Archive for the “Vilnius” Category
In Colombia come in Lituania, una prerogativa costante: i francesi colonizzano il mondo con i loro “centri di cultura francese”, gli italiani con “pizzeria nonna rosa” (con la possibile variante del “nona rosa”, quando si tratta di “italiani di seconda generazione”. E chissà poi perchè, tra tutti gli elementi distintivi di un popolo, debba essere proprio la lingua il primo a scomparire).
E così uno si chiede: è così che ci ricorderanno? Francesi gente di cultura, italiani popolo di pizze, muzzarelle e ristoratori? Non potrebbe essere al contrario, visto il paté de fois e un certo passato rinascimentale?
Potrebbe, SE. Se esistessero anche nel Belpaese politiche lungimiranti. (Se esistessero anche nel Belpaese politiche). Se qualcuno iniziasse a comprendere che quando un popolo è fottuto, può almeno provare a giocare la carta di un passato glorioso, da vendere in giro. Se un (uno solo) ambasciatore iniziasse a convertirsi in un essere tale da giustificare il suo prezzo (a Vilnius l’ambasciatore italiano godeva di uno stipendio più alto di un parlamentare lituano). Se la gente capisse, magari spegnendo la televisione, che la cultura italiana sta scomparendo in patria, prima ancora che nel mondo. Soppiantata dal pecorino.
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Posted by Baltic Man in Giornalismo, Kaunas, Klaipeda, Lithuania, Politica, Vilnius, tags: astensionismo, Baltico, elezioni, invasione, lituania, Politica, Russia
L’altro giorno uno di quei canali satellitari parlava delle elezioni in Lituania.
Le elezioni in Lituania.
E a chi gliene importa? A nessuno, nemmeno ai lituani, davvero.
Ricordo un astensionisimo a cifre folli, robe tipo il 60%, o giù di lì. Ricordo che, discutere di politica con un compagno di università, era un’impresa impossibile, e il baricentro del discorso cadeva sempre sull’eterna paranoia di una futura e certa invasione russa.
La politica interna era roba assente dai giornali, e a pensarci bene, erano piuttosto assenti anche i giornali.
Ciònonostante erano felici.
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Strade pianeggianti a prospettiva infinita, coperte da coriandoli di foglie ingiallite che spezzano la bicromia di verde e di grigio. Foreste fittissime di betulle si interscambiano a laghi e paludi, non-luoghi misteriosi, fino a quando un grigio avamposto di cittadella sovietica non interrompe tutto col fumo immaginario di una ciminiera ormai spenta.
Nelle anonime periferie si accumulano le solite facce, stravaganze nei vestiti accompagnate da coiffures audaci e perfette, le mille botteghe artefici dell’ardita parrucca si contendono la piazza con i soliti megamarkets, mentre il traffico del tramonto scivola via verso la massa agghiacciante di palazzoni in sequenza numerica laggiu’ sullo sfondo.
Tavola imbandita di ogni possibile sapore. E’ il mixaggio che subiranno a incantare gli astanti, dove chicchi d’uva scivoleranno via tra frittumi e verdure scondite, fantasioso nutrirsi a ispirazione jazz, poi la birra lavera’ tutto e portera’ al prossimo banchetto.
Personaggi fantastici rubano la scena notturna. Folcloristiche rappresentazione di geniali personalita’, assurgono ai ruoli di Regali Piovuti Dal Cielo per chi li incontra e non se ne lascia spaventare. Dura tutto mezz’ora, poi l’incantesimo si rompe e bisogna scappare. Inesorabilmente.
Il Tutto fatto persona. Non semplicemente rispetto, non solo curiosita’ e nemmeno un qualche compatimento spinge a guardare i loro volti, tutti rassegnatamente freddi e scavati, costruiti intorno a due occhi azzurrissimi nei pochi metri quadri che li racchiudono. Sono personaggi destinati a sparire, eredita’ del Vecchio Mostro che poi li ha abbandonati, quasi sempre donne e quasi invisibilmente portano avanti il loro sciagurato lavoro. Nei chioschetti oscuri, o dietro i giornalieri frittumi di strada, o tra rose e garofani.
Le immagini rubate in una stazione d’autobus e quelle inimmaginabili del grounge notturno. Le tonalita’ estasiatiche dei paesaggi ad intercambio stagionale e quelle grigie da un sapore strano. Migliaia di immagini, feedbacks infiniti.
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Posted by Baltic Man in Amici, Baltico, Klaipeda, Lithuania, Musica, Notte, Persone, Ritorno, Storie, Viaggi, Viaggi Mentali, Vilnius, Vita

Batterista metronomo, elegante bassista nera, coriste impressionanti, pianista extraterrestre, mitico organo Hammond, chitarra alla Steve Vai, e poi lui: Joe Cocker. Il concerto di venerdì alla Utenos Arena di Vilnius è probabilmente stato il più impressionante che abbia mai visto in mia vita, almeno sul livello puramente tecnico. Chain of Fool travolgeva. Unchain my heart in versione veloce sorprendeva. You are so beautiful commuoveva. Un mito della musica.
La notte e la musica non morivano lì. In perfetto stile botellones españoles, Vilnius ha regalato 40 manifestazioni artistiche disperse tra i suoi angoli più disparati. Tra spettacoli laser e concerti all’aperto, capitava di ritrovarsi alle 8 del mattino a continuare a ballare in strada mentre la gente iniziava a lavorare.
Odio le macchine a cambio automatico.
Il filo che regge la Lituania lega Vilnius a Klaipeda. Normale quindi ritrovarsi con il tutto ancora in corpo in riva al mare, dopo poche ore. Cullati ancora una volta fino all’inverosimile tra l’ospitalità che si nasconde sotto la dura patina lituana e i viaggi mentali tra amici. Tra discoteche assurde e luoghi sacri pagani.
Nida è il gioiello di questo paese. Inevitabile ritornarci ancora una volta. Insensato mix di luoghi fuoriluogo, calma e tranquillità, e famiglie di cinghiali che attraversano la strada vicino a te. Nida può portarti in paradiso nelle sue 3 ore di tramonto e rispedirti nell’inferno di notte. Inferno che si materializza sottoforma di improbabili accademie di arte, professori di alcolismo e locali che si aprono per te. Per poi ritrovarsi a mangiare le ultime briciole della notte in uno yacht.
Trasportati dal vento di Nida.
Riporto la perla del weekend di Paolo: “Che senso ha l’Italia?”
Non voglio tornare. Non riesco nemmeno bene a capire se si tratta di “tornare” o “partire“.
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Tempi di sensazioni forti, le ultime.
Logico quindi che si decida di chiamare amici lituani ed andare ad Alytus, 60 km più in lá di Kaunas tra pini e nulla, per la due giorni di festa del paese. Meno logico ritrovarsi poi alla mattina a Vilnius, e tornare a Kaunas alle 10, ma quella è un’altra storia.
Il primo passo che deve compiere l’avventuroso esploratore delle terre di Alytus è, ovviamente, trovare compari adatti. Che, nel caso, “adatto” significa il più grosso possibile: le cittadine minori della Lituania sono rinomate per la loro dedizione agli sport fisici, senza esclusione di colpa, e “lo straniero” viene visto come un interessante preda per tenersi in forma. Peccato non avere una foto del “compare adatto” che è saltato fuori tra amici di amici, semplicemente indescrivibile, dotato anche di simpatici armi di difesa personale sotto il sedile della macchina non propriamente legali.
Effettivamente l’atmosfera di Alytus si è rivelata di Real Lithuania. Band e DJ si alternavano sul palco proponendo le 10 canzoni che hanno caratterizzato il mio anno qua. Risse che scoppiavano in mezzo alla folla di famiglie e bambini. Ragazze di ogni età totalmente lontane dall’uso della lingua inglese (caratteristica rara, da queste parti). E, di conseguenza, Baltic Man che si calava in notevoli discussioni in lituano di cui riusciva a comprendere solo un 20 %…
Il vero centro dell’underground lituano. Quello che il turista di Vilnius non potrà mai vedere.
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“Ladies, gentlemen and homosexuals, this is Placebo!” And a kiss of a minute between Bryan Molko and the bassman.
This it was the start of Placebo’s concert in Vilnius, yesterday night at Utenos Arena. The answer at the argues about gay’s movements on this days in Baltic countries.
Two hours of music, with the electronic effects typical of this indie-rock band, with about 1 thousand people (maybe too much young people) inside the show.
Is true that not a lot of big rock bands arrives in Lithuania, but when is the moment, the answer of Vilnius is ok.
Later, with the perfect night-mate, the crazy night. The bitter end.
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Sabato, Music in the Street a Vilnius, spettacolo di artisti di strada in ogni dove, con semplici chitarre, o sofisticate assurdita’ sonore. Vagabondando accompagnato solo da una Svyturys, passo dalle parti della Cattedrale quando noto un buon numero di gente a capannello. Noto poi anche gentaglia varia che improvvisa con un buon numero di strumenti e mi aggiungo alla marmaglia, prima con un simpatico djambee’ poi con un pianofortino elettronico di cui sono stato gentilmente dotato, forse per farmi smettere col bongo. Scorre il tempo, scorrono le canzoni, scorre e si ferma sempre piu’ gente fino a quando mi incuriosisco per l’interesse che suscita il batterista vicino a me: non sono poche le giovincelle che chiedono una foto con lui.
Cosi’, dopo due ore passate a suonare mangiare e bere con lui, ho realizzato di essere col piu’ famoso musicista lituano.
Segnalazione: Pries parskrendant i zeme, visto oggi al cinema, e’ il primo film della storia lituana a vincere premiriconoscimenticandidature un po’ in tutto il mondo, da Cannes a Berlino e festival vari. Documentario piu’ che film, girato con i bambini leucemici dell’ospedale di Vilnius. Good job.
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Dopo una giornata intera passata a gentilmente declinare l’invito del primo caldissimo sole primaverile per chiudersi nel Multisala di Vilnius, alcune considerazioni sorgono spontanee, inevitabili. E, oltretutto, incontrovertibili: non ci si discute su, sono cosi e punto.
Ad esempio:
- W i festival di cinema underground. Quello che non passa per la Warner o la Sony. Quello che parla di commedie, si, ma soprattutto di tragedie (reali). Quello che lentamente stanno diventando sempre piu popolari in tutto il mondo, rosicchiando popolarita’ a Brad Pitt e George Clooney a favore di sconosciuti nomi coreani o cileni. Arte e non spettacolo.
- Spazio ai film in lingua originale. L’Italia ha probabilmente i migliori doppiatori del mondo, e il peggior tasso di conoscenza di lingue straniere (hermanos espanolos a parte…). E se proprio non vuoi imparare altri idiomi o hai scelto un film tailanedese, giu’ di sottotitoli.
- Che l’acqua sara’ il petrolio del nuovo millennio, lo dicono tutti. Che qualcuno vada al di la’ del dirlo, pura utopia.
- Guantanamo e’ lo sponsor migliore per la “democrazia da esportazione” statunitense. E troppa gente ancora non l’ha capito…
- Se fino al 5 aprile sei a Vilnius e non fai un salto a kino pavasaris, …non va bene.
- Cinque film a biglietti esauriti su cinque e’ una buona media. Che dunque anche nel Belpaese ci si chieda se forse non conviene un qualcosa% in meno agli studenti!
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