Nella luce arancione del mattino, Lei si guarda le dita. Le guarda come se fossero un oggetto dell’altro mondo, a Lei non sarebbe mai venuto in mente di progettare degli oggetti così.
Poi si accorge del cambio della musica e adesso ascolta le chitarre, e la voce di qualcuno cantare alla malinconia e al destino.
Non le importa delle parole a Lei quelle sono soprattutto intenzioni e le intenzioni possono esprimersi con nuove parole. Ognuna può inventarsi le sue.
MaLei si lamenta perché accadono troppe poche faccende accanto, c’è tutto questo bendidio a disposizione e i suoi simili, attorno aLei, a volte ne sembrano assuefatti.
Così Lei spunta dal lettino e si tiene sulla balaustra come un principe, come un papa, come il cucciolo del primo uomo, o della prima donna, puntando lo sguardo verso il sole. La luce rifrange tra i suoi sottili capelli di cucciolo ma intanto scalda una testa e accende nuove idee.



