Archive for the “Klaipeda” Category

L’altro giorno uno di quei canali satellitari parlava delle elezioni in Lituania.
Le elezioni in Lituania.
E a chi gliene importa? A nessuno, nemmeno ai lituani, davvero.
Ricordo un astensionisimo a cifre folli, robe tipo il 60%, o giù di lì. Ricordo che, discutere di politica con un compagno di università, era un’impresa impossibile, e il baricentro del discorso cadeva sempre sull’eterna paranoia di una futura e certa invasione russa.
La politica interna era roba assente dai giornali, e a pensarci bene, erano piuttosto assenti anche i giornali.

Ciònonostante erano felici.

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Batterista metronomo, elegante bassista nera, coriste impressionanti, pianista extraterrestre, mitico organo Hammond, chitarra alla Steve Vai, e poi lui: Joe Cocker. Il concerto di venerdì alla Utenos Arena di Vilnius è probabilmente stato il più impressionante che abbia mai visto in mia vita, almeno sul livello puramente tecnico. Chain of Fool travolgeva. Unchain my heart in versione veloce sorprendeva. You are so beautiful commuoveva. Un mito della musica.

La notte e la musica non morivano lì. In perfetto stile botellones españoles, Vilnius ha regalato 40 manifestazioni artistiche disperse tra i suoi angoli più disparati. Tra spettacoli laser e concerti all’aperto, capitava di ritrovarsi alle 8 del mattino a continuare a ballare in strada mentre la gente iniziava a lavorare.

Odio le macchine a cambio automatico.

Il filo che regge la Lituania lega Vilnius a Klaipeda. Normale quindi ritrovarsi con il tutto ancora in corpo in riva al mare, dopo poche ore. Cullati ancora una volta fino all’inverosimile tra l’ospitalità che si nasconde sotto la dura patina lituana e i viaggi mentali tra amici. Tra discoteche assurde e luoghi sacri pagani.

Nida è il gioiello di questo paese. Inevitabile ritornarci ancora una volta. Insensato mix di luoghi fuoriluogo, calma e tranquillità, e famiglie di cinghiali che attraversano la strada vicino a te. Nida può portarti in paradiso nelle sue 3 ore di tramonto e rispedirti nell’inferno di notte. Inferno che si materializza sottoforma di improbabili accademie di arte, professori di alcolismo e locali che si aprono per te. Per poi ritrovarsi a mangiare le ultime briciole della notte in uno yacht.
Trasportati dal vento di Nida.

Riporto la perla del weekend di Paolo: “Che senso ha l’Italia?”

Non voglio tornare. Non riesco nemmeno bene a capire se si tratta di “tornare” o “partire“.

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Lunghe ore sotto il sole ad ascoltare un pazzo ex – aviatore sovietico, in abbigliamento d’ordinanza dotato di canottiera e inevitabile baffo, che si presenta alla lezione con la “resaca” alcolica della sera prima. Non proprio il massimo se si pensa che sarebbe l’uomo incaricato di spiegarti come sopravvivere.

Poi, finalmente, l’ora del decollo. Su una Vespa volante regina dei cieli di qualche decennio fa, su e su e su fino al kilometro. Con il rumore assordante dei motori che coprono occhi che si chiudono e magone.

Quello che viene dopo e’ confuso, e’ materiale cerebrale non decifrabile. E’ la porta che si apre, l’istruttore che ti spinge, la materia che scompare sotto il suolo e lascia spazio all’aria. Pochi secondi lunghi come minuti.

Poi, una mano che ti prende dall’alto, che stoppa il volo verso il suolo, che porta in una dimensione di assoluto silenzio e di tranquillita’ e di sensazioni strane e fortissime di cui ci si ricorda solo i puntini nel verde in basso, uccelli che passano vicini e lo specchio del Baltico al tramonto un paio di kilometri piu in la’.

Che storia.

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Disclaimer: si, in italiano il fine settimana si può chiamare anche “weekend”. Dedicato a tutti gli spagnoli, in particolare a uno

- è bello avere un amico lituano. Si può conoscere veramente molta molta molta gente e fare discorsi interessanti.

- trascorrere il pomeriggio in bici nelle selvaggie spiagge curoniane con un thermos di mohito può essere un’idea interessante da riproporre in futuro.

- promozione al Memelis di Klaipeda. Due litri di birra a 10 litas (3 euro).

- perchè in tutta la Lituania si ride e ci si bulla alle spalle della gente di Kaunas?!? …no, forse lo so…

- quando mi spingo in improbabili dialoghi in lituano, finisce che tutti ridono di gusto e apprezzano il mio “sweet italian pronunciation”. Cosa che mi riempie di omaggi (alimentari) che basteranno poi per una settimana.

- affittasi ad “amici di Baltic Man” appartamento centrale a Klaipeda, in estate.

- tra gli ottimi cd trovati nella macchina dell’amico, ce n’era uno decisamente inaspettato: Jovanotti. Mai avrei pensato che qualcuno all’estero lo conoscesse. Cosi, di colpo, mi sono ricordato perchè mi è sempre piaciuto Jovanotti.

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Succedono cose strane. Tipo essere invitati da amici (gia, ebbene si, finalmente ho un amico lituano di sesso maschile, dopo 8 mesi, mi sento realizzato!) in quel di Klaipeda, e tuffarsi in numerosi litri di birra nella notte baltica.

E poi, di colpo, nel terzo piano di un locale, trovare sedute ad un tavolo facce che ricordano qualcosa. Qualcosa di indefinito, ma con il beneficio della certezza.

“Son sicuro che quelle due le conosco”.

Fino a che, rapido e scattante, scende nella stanza delle Illuminazioni Divine la folgorazione. E si ritorna indietro a notti passate a navigare nel virtuale in cerca di quello che e’ diventato il presente, il concreto. E si ritorna a guardare gallerie fotografiche su internet e a capire.

Cosi, sicuro di non sbagliare, parto come un killer in direzione delle due al tavolino e, attenzione, non chiedo: affermo.

Voi due avete amici italiani“. “…Si!” “Karim e Enrico.” “…Si! Sei anche tu di Cuneo?”

Mi ricordavo queste foto.

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Viaggio nel cuore della Lituania, fino ad arrivare a vedere quella linea blu che rappresenta il tetto di mamma Europa.
Un’altra sensazione di monocromaticità, ma questa volta il colore è vivo: verde. Per duecentoventi kilometri, la fotografia che appareva dal finestrino era sempre la stessa. Prati e boschi, alberi ed erba, animali e fiumi, piccoli villaggi e nulla: il cuore della Lithuania, paesini marginali di un paese marginale, e proprio per questo intatto e capace di farti apprezzare…il nulla.
Poi, Klaipeda, tipica figlia del Nord imparentata con qualche tedesco, città tranquilla e affascinante, città di mare come Genova ma figlia del suo mondo come Cuneo.

E a proposito di Cuneo…l’incontro. Dopo aver lasciato fino a ieri l’impegno nel limbo delle cose da fare, i tempi erano ormai maturi. E il countdown, anche quello implacabile: curioso che abbia incontrato Karim proprio nelle sue ultime ore lituane, prima di una partenza definitiva per la Granda dopo tanti mesi qua. Una sensazione particolare, quella di entrare nel mondo reale di una persona che non conoscevo personalmente dopo averne seguito le giornate attraverso la sfera del virtuale, grazie al prodigio del suo blog.
In qualche modo, entrando negli stessi locali che avevo visto in mille foto mi sembrava di esserci già stato, una sorta di déja-vu continuo che non ha fatto altro che sorprendermi ancora di più…
Un passaggio di consegne insomma, tra chi parte e chi arriva, all’interno del quale ogni minimo particolare viene assimilato con modalità totalmente diverse, l’ennesima noiosa abitudine per chi lo vive da troppo tempo ormai e l’interessante novità di chi ne vive la prima volta.
Karim ha deciso di tornare a casa, schiacciato fino all’esasperazione da quei lati negativi che queste terre e i suoi occupanti possono generare, ritorna a Casa. Alla sera l’implacabilità della sorte e di un mondo che è veramente troppo piccolo mi ha portato a conoscere Mirko, un ragazzo di Genova che invece ha deciso di trasferirsi definitivamente a Klaipeda: due storie diverse, due punti di vista diversi, due vite diverse, mille ragioni per entrambi e un coraggio comune, nel prendere decisioni importanti sia in un senso che nell’altro.
In mezzo, io e Borja, un’altra ragione per essere qua, una data di scadenza con questa terra che dovremo rispettare, nel bene e nel male; un’opportunità di scrivere anche per noi storie come quelle di Karim e Mirko.

Ritrovo al Kurpiai tra Lituanocuneesi; Karim è un pazzo di quelli “come si deve”, e sarà un piacere rincontrarlo, nella sua Lituania Italiana.

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Sto scrivendo da un ostello della gioventu’ a Klaipeda, sul Mar Baltico, duecentoqualche kilometro piu’ in la’ di Kaunas.
Perche? Difficile spiegarlo ora, ho troppo poco tempo.
Quindi, mentre aspetto che Borja finisca di infighirsi nella doccia, mi collego al mondo e vi saluto.

Da fuori non incoraggia, ma dentro è eccezionale…ed economico!

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