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Primo novembre, festa d’Italia


31 Ott

C’è una brezza pesante e prende a pugni il silenzio, qua sulla cima del fondo del mondo. Voci lontane e segnali indistinti, fiumi di polemiche scorrono a fecondare quella famosa madre degli idioti conosciuta ai più. Laggiù nella valle grandi attività in corso d’opera, maniacale fermento nei preparativi per la celebrazione del proprio funerale. Pare che il Ministro Distruzione abbia proposto una gran gita scolastica collettiva a Waterloo, ma nessuno sa dov’è. Hanno studiato tutti (ma proprio tutti) nella Scuola Normale Cepu ma non si capiva niente perchè valentino rossi faceva ininterrottamente il rumore della sua moto, così son diventati tutti bidelli fannulloni. Che passano tutto il giorno a guardare la tv bugiarda, perchè i trozkisti e i menscevichi mandano in onda robe strane tipo un vecchio presidente che parla strano e parla di infiltrare qualcuno e mandar tutti all’ospedale e lavarsene le mani. Cosa tecnicamente impossibile in quanto l’acqua non è più un bene pubblico e nemmeno divino, e comunque è tutta andata a spegnere i miliardi bruciati nella borsa e quella che è rimasta è privata anche se ancora nessuno lo sa, e non lo vuole sapere, perchè noi qua ci si lava i piedi con il vino. Mentre la compagnia di bandiera è stata messa sull’asta e nessuno da lì l’ha ancora tolta, impegnati tutti a cercar di stabilire se è più cinese un cinese o meno italiano un algerino.

Ho come la netta e illuminante sensazione che l’anti-italiano qua non sono io: siete voi.

Into the crowd


18 Set

E così pare proprio che il personaggio dell’anno sia Chris McCandless. Sedici anni dopo la tragica fine della sua romantica avventura, un libro preciso e un film semplicemente perfetto hanno fatto conoscere al mondo questo personaggio interessante, interessante e comunque non unico, sicuramente iconizzato dall’oscuro cocktail generato dalla sua vita e dalla sua morte (difficilmente se si fosse trattato di una storia raccontata in prima persona avrebbe raggiunto tale popolarità).

Interessanti dibattiti e noiose prediche sono già state versate su questo fuggitivo contemporaneo, e non mi butterò sicuramente io nell’orgia di questa discussione infinita, anche perchè è appena entrata nella stanza un’enorme e poco rassicurante falena rincoglionita che tra poco s’incenerirà sopra la mia testa. Solo una cosa vorrei segnalare: l’enorme, insensata, collettiva immedesimazione (virtuale) nei confronti del giovane americano.

Beccatevi youtube, per esempio. Impressionante la schiera di avventurieri in quad e mototrial che si sono immortalati sul bus 142 ai bordi dello Stampede Trail, trasformandolo in uno di quei luoghi di macabro culto come era qualche anno fa la villetta di Cogne. O Facebook: 185 personaggi si sono rinominati Alexander Supertramp (lo pseudonimo di McCandless) e una pagina pubblica è aperta ai suoi fans, già più di 2.000.

Con questo che si vuol dire? Niente. Però McCandless-Supertramp è vissuto ed è morto per starci lontano, dalla “civiltà”.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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