Archivio per la Categoria Karim

Sul valore di 25 dollari nell’età dell’Euro. 15,90, o giù di lì. Puoi comprarci una scheda telefonica in Spagna, o un frullatore su eBay. Spenderli allo stadio in una domenica grigia o investirli in una scommessa assurda con qualche amico disgraziato. 25 dollari sono una dozzina di ottime birre in Lituania, 250 spiedini di carne di cane a Pechino, un caffè a Venezia e 3 giorni di salario minimo in Colombia. 25 dollari sono un lusso per qualcuno e una mancia al cameriere per altri. Erano il presupposto di spesa al supermercato “quando una volta sì, che stavamo bene”, e oggigiorno non li converti nemmeno più nel cd della tua band preferita. 25 dollari, o 16 euro, sono 25 fogli da un dollaro e 16 monetine di euro. 25 dollari non bastano a comprare una macchina fotografica ma bastano per una scheda di memoria da un giga.
25 dollari vale l’account “Pro” di Flickr, una cifra che l’oculato Baltic Man non avrebbe mai speso. Le mie discendenze si radicano nella Bassa Langa Piemontese, gli stessi posti di fame e malora di Beppe Fenoglio e Cesare Pavese tanto per intenderci, e la sola idea di investire denaro in una cosa che non si può toccare materialmente è un qualcosa di inconcepibile. Ohibò. Succede però che appaiono amici strepitosi vestiti da Babbo Natale, e magicamente l’account diventa pro e si riempirà presto di simpatiche foto. Chapeau.
2 Commenti »
Ebbene si. Da oggi il blog prende vita propria e diventa una roba tutta sua, www.balticman.net. Non è stupenda la cosa?
Grazie, come sempre, al padre ispiratore di questo giocattolino che, lo ammetto, ha reso più belli e condivisi tanti fogli di carta strappati a un viaggio.
8 Commenti »
Scritto da: Baltic Man in Amici, Baltico, Blog, Cuneo, Italia, Karim, Klaipeda, Lithuania, Notte, Persone, Storie

Succedono cose strane. Tipo essere invitati da amici (gia, ebbene si, finalmente ho un amico lituano di sesso maschile, dopo 8 mesi, mi sento realizzato!) in quel di Klaipeda, e tuffarsi in numerosi litri di birra nella notte baltica.
E poi, di colpo, nel terzo piano di un locale, trovare sedute ad un tavolo facce che ricordano qualcosa. Qualcosa di indefinito, ma con il beneficio della certezza.
“Son sicuro che quelle due le conosco”.
Fino a che, rapido e scattante, scende nella stanza delle Illuminazioni Divine la folgorazione. E si ritorna indietro a notti passate a navigare nel virtuale in cerca di quello che e’ diventato il presente, il concreto. E si ritorna a guardare gallerie fotografiche su internet e a capire.
Cosi, sicuro di non sbagliare, parto come un killer in direzione delle due al tavolino e, attenzione, non chiedo: affermo.
“Voi due avete amici italiani“. “…Si!” “Karim e Enrico.” “…Si! Sei anche tu di Cuneo?”
Mi ricordavo queste foto.
13 Commenti »

Notizie pescate su angoli remoti dell’etere che influiranno pesantemente sul futuro. Sprazzi di internazionalismo che dalla lontana Provincia arrivano fino qua. Questi i fatti. il decisamente periferico aeroporto di Cuneo (giá, Cuneo non ha l’autostrada ma ha l’aeroporto), utile al mondo fino ad oggi solo per ospitare l’aereo di Emergency, pare essere stato scelto dal dio Ryanair per l’investitura di voli economici verso altri simpatici lidi.
Ebbene si, proprio quel signor Ryanair che ha cambiato la societá europea degli ultimi dieci anni, che tira su chiunque e non businessmen e incravattati e tira giù i confini europei. Proprio lui.
E’ delirio.
Bandiere in festa nella piazza vuota della mia mente.
Perchè questo significherebbe un cambiamento significativo per l’esistenza di un Uomo Baltico costretto alla permanenza nel feudo cuneese. Significherebbe weekends passati a trovare amici europei e non a Garessio. Contatti e relazioni varie portate avanti faccia-a-faccia birra-a-birra e non skype-chat-msn. Gente nuova nel feudo cuneese che non registra presenze straniere fin dai tempi saraceni. Speakers nell’aeroporto di Londra annunciare “Ladies and Gentlemen, the flight number 348392 to Qiuneo is leaving in ten minutes”. Irreale e appetitoso.
5 Commenti »
Scritto da: Baltic Man in Alessandro, Amici, Arnaud, Borja, China, Doriana, Karim, Mongolia, Persone, Transiberiana, Ulaan Bataar, Viaggi, Vita

E’ countdown. L’orologio che mangia il tempo all’indietro sta finendo la sua corsa…il 29 marzo era la data segnata su un calendario troppo trascurato, e il 29 marzo è arrivato oggi…
Giornata doppiamente importante, capace in un colpo solo di portare con sè due tappe, una di arrivo e una di partenza.
Saluterò oggi una delle persone piu’ straordinarie che ho collezionato nel campionario di conoscenze, mandata dal destino o da Karim chi lo sa, ma capace con la calamita infernale che tiene dentro di portarmi a vivere con lei due mesi assurdi.
Due soli mesi ma pieni, pienissimi di parole, risate, stronzate, attimi di luciditá, riflessioni, birra, n’arghilè, vodka, pasta, pomodori, amicizie scambiate, delirio, parole in sardo e parole in piemontese, notti giocate all’istinto, scene assurde e parodie. Doriana mi ha insegnato piu di quanto non pensavo di saper giá fare a prendere a calci il mondo, viverla li come arriva, aprire e poi non chiudere esperienze e amicizie che sapranno rimanere a cavallo tra mille posti lontani tra loro, piangere quando è il caso e vivere ridendo tutto il restante tempo per non sprecarlo. A sapere di essere nel giusto, qualunque cosa succeda, il destino sottoforma di un incontro casuale o di una telefonata premierá chi si lascia abbandonare a lui.
Doriana se ne va domani, saluta la Lituania e una situazione che perderá probabilmente il tassello piu’ importante. Non sará un addio cara la mia Peggiore, e tu lo sai.
Io parto invece oggi. L’istinto, la rincorsa al “voglio di piu’” ha giá fatto i suoi inesorabili danni, scarpe e zaino saranno pronti in mezz’ora e non di piu’, baricentro puntato in direzione Est. Sará Mosca. Poi Siberia piena, Irkuskt. China e mondi diversi, Pechino. La meta, Ulaan Bataar e tutto quello che la dannatamente silenziosa Mongolia saprá offrire.
Niente di preparato, nessuna aspettativa. Solamente un naturale assecondamento a forze e comandi interiori che devono trovare una loro valvola di sfogo. Si parte in due, domani saremo in 3, divisi tra Francia e Italia: oltre a me, Alessandro e Arnaud. Borja non ce l’ha fatta, ha abbandonato in extremis.
Si parte in 3 e non si sa dove si arriva, burocrazie e barriere varie possono mettere il loro freno. Noi ci proveremo in tutti i modi, alla deriva verso Est con un pezzo di noi lasciato…in Sardegna.
10 Commenti »
Sono giorni di silenzio. Di neve, di silenzio, di programmi e di progetti. Un silenzio dovuto principalmente a una connessione con il www che si appoggia sul primo computer che si incontra, con l’inevitabile conseguenza di scarsi e scarni aggiornamenti.
Cose da dire, in effetti, ce ne sarebbero…già da qualche tempo, infatti, la vita lituana è stata riempita da quel “qualcosa in piu” che la può rendere tale al 100 per cento: il campo base si è infatti spostato dal settimo piano di un dormitorio a un appartamento su Lasivès Aleja, leggasi la via centrale, che in un solo colpo mi ha permesso di assaporare due delle tante cose che un uomo deve provare prima di morire: la vita in un appartamento dichiaratamente sovietico; la vita con Doriana.
Spiegare il primo punto, è semplice. Basta immaginarsi un piccolo mondo fatto di legno e tappazzerie, contenitore perfetto di una rilassante quotidianità, se non fosse nient’altro che…un contenitore. Uno strato superficiale capace di cedere al primo colpo, simpatico portavoce di quello che doveva esserci un tempo. Apro l’armadio, entro nel mondo del corredo ancora presente, immagino la vecchiettina sovietica che sicuramente era lì fino a non troppo tempo fa, sogghigno nel nascondere nel buio piu profondo tutto quello che per lei era oggetto si sfoggio.
E poi, tappeti ovunque, legno vero o legno di plastica anche sul pavimento, e l’Oscar finale del bagno. Il mitico, intramontabile cesso dell’URSS. Disciplinatamente ripartito in due vani, rigorosamente nel centro della casa, maledettamente privo di un altro lavandino oltre a quello della vasca da bagno. Son cose…!
La casa sovietica, al morale della favola, ispira. E’ un bel jolly. Parlare in un colpo solo della coinquilina, invece, non si può. Sarebbe veramente troppo.

7 Commenti »
Eccomi, mi presento.
Sono il nuovo portavoce dell’Uomo Baltico, con un nuovo look e quel non so che di professionale (chissà poi perchè…) in più rispetto al mio predecessore. Che dopo 75 posts, diciamolo, cominciava ad essere un po’ macchinoso nei movimenti.
Non pensare che sia nato dallo spirito di iniziativa di quel tipo che ogni tanto rovescia le sue miglia e miglia di viaggi mentali su queste pagine virtuali: obiettivamente, è già un miracolo che riesca ad allegare immagini e video alle parole.
No, sono qua grazie a Karim, probabilmente già tu lo conosci, che si è sbattuto tra lettere e simboli e plugin vari per farmi arrivare al tuo cospetto. E’ anche il suo lavoro, mi dirai tu, ma la cosa divertente è proprio il fatto che nessuno l’ha pagato. Chapeau.
Tu, che per qualsiasi motivo ti imbatti sulla mia strada, sai già cosa devi fare: leggere, provare a decollare coi pensieri anche tu, scrivere. Scrivere. Perchè questo, nonostante tutto, continua ad essere un blog, “un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni”.
Il blog quindi sono io, ma sono io se ci sei tu. Basta avere qualcosa da dire, e si potrebbe anche andare avanti tranquillamente senza il Baltic Man.
12 Commenti »
|