Archive for the ‘Realtà virtuale’ Category

Dans le jardin digital


20 Oct

A desert tale

Tra gli steli di rosa del giardino digitale crescevano verdi i fiori del tempo
rispondevano ai richiami dei procuratori
mantenevano in vita priorità di amori
tra gli steli di rosa del giardino digitale.

La luce bianca illuminava i loro volti.
Incorniciati nell’oblò nero di un cappuccio di feltro resistevano al freddo e alla sete
e controllavano il mondo,
interagivano con la speranza,
contribuivano a mantenere pulita la nostra coscienza.

La valle immensa d’autunno rimaneva grigia dietro le loro spalle,
semimascherata di codici strani.
Esibita e nascosta tra le distrazioni del miraggio
avrebbe potuto scovarla solamente una webcàm.

Eppure
Tra i rami di melo del giardino digitale
invecchiavano rapidi i giorni del tempo.
Riflessi nello schermo di retine sofferenti
cercavamo anche noi una connessione ed un senso.

Cuentos de verano


14 Aug

Stripes

Ho aperto una “birra artigianale pastorizzata ri-fermentata”
[sembrava un vulcano di schiuma]
mentre due gatti litigavano fuori dalla finestra
e i cani di Viola commentavano la scena.

Dal piano di sopra, amori spagnoli:
la magia della quotidianità trasposta su Skype.
Camicie piegate ancora umide sul tavolino
la pelle che si riposa, ancora pronta a ripartire.

I tunnel che scorrono bianchi al neon con la testa fuori dal finestrino
immagina come sarebbe stato difficile essere il vicino di casa di Kant.
Tua moglie che ti rimprovera ogni mattina, a mezzogiorno
“lui ha già scritto un intero capitolo, oggi.
Y tu, ¿que?”

Dritta e costante la linea davanti al baricentro
e il baricentro che non legge pendenze, deviazioni o asperità.
Si alternano le immagini sul tappeto in terciopelo
tra “voluta” e “voluttà” è una questione di T.

Le linee del reiki disegnate sulla schiena
e la colonna vertebrale che segue il solco dei vulcani.
Gli antichi druidi avevano isolato il principio del Tojone
ma la gente non capiva, aveva voglia di veleno.

I profughi a Battifollo a gruppi di tre
appaiono dall’altra parte su Instagràm con il resoconto della traversata.
“Stanno tutto il giorno di fronte alla chiesa, con il telefono in mano”,
li ha visti Tiu Giuan oggi pomeriggio, sul muretto di cemento.

Cercavano la sorte,
ha detto il dritto del villaggio.

Mangiavano le torte,
si lamentava la signora del bar.

Giocavamo con la morte,
scriveva uno di loro,
sull’i-pàd.

Mueve solamente lo que


06 Jul

Mueve entoces solamente lo que vuela, y dibuja formas y sentidos tan distintos a los que se iban buscando, formas y sentidos que pertenecen a otras vidas posibles, que repentinamente se materializan entre sillas rosadas y marrones, en un cuarto de paredes azules.

Mueve la mente que no conoce su nombre, que no sabe nada sobre su existencia y tal vez por esto se atreve a imaginar, siguiendo las olas dementes de un contacto que, a pesar de haberse realizado en el espacio de un par de segundos, se expandiò en profundidad y anchitud, visualizado en el reflejo de un vidrio detràs de una reja blanca, en donde cada movimiento de ella ha sido grabado para algùn recuerdo, sobre una superficie frìa y transparente que conservarà este momento asì como ha de ser conservado, inùtil para la historia, invisible a los demàs.

Quel che accade in un istante potrebbe non accadere mai


26 Oct

Il frutto proibito

Il campanile giallo elettrico scorre via come un panning, fuori dal finestrino. E improvvisamente le orecchie riposano, si astraggono. Da quante ore sono in cammino, oggi? Mi viene il dubbio che il cuore abbia smesso di pulsare.

Antes yo era mucho màs definitivo, c’è scritto sugli appunti dietro lo schermo. Proseguire senza indugio, lo sguardo perso nel punto fisso di un caleidoscopio. Tutto è contraddizione e tutto si compie, niente ha un fondo di impossibilità nella scia della cometa. Non resta che andare avanti adeguandosi alla mutevolezza delle prospettive. Muoversi, muoversi ancora. Nell’evoluzione della specie, argomenta Jean Claude Kaufmann, il fondoschiena si sviluppa insieme al cervello, quando l’uomo assume una posizione eretta.

Oggi, le foglie hanno cambiato colore. Succede una volta all’anno, ma succede tutti gli anni.
Resta con me e non smettere mai di andare via.
Paradoxically, the ability to be alone is the condition for the ability to love.

La coscienza, la conoscenza, la scienza. Il campanile giallo elettrico fuori dal finestrino. Il mondo scorre negli spazi esterni, tra le persone, tra gli scambi e i sorrisi. E mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un’aria sul flauto.  A cosa ti servirà, gli fu chiesto. A sapere quest’aria prima di morire.

Haiku Multitask


28 Aug

La fabbrica dismessa,

come un incidente del tempo,

assiste impotente all’alternarsi di Carlo Conti.

[quel che succede scrivendo didascalie con l'attenzione rivolta verso stimoli esterni di dubbia qualità].

Cos’è questo niente? L’infinità possibilità di cui dicevi?


12 Jul

“E’ il documentario della simulazione globale, senza luogo, senza scampo, che ci mostrano a titolo pubblicitario notte e giorno, dietro lo schermo di vetro che abbiamo in dotazione per vivere da queste parti. Ma poi si sa che quando uno è lasciato dietro un vetro, tende a sentire che gli manca qualcosa, anche se ha tutto e non gli manca niente, e questa mancanza di niente forse conta qualcosa, perché uno potrebbe anche accorgersi di non aver bisogno davvero di niente, tranne del niente che gli manca davvero, del niente che non si può comprare, del niente che non corrisponde a niente, il niente del cielo e dell’universo, o il niente che hanno gli altri che non hanno niente.”

Gianni Celati.

Facebook – hai una richiesta di amicizia


02 Feb

 

Semari Vundo vuole stringere amicizia con te.

clic.

Accetti?

clic.

Ora tu e Semari Vundo siete amici.
[dissolvenza]
Conosci Semari anche nella vita privata?

[dissolvenza]
Aiutaci a rispondere a una domanda.

clic.

Grazie per il tuo commento.

 

 

Ora tu e Semari Vundo siete amici.

 

 

Wordless


24 Dec

Una settimana con la tastiera rotta.
L’interazione con il mondo
[l'interazione con questo mondo]
affidata unicamente al mouse.

Ascoltare quel che gli altri hanno da dire,
come un barone decaduto nascosto dietro il vetro della sua finestra,
vedere questi altri dialogare, esprimersi, contorcersi, litigare
e tu, outisider superpartes del linguaggio,
lì a tenerti per te stesso i giudizi morali e ogni commento.

Senza tastiera, con la paranoia della connettività.
S’illumina skype. “Posso parlarti?”
Impossibilità di replica.
Cosa penserà di me?
Cosa penserà di me?
Senza tastiera sei colpevole a prescindere.

Con il mouse puoi navigare, leggere, anche scrivere, lettera per lettera, a copia-incolla.
Puoi dir “mi piace” e puoi anche condividere.
Hai la bocca ma non c’è la lingua, si può aspirare e respirare, ma non parlare,
e neanche leccare.

Senza lettere non puoi spiegare perché vorresti che qualcun altro ascoltasse qualcosa.
E’ un piatto fumante che offri a tutti sulla pubblica tavola,
ma non può competere con qualcun altro che spiegherà meglio.

Senza la possibilità di produrre parole, sei completamente dipendente da quelle degli altri.
Sofferenza atroce.

Salva nelle bozze?


14 Nov

Mentre inseguo e libero il momento, e ti scrivo una mail
- pezzi di adesso che si compongono in forma casuale -
osservo questi pensieri che diventano parole
e si accumulano e si sovrappongono in una massa, qui sopra
che soffoca e schiaccia un flusso autentico
penso a quest’immagine che scorre dal cervello alle mie dita
e la vedo trasformarsi in una genesi di uno e zero
la vedo intrappolata negli spazi asettici di un magazzino digitale
la vedo immortale, resistere alle stagioni, sopravvivere anche a noi
e soprattutto vedo te e forse anche me
in una sera noiosa del tempo futuro
ravanare tra la posta inviata e ritrovare questi pensieri,
che non saranno più materia superiore, pezzi di vento.

Che non saranno più sinceri,
non saranno più questo momento.

Il calendario balinese suddivide il tempo in unità definite non per contarle e sommarle, ma per descriverle e caratterizzarle


09 Sep

Vuoi il mondo in dimensione-bottiglia, un giocattolo di fiammiferi e pezzi di stoffa da tirar su sotto la gabbia di un cielo falsamente trasparente – è trasparente solo di notte, e solo in parte. La concezione tantrica dell’universo come forma sintattica, il profumo di merda di vacca a svegliarti al mattino, le posate conservate in un sacchetto di cellophane dove c’è scritto “rispettiamo il pianeta – queste posate sono al 100% biodegradabili”, e la questione ti spaventa, ti spaventa la totale biodegradabilità delle posate e dei tuoi denti, ti spaventa il mattino incipiente a rovinare il profumo di letame di merda di vacca, ti spaventa l’idea di una forma sintattica in una concezione tantrica di universo. Urge riflettere, è tempo di ridimensionarsi, è il momento di esagerare, Mickey e Mallory lì sullo sfondo del desktop – e sembrano la fotografia di te adolescente, una fotografia scattata nel 2003 o 2004 suppergiù, quando c’erano ancora i numerini della data in pixel rosso tatuati nell’angolo in fondo a destra. Sette pannelli aperti su mozilla firefox  13.0, posta in arrivo e un po’ di illusione di attività, la solita finestra biancoblu, una pagina sulla scienza misteriosa dell’i ching, un hotel a Barcellona su http://www.venere.com/it/spagna/barcellona/, una mail di fabrizio che arriverà non appena leggerà questo post, un pdf che non si scarica perché non servirebbe a niente.

Che cos’è la postmodernità? Andare in giro nudo, e non avere freddo. E non avere freddo. E non avere freddo. E non avere freddo.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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