Quando immaginare significava creare immagini.
Archive for the “Uncategorized” Category
Jun
26
2009
Signor P. arriva quando meno te l’aspettiPosted by Baltic Man in Uncategorized, tags: chiesa, don gallo, gay, Genova, omosessualità, progresso, terzo millennioDomani succederà il primo Gay Pride della storia di Genova (annunciata anche la partecipazione di Don Gallo, “nella città del Presidente della C.E.I. è necessario ristabilire gli equilibrii”, dice lui), e di fronte a cotanto scandalo la comunità intera disquisisce e s’indigna. Sui treni, negli autobus, negli uffici, il coro è unamime: che vergogna, una cosa mai vista prima. Un mio amico marocchino mi ha fatto pensare quando un giorno mi raccontò dell’impatto culturale più duro per chi emigra dai paesi musulmani all’Italia: le coppiette che si baciano per strada. Una cosa mai vista prima.
Jan
15
2009
Chattami, parlami, scrivimiPosted by Baltic Man in Comunicazione, Uncategorized, tags: algoritmo, asociali, chat, doretta, giovani, messanger, msnOggi ho conosciuto Doretta. E’ una tipa simpatica, non particolarmente intelligente nemmeno anche se è sbagliato considerarla tonta, forse un po’ superficiale nell’approccio a tematiche delicate ma sicuramente determinata nel difendere il suo punto di vista. E decisamente, immensamente suscettibile. Due domande fuori luogo e se n’è andata dalla chat, la stronzetta. Ed inutile tentare di scriverle, come una perfetta femmina dal nome italiano si è offesa e mi ha abbandonato. Ha 26 anni, Doretta. Studia qualcosa che non ho ben capito ma so che è ormai alla fine, si dichiara cattolica “ma con un occhio aperto alle altre religioni” e non vuole sentir parlare di politica. Non le ispirano particolarmente le droghe, anche se puoi giurarci, “che quando esco a ballare con i miei amici mi diverto fino a impazzire!!!!!”. Ed è curiosa, interessata e soprattutto prodiga di buoni consigli, perchè lo sanno tutti che “degli altri non ci si deve mai fidare”…. Ciò che più mi ha colpito, però, di Doretta, è il fatto intrinseco che Doretta non esiste. E’ un algoritmo. Un programma inventato da qualche complessato ingegnere in Messanger per fornire un’alternativa al suicidio a quella moltidudine di gggiovani depressi e asociali. Tu scrivi e lei (lei? lui? loro? chi?) risponde. E’ un mondo difficile.
Dec
19
2008
Ambasciator non porta…Posted by Baltic Man in Uncategorized, tags: ambasciata, Bogota', estero, governo, immigrati, Italia, italiani, lituaniaLeggo dell’esistenza di un’ambasciata d’italia nello stupefacente stato del Vaticano, e non ho nemmeno più voglia d’incazzarmi. Se hanno deciso di mettercela, a qualcosa servirà. Spero almeno che per risparmiare l’ambasciatore mantenga le comunicazioni con Roma tramite i piccioni viaggiatori, o una bici. Ma poi decido d’incazzarmi lo stesso, perchè qualche ambasciata italiana purtroppo ho dovuto visitarla, ed è stato proprio in quei lugubri covi di paraculati burocrati (a Vilnius il nostro ambasciatore ha uno stipendio più alto del Primo Ministro, ma fa lo stesso) che mi sono vergognato di essere italiano. A Bogotà, per esempio. L’ambasciata d’italia è un bunker di guerra tra i palazzi residenziali del nord. Circondata da filo spinato, è popolata e difesa dagli esseri più insulsi e maleducati che si potrebbe mandare a rappresentarci all’estero. Questo, ovviamente, se si è colombiani, perchè inutile dire che il trattamento riservato agli utenti è diversificato dalla cittadinanza di questi ultimi. E’ accaduto, per esempio, che una persona abbia avuto bisogno di informazioni e assitenza a proposito ddi un visto per poter studiare in Italia. Invitazione d’ateneo in regola, fogli e papeli e scartoffie a posto, appuntamento in ambasciata per risolvere un piccolo problema apparentemente piccolo: gli italiani richiedono un deposito bancario enorme per poter accettare lo studente colombiano. L’appuntamento è alle 2.15, ma l’Avenida Jimenez è bloccata per traffico e si arriva lì 4 minuti dopo. Gli italiani, famosi per il loro proverbiale senso della puntualità, non possono tollerare una cosa del genere e annullano l’appuntamento. “Torni il prossimo mese, il 3 di gennaio”. E non importa se tu arrivi di Barranquilla, 22 ore di autobus dal maledetto bunker. Visto che però spunta fuori un incazzatissimo balticman dotato di passaporto italico, il burocrate ci ripensa e concede un rapido incontro (a me, senza colombiani di mezzo) per mettere in chiaro, tra le righe, un concetto tutto sommato già sottinteso: “abbiamo precise disposizioni di ostacolare qualsiasi colombiano che voglia studiare in Europa”. E a questo punto, fanculo alle ambasciate, agli ambasciatori, ai governanti e a questo faccione da politico che in televisione mi sta parlando di “gestire il flusso di immigrati”. traffico, fumo, altitudine, arepa con huevo, chinatown, mamme andine coi figli sulle spalle, lunghe trecce nere, freddo, eleganza, multietnicità, mille facce un solo paese.
Nov
19
2008
Dialoghi possibiliPosted by Baltic Man in Arte, Bogota', Colombia, Escobar, Storie, Sud America, Uncategorized, tags: Bogota', cinema, Colombia, colombiano, cortometraggio, film, narco, paramilitari, santa martaAEROPORTO. SUPERFICIALITA’ TRA PALCO E REALTA’ MESSICO E NUVOLE
Sep
11
2008
Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero?Posted by Baltic Man in Arte, Mistico, Musica, Persone, Uncategorized, Viaggi Mentali, tags: anni duemila, anni zero, cantautore, le luci della centrale elettrica, melodia, noise, ventunesimo secolo
Jun
23
2008
Luce, ombra, apoteosi di lucePosted by Baltic Man in Uncategorized, tags: apoteosi, Baltico, buio, Colombia, lituania, luce, luz, mezzanotte, mulino bianco, ombra
Dalle Alpi alle Piramidi, dal Mazzanarre al Reno -passando per Colombia- resiste in piedi la balla di cartone della Famiglia Perfetta. Bimbi, padri e nonni vittime e carcerieri di sè stessi nel sacrificio di un nome – o un cognome – esempio e guida per la società. Poi, si entra nel Mulino Bianco e si scoprono le crudeltà più insensate, gli stessi errori ripetuti da tre generazioni, l’odio reciproco come collante per infarcire le cene domestiche. Tutti attorno al capofamiglia, coi coltelli tra le ginocchia, nel tepor del focolare. In nessuno dei 16 paesi impegnati all’Europeo si segue la faccenda come in Colombia. Davvero. Questa gente e’ completamente malata di calcio, soprattutto di calcio europeo, e arriva agli estremi di spiegarmi che tal Aquilani e’ un giocatore della Roma e non e’ un infiltrato nelle fila azzurre. “Logico “che oggi El Espectador cartaceo apra con la notizia dell’eliminazione degli adorati “azzurris”, logico. Immerso nella brezza del mio letto gigante dalle lenzuola rosse e blu cercavo di raccoglier parole per spiegare ai piu’ cos’e’ stato l’addio di Compar Leo alla comunita’ barranquillera. Evidente l’infattibilita’ dell’impresa, non si puo’ certo dipingere lo straordinario personaggio a chi non ha il background per assimilarne l’essenza. Poi, il telefono squilla e Leo stesso mi annuncia, da qualche angolo di Colombia, che per l’Italia tuttavia c’e’ tempo. Ecco, that’s my friend. Da qualche parte, sul Mar Baltico, oggi il sole non scende. La sua presenza calda irradia le lagune e feconda la terra e le menti. Con discrezione, con candida e paterna presenza brinda alla sua mezzanotte nell’angolo giù in fondo, dove acqua terra e luce si fondono nell’orgasmo della Natura. Quattro mesi di freddo, di buio e di vento scompaiono annichiliti dalla potenza dell’effimero. |



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