Ci si cerca. Ci si incontra. Non ci si incontra. Si insegue la traccia dei propri piedi ripercorrendo la sabbia al contrario, fino al mare, per lo meno. Più in là, inutile proseguire, ed è allora che si ritorna sui propri passi ed un’altra volta l’acqua ha cancellato tutto, ha riportato le cose al suo stato iniziale. Terribile metafora di un inutile passaggio umano su questa terra che trema e si muove, che un giorno ci scrollerà di dosso tutti, noi e le nostre inutili immondizie. Si cerca la scia di chi ha calpestato la sabbia prima di noi, altri piedi per sentirsi meno soli, e quel che si ottiene è altra acqua, nient’altro che acqua, il mare. Un po’ più in là sono visibili tracce di piedi, uno sull’altro si eliminano e si sovrastano, che alla fine non è più possibile distinguere le singole individualità e viene voglia di invocare un’onda un po’ più lunga, che annulli e appiattisca. Ci si cerca, nelle parole degli altri, nell’inganno di chi per un momento ha creduto di essere veramente libero, senza sapere bene com’è andata a finire la storia. Ci si incontra, non ci si incontra, e comunque tutto finisce quando arriva l’onda.
Nota per chi non legge questo testo chattando. L’immagine qui sopra non è solamente un’immagine, sono 90 anni di vita spesa ad osservare. Per chi ne volesse sapere di più, Hokusai.
Nei giorni di banche che si affolasciano su sè stesse e asini che sono riusciti a non volare più è giusto rendere il giusto omaggio alla band che forse più di tutte incarna quel leggero senso di sodomìa passiva delle nuove generazioni.
I Baustelle, da ascoltare seduti davanti a uno schermo di computer impolverato sorseggiando un mate amaro .
Ma vi perdono
Perché in fondo portate nel cuore
Sangue che è destinato a seccare
Vivete un morire
E così Ryanair arrivò a CuneoLevaldigi. “In prova per qualche mese, con due voli per l’Inghilterra e uno per Dublino. Poi, se funziona, confermeremo la faccenda”, dissero i suoi boss. I voli, che partiranno il 20 dicembre, avranno una cadenza probabilmente settimanale.
La denominazione dell’aeroporto, “Cuneo Italian Alps”, lascia intendere che lo scopo delle rotte è portare sulle montagne della Granda i turisti inglesi. Signor Ryanair ha già capito che non può contare più di tanto sul viaggiatore bugia-nen??!
Viajar es libre melodía del alma. Es un grito silencioso, un animal migratorio, un lento existir. Una universidad donde los profesores son compañeros y los compañeros libros, allí se escribe y allí se lee. Es dejar rastros de un pasaje, sea algo inmortal o suave neblina. Ser en el mismo tiempo fotógrafo y modelo. Viajar es, los decía el Gran Khan, “tomar el agua de una tierra nueva”. Aprender a reconocer los distintos sabores del pan y del queso, de la música y de la poesía, despertándose una mañana tal vez panadero tal vez poeta. Endurecer la espalda en los suelos de autobuses llenos, llenando hojas bajo los ojos de una gordita que te cree sicópata, escribiendo contra el tiempo que viajar es encontrar tus origines allá donde menos pueden estar. Que es conocerse en Bielorrusia y reencontrarse en Armenia, una de las muchas Armenia de este mundo. Viajar es descubrir que hay otras Armenias. Es una forma hedónica del conocimiento. Una mochilla en una playa, una playa en una mochilla, una mochilla y una playa en la cumbre de una montaña. Viajar es Priviet diebucka let’s go together a quattro mani, si vous voulez, kita vakara sangrienta y fría. Es una estación de un pueblo lejano perdido y embalsamado, donde en sus binarios todo comienza y todo termina. Una comunión pagana y un dedo medio hacia las convenciones. Una religión sin fieles ni dioses, sin guerras santas ni diablos imaginarios, sólo una grande misa continua contra diablos disfrazados de palabras venenosas como “Patrias” o “Naciones”. Viajar es una aventura que se cumple en un cuarto, transformando la ventana en ventanilla y las hormigas en animales exóticos, para una hora una vida o quizás dos. No es Baltic Man, ni Caribbean Man, sino una entidad que se cumplirá, un día, en Atlantis. Viajar es despedirse de este Mar de Caribe, de este Sur América, de este todo.
Viajar es abrir una ventana sobre el mundo. Es la curiosidad de llegar donde terminan las carreteras. Descubrir que se esconde mas allà de las montañas. Atreverse hacia el imprevisto. Aceptar el desafìo del desconocido para alcanzar las orillas de la tierra.
Viajar es perderse, sacerdotre solitario, en un exilio voluntario, y encontrar en el camino amigas, amantes, novias, concubinas y putas, hasta reconocer en dos ojos, finalmente, la verdadera Compañera de Viaje.
Progetti. Libri. Baci agli amici. Question marks. Musica. Wikipedia. Mille inutili ossessivi controlli. Senso di perdizione estremo. Pacche sulle spalle e strette di mano. Promesse. Email scritte su scontrini sparsi. Paranoie. Mamme. Mamme in paranoia. Pranzi con i Primus. Conti. Sconvolgimenti. Valutazioni. Centomila pellegrinaggi a BuroCrazyLandia. Visti. Capriole dell’anima. Overdose di vaccini. Dolcetto di Dogliani che, si sa già, mancherai. Questo si quello no. Sguardi. Auguri di buona pasqua a gennaio. Raccomandazioni. Adiòs chavales. Codici pin. Bunker farmaceutico. Incontenibile esplosione interna. Pantaloncini e magliette corte. Fanculo inverno. Chavez & Uribe. Uomo baltico e mar caraibico. Domandedomandedomande. Sguardi commiseratori. Sguardi disapprovatori. Sguardi invidiosi. Sguardi caldi d’affetto. Sguardi.
Non saprei nemmeno spiegare bene perchè. Semplicemente è un qualcosa che si sa di dover fare, una di quelle scie modello-Cometa da seguire senza bisogno di altre risposte. Una specie di treno, che passa in quella piccola stazione vicino a casa tutti i giorni e che basta prendere, non per salvarsi e nemmeno per fuggire a qualcosa, solamente per andare. Per liberarsi da situazioni che calzano attorno alla mente e all’anima perfettamente, troppo comodamente, così comodamente che lentamente assopiscono in un caldo abbraccio energie che comunque esistono. E’ chiaro e palese che è tempo di andare, di succedere ancora una volta e ancora una volta in un altro posto, di strizzare tutto come una spugna con la consapevolezza che al ritorno sarà meravigliosamente zeppa un’altra volta; si chiudono i libri dei Grandi Maestri e si aprono pagine bianche da riempire di mondo. E’ l’ultimo passo quello più difficile, il movimento delicatamente brusco che separa due mani che si stringono e sfiorandosi prendono due direzioni diverse nella speranza che dall’altro lato del mondo si possano incontrare di nuovo, è infinità e battaglie. La forza dell’istinto è superiore a tutto, oltrepassa inestricabili barriere di assurda burocrazia, si aggrappa a Perle Preziosissime che le università sanno offrire e si dirige verso la direzione ostinata e contraria a quella dell’ultimo arrivo. Legami indistruttibili di Case passate si preparano ad accogliere nuove cellule esagonali dello spazioso alveare. Sul sedile di fianco appariranno certezze, figlie di promesse sincere in notti vissute tra umide mura e in macchine rosse, profezie di viaggi a quattro mani finalmente avverate ma compagni di viaggio già da tempo e per sempre. Da qualche parte mi aspetta un fratello, calamita da potenze infinite che superano montagne ed oceani, e porteranno a texane ricongiunzioni di famiglia e di feelings. E poi, nella più assoluta passività, il vento del Sud America saprà portarmi fino alla prossima casa, al prossimo tutto, dove la vita prenderà i colori della Colombia del Nord.viandanti
viaggiano i perdenti
Viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti
viaggia Sua San
Viaggiano i viandanti
viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti
Viaggia la polvere viaggia il vento
viaggia l’acqua sorgente
Viaggiano i viandanti
viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti
viaggia Sua Santità
Viaggiano ansie nuove
Sempre nuove…
Cadono di vertigine…
La destinazione del famigerato ottopermille da parte dello Stato “laico non praticante” italiano verso la Chiesa Cattolica è da sempre di dominio pubblico. Le esenzioni fiscali che i governi concedono alla suddetta in contropartita a improbabili indulgenze post-moderne è saltata fuori ultimamente, da un’inchiesta de L’Espresso. Gli stipendi statali a insegnanti di religione con monopolio esistono ormai dai decenni più remoti. I finanziamenti ai giornaluncoli cattolici non si differenziano per niente rispetto a quelli concordati a giornaluncoli luterani animisti o ufomani. Scoprire però che per ogni biglietto aereo acquistato (con decollo o atterraggio da un qualsiasi aereoporto italiano) vengono destinati, oltre alle normali tasse italiane, anche 1.81 € di Tasse Vaticane lascia in bocca quello strano sapore di sacrilega eresìa.
“Viaggiare è aprire una finestra sul mondo. E’ la curiosità di arrivare dove finiscono le strade. Di scoprire cosa si nasconde al di là delle montagne. Andare incontro all’imprevisto. Accettare la sfida dell’ignoto per raggiungere i confini della terra.”