Posts Tagged “elezioni”

Dear all: We have received information saying that two bomb cars have been found in Barranquilla. One in Exito 51 B and antoher in calle 76 with 52. We don´t know how real this is but just a recommendation stay away from places where people can park cars. This hasn´t happened in Barranquilla since the times of Pablo Escobar.

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…crescono le possibilitá di Antanas Mockus. La Colombia inizia oggi un mese decisivo per i suoi prossimi vent’anni di storia, l’interesse internazionale aumenta.

Questo é il nostro articolo dalla Colombia.

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Il primo sintomo sospetto è un insolito silenzio per le strade. Atipico, in un contesto di venerdì pomeriggio, giorno da sempre dedicato alla sana attività di sedersi a un tavolino e bere birra e giocare a domino e assordarsi di musica Vallenata, in questa Barranquilla sempre più simile a Macondo (o non sarà il contrario?).

Il mistero è presto svelato. “Ley seca”, si chiama. “Legge secca”. Si ironizza pure sulla terminologia, in questa Colombia così teatro dell’assurdo, che neanche il miglior Eugène Ionesco avrebbe potuto inventarsi di meglio. Un fine settimana di puro proibizionismo, vietata la vendita di qualsiasi sostanza alcolica fino alle 22.00 di domenica, ci sono le elezioni e non si può bere.

Simpatico, tetrico, colombia. Colombia, nient’altro da dire. Se non che la motivazione reale la dice lunga sul sistema elettorale criollo: se la gente beve, al mattino è stanca e pigra, “enguayabada”, si dice qua, e contribuisce ad ingrossare le fila di un astensionismo scomodo per le ambizioni dei signorotti politici locali.

Basti pensare ai bus elettorali. Che fanno la ronda dei quartieri più popolari, e per stretta analogia fomite di facili consensi, gente che a votare non ci andrebbe mai perchè semplicemente non esiste, è invisibile a qualsiasi logica economica e politica e sociale, semplici proprietari di una mano che può mettere una X sul logo giusto (e a volte non è nemmeno sufficiente: sono frequenti denunce di “morti che votano”, cinque o dieci anni dopo il decesso). Fanno il pieno, scaricano la massa di fronte al seggio, istruiscono su come votare e poi riportano tutti a casa. Ognuno riceve il giusto prezzo per la propria X, 5 dollari per il senatore e 20 per il presidente.

Storie di Colombia, costa Caribe. Terra fuori dal tempo, fuori da ogni logica e paradigma di sé stessa. Niente di magico, puro realismo.

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Il prossimo anno, i colombiani eleggeranno il nuovo president. Sì perchè, nonostante il plebliscito che i sondaggi non hanno smesso di accordare al parabastone e la narcocarota di Uribe (robe da 80%, 81,27 come direbbe Berlusconi), il vento dalle parti di Washington è cambiato e questo antipatico negrito non sembra disposto ad avallare un terzo mandato dell’unico presidente zerbinoamericano in America Latina.

Caza d’la Poesia, eccellente angolo di filosofi, pensatori, musicisti, perfettamente incastonato sotto un mango tropicale, ha lanciato il suo accorato sostegno al ”partido del P.E.N.E.”. Ossia: “Partido Entreguista Nacionalista Embustero“, dove il principale candidato sarà…Nessuno.

Nessuno infatti tirerà fuori dal terzo mondo questo hermosisimo paese, Nessuno provvederà a ridare una casa ai due o tre milioni di rifugiati interni (seconda tragedia al mondo, dopo la Somalia), sarà Nessuno a guidare la Colombia fuori da una retorica battaglia tra “bene” e “male” dove tutto è, una volta di più, relativo

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L’altro giorno uno di quei canali satellitari parlava delle elezioni in Lituania.
Le elezioni in Lituania.
E a chi gliene importa? A nessuno, nemmeno ai lituani, davvero.
Ricordo un astensionisimo a cifre folli, robe tipo il 60%, o giù di lì. Ricordo che, discutere di politica con un compagno di università, era un’impresa impossibile, e il baricentro del discorso cadeva sempre sull’eterna paranoia di una futura e certa invasione russa.
La politica interna era roba assente dai giornali, e a pensarci bene, erano piuttosto assenti anche i giornali.

Ciònonostante erano felici.

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