo non finisca quando si arriva con lo sguardo sulla catena delle Alpi Marittime. A constatare come l’apertura mentale sia un dono non necessariamente ereditario.
Buona fortuna brother. Mi sa proprio che verrò a trovarti.
13 Comments »