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Le Maroc c’est un pays très développé, il y a le lait dans le paquet


30 Gen

La chiamata di P. arriva di notte lungo rotte satellitari inedite
l’Atlantico si fa piccolo, sotto la voce calda dell’amico
“quando la situazione va bene, a noi comunque non va bene”.
La chiamata si interrompe al minuto trentasei.

Il gioco prosegue in una dimensione ideale
le cuffie Sennheiser incastrano l’essenziale in una superficie di blues
le giornate condensano su una terrazza in faccia all’oceano
giornate a cavallo tra prospettive di malaria e avanguardie hi-tech.

Le ultime notti del Senegal sono locali per bianchi e targhe diplomatiche
ancora una volta il mondo ripropone i suoi schemi e i suoi cliché
la musica si appiattisce e diventa asettica come l’acqua della piscina.
Domani sarà di nuovo cuffie Sennheiser, di nuovo Ry Cooder con me.

14°41′N 17°27′W


13 Gen

La linea si confonde in una massa d’aria densa.
Il vapore, la sabbia, le cinque del pomeriggio, l’Atlantico.
Piedi nudi e audio insonorizzato. Dakar si riversa tutta qui, a quest’ora.
Corpi giovani e belli emergono dalla sabbia e si tengono lontani dall’acqua.
I senegalesi nutrono un certo timore nei confronti dell’oceano, “la casa degli djinn negativi”.

La massa d’aria densa diventa liquida sulla fronte.
Piedi nudi nell’oceano, il Capitano nelle orecchie.
Affogare ogni pensiero nella rarefazione dell’ossigeno.
Dakar è un porto, il porto più grande dell’Africa occidentale.
La terra e sudore sono il punto d’arrivo.

Il mondo imperversa, fuori dalle bolle d’audio.
Uomini e capre sullo sfondo, donne in silhouette sinuose, ovunque campi da calcio improvvisati.
I senegalesi hanno paura dell’acqua. Puoi immaginarti cosa significa, per loro, salire su quelle carrette per attraversare il Mediterraneo?
C’è bisogno di un referente per dare un senso a tutto questo
e il mio correre ovattato, è un modo come un altro per parlarti.

Le bolle d’audio avvolgono pensieri, ginocchia e polmoni
completano il colore solido di questa spiaggia nel tramonto di gennaio.
Cerco la loro origine, dall’altra parte del mare.
Terra e sudore come un punto di partenza.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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