Archive for the ‘Stagioni’ Category

How can a man stand such times – and live?


06 Jan

Kaki Viola

Non c’è logica nell’ordine del mondo,
e l’anziana signora rimane a contare gli scoiattoli in transito sul cavo del telefono
a osservare il filo del loro camminare sul filo
a cercare metafore dentro di sé.

Riesce ad annullare il pensiero
a rimanere in silenzio intere giornate
a star zitta nel mistero del buio.

E’ una strategia di letargo perfezionata nei secoli per sopravvivere ai dubbi,prima ancora che al freddo.
Gli uomini del tempo le passano accanto, sorridono, si divertono.
Ogni giorno affaccendati si muovono verso di lei.

Lei rimane immobile, zitta, ad aspettarli.
“Tocca sempre a me strappare i mesi dal calendario”, è la sua recriminazione.
E’ il lavoro più duro, e tocca sempre a lei.
Ma i mesi di giorni neri e rossi se ne vanno senza clamore, nella discarica dei momenti consumati.

Quando tutti insieme busseranno alla porta dell’anziana signora,
allora
forse
parlerà.

Emak Bakia


10 Mar

.

Tu che sai come si fa
portami via
senza aspettare che le onde abbiano cancellato ogni traccia
prima che il vento si sia ripreso la sua scia
prendimi
inseguimi
accarezzami
mostrami il fondo della tua verità.

. .

Perché tu che sai cosa si sente
raccontami
cosa vedi quando guardi dietro di me.
Parlami di quei mostri eterni che appaiono nel riflesso delle tue pupille
mentre aspetti che io ti raggiunga
in quel tuo costante essere dieci passi più in là.

. . .

E tu che sai cosa vuol dire
spiegami
perché dovrei smettere di camminare sulla sabbia
rinunciare davvero a giocare con l’aria
per sfuggire a quei mostri che son parte di me.

. . . .

Enkewarie


24 Dec

Cosa ti ricorderai di questa notte
vissuta per sbagli e capricci non tuoi
ascoltata in movimento confuso
tra risate e silenzi lasciati a metà.

Cosa ti porterai dietro da questa notte
se non un gioco di finta realtà
sarà l’immagine di un momento preciso
il suono di un tempo che sapeva di noi.

E allora

Come ti ritroverai in questa notte
quando la luce del presente sarà lontana
quando un pezzo di carta sembrerà bugia
lo specchio di un’alba
in cui la notte morì.

Davanti a me non vedo che la strada


19 Dec

Poi, finalmente, una parola.
Un nome.
Quel nome.

Allora mi sono avvicinato e ho scrollato l’albero finché è stato vuoto.
Tutti i frutti sono caduti per terra,
tutti,
anche quelli non ancora maturi.

Anche le foglie sono cadute per terra
ma scendendo giù, hanno iniziato a ondeggiare.
Come se la caduta fosse il loro unico scopo.

Quel nome, che è albero, che è foglia.
Che è frutto solo perché tornerà ad essere albero.
Quel che rimane nascosto, esiste con forza ancora maggiore.

Poi, finalmente, diventa una parola.
Un nome.

Today is tomorrow?


08 Jun

Today is tomorrow?

Y qué serìa este pendiente que llevas al cuello?

El presente. Un presente que no termina nunca.

Un presente que no termina nunca, es la peor pesadilla que se haya oìdo nunca. Ahora entiendo porqué lo llevas al cuello. Asì tienes un lazo. Un lazo que te tiene amarrado a sì mismo. Menuda paradoja, matòt. Tu sì que estàs en una trampa.

No te creas tan seguro. A fin de cuentas, también tu seguridad puede ser un lazo que te tiene amarrado a sì misma.

Sì, tienes razon, matòt, pero un poco de seguridad, de vez en cuanto, no molesta. En cambio un presente que no termina nunca, creeme que no lo podrìa soportar.

Y porqué deberìas soportarlo? Tal vez sea suficiente vivirlo. Tu cargas con el peso antiguo del pasado mientras tus pies tiemblan en el humo blanco del futuro. No crees que serìa mejor un presente que no termina nunca? Asì todo sigue siendo. También lo que todavia queda por venir

No sé. Tu idea me suena a carpe diem. Y yo nunca confié en palabras en latìn, matòt. Si me quitas el olvido y la esperanza, me destruyes a la filosofia, y esto sì es un juguete que me divierte.

Pero entonces te pierdes lo mejor. Estamos buscando lo mismo, no te dàs cuenta? La bendita filosofía no es más que nostalgia, el deseo de sentirse en casa en cualquier sitio. No te parece maravilloso? Nostalgia y deseo. Presente permanente.

Esto suena bien. Es por esto que te lo llevas al cuello?

Es por esto. Piel de chivo sobre mi piel. Todavìa quedan las marcas de sus dedos, cuando lo moldeò mientras estaba caliente. El mismo deseo de aquel dìa en que la encontraré.

Y como podràs encontrar algo que ya tienes? Algo que ya, de alguna manera, perdiste?

Y como puedo tener algo que ya, de alguna manera, perdì?

A ver. Piel de chivo y marcas de sus huellas?

Nostalgia y deseo. Presente permanente.

L’abisso non ci spaventa, l’acqua è più bella quando cade dall’alto


29 May

Danza

 

Se nella favola avessimo avuto
anche solo un sussurro di voce in capitolo
forse
avremmo evitato il tentativo
di questa poesia
forse
avremmo abbozzato un finale più stanco
forse
avremmo deviato verso ambienti più sordidi
inseguendo la linea delle nostre visioni
abbracciando il coraggio di guardarci allo specchio
ritrovandoci nelle decisioni
di quel magnete primordiale
che ci muove e ci sposta
al di là dell’ostacolo
di un pezzo di carta.

 

Ma se in questa favola avessimo avuto
anche solo un sussurro di voce in capitolo
allora il fallimento sarebbe oggi definitivo
il peso del fato non avrebbe più consistenza
e nemmeno gli errori
sarebbero più poesia.

 

Dove scorre allora
la linea dell’arbitrio?
Dove muove la vibrazione
tra verità e istinto?

 

Ed ecco che forse in questa parvenza di favola
avevamo per davvero un’intuizione
forse solo un sussurro
un miraggio di voce in capitolo.

 

 

Esperando a Inaniel


02 Apr

Era lì, alla fontana vicino al palo della luce.

Aggrappato con le unghie a questi scampoli d’inverno, dice.
Ci potresti credere?
Aria fredda.
Foglie cariche d’acqua.
Fango ovunque.

Buahahahahaha.
Sei impazzito?
Primavera.
Prova ad andare a piedi,
di notte,
verso il ponte.
Mille voci tutt’intorno.
L’acqua si scioglie, ma si scioglie in mille suoni diversi.
[Succede anche di giorno, ma di giorno non lo vedi].

Si guardavano come se fossero stati rinchiusi, tutto l’inverno.
Lì, a dieci metri di distanza.
Qualche contatto sporadico, ma non avevamo niente da raccontarsi:
entrambi stavano vivendo la stessa storia.

Eppure ti dico che preferisco l’inverno, meglio così.
Mancanza assoluta di colori: chi l’ha detto?
Io d’inverno invece riesco a godere meglio delle sfumature.

Quante volte ce lo siamo detti?
L’anno scorso, forse a ruoli invertiti, ci stavamo menando le stesse fiabe.
E’ la notte la cornice di tutto, è nel buio che si avanza a passo più forte.
E lo sai perché?
Perché di notte ti riesci a scrollare dalla pelle tutto il superfluo.

Poi si sono salutati.
Non mi lasci niente?, le ha chiesto
Hai bisogno di qualcosa?, gli ha risposto.

Io ho bisogno di una canzone.
Io ho bisogno di una preghiera.

Shaken Ice


15 Dec

Rimane incollato ai vetri, questo senso di fibrillazione esasperata che smuove le ragazze sui bus, e lascia indifferenti i pensionati, il venerdì mattina.
Una patina bianca a coprir la trasparenza, memoria del vento che costruisce nel buio un’immagine e una trama.
Un sentiero su cui si scivola perchè ci si rimane incollati.

Rimane incrostata ai vetri questa voglia insana di stringerlo tutto
sentirsi come un’ombra che incombe su un’entità immobile, indifesa.
sentirsi come quell’entità immobile, indifesa, riconoscersi lì.

Lì, nell’inganno di un fuoco di ghiaccio, di un gelo che scalda
di un vetro che non è più trasparente da quando c’è questa patina bianca.
A leccare il fondo del bicchiere per inventarsi finalmente un sapore.
A leccare il fondo del bicchiere per aggrapparsi al retrogusto di un’idea.

Rimane stampato sul vetro questo inganno della materia.
E se lo guardi in controluce
ha la stessa consistenza
[lo stesso colore]
del granello di sale che lo scioglierà.

Di fronte al mondo che ci assedia


20 Aug

Dreamer

Alcuni non riescono a immaginare
nient’altro che il presente che li circonda
e trovano assurdo ciò che non è dominante
O CHE ANCORA NON ESISTE:
sono i privi di fantasia e coraggio.

Altri difendono il presente che li circonda
perchè vi traggono benefici
o perchè TROVANO FATICOSO MUOVERSI
in una qualsiasi direzione:
sono i privilegiati e i pigri.

Ci sono poi quelli che vedono nel mondo che li circonda
nient’altro che UN INSIEME CASUALE E ASSURDO
di codici, valori, mode, catechismi.
Questi sono i sessualmente più brillanti.

[grazie a Gianmarco Serra e Maurizio Cont]

cricric


12 May

questa sera mi sono fermato ad ascoltare i grilli.
sono usciti di casa per la prima volta: un’altra estate è arrivata.
escono i grilli, e si riduce all’ennesima potenza la dimensione delle cose, si stringe lo sguardo del mondo che conta, improvvisamente si smette di essere “qualcosa”. I grilli: quelli dell’infanzia. quelli dell’umanità bambina. quelli tra il fieno che cresce e profuma di terra.
il canto dei grilli, e il movimento circolare dei pensieri.
l’aria d’estate come se fosse rimasta chiusa in un armadio, tra i vestiti già indossati, che da domani serviranno ancora.
le parole rovesciate contro gli scogli, tra le onde eterne di un mediterraneo che non ci ascolterà mai.
un sogno in cui non si ha più fede, una fede senza più sogni, l’ebbrezza del vuoto sulla nostra pelle giovane. Ma allora tu… ma allora noi…

Ascolta i grilli che cantano: un’altra estate è arrivata.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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