Posts Tagged ‘informazione’

Vaticalia news 24


27 Feb

Noto con preoccupazione che in questi giorni le grandi questioni insolute del nostro paese si mescolano tra loro. Per dire: accendi la tv e ti spiegano che fabrizio corona è entrato passando da una finestra in casa di sarah scazzi da avetrana mentre la mamma guardava in televisione che hanno ritrovato il corpo di quell’altra, nel bergamasco. Il risultato è che mia nonna non ci capisce veramente più un cazzo, fa fatica a star dietro alla situazione e ad avere un opinione personale, da un momento all’altro si aspetta di trovarsi lele mora tra gli invitati di quel festino che uccise la ragazza del delitto di perugia.
E’ preoccupata, mia nonna. E visto che non si può star dietro a tutto (ha anche una vita, lei), deve per forza lasciar da parte eventuali approfondimenti sul fatto che il premier dovrà presto difendersi da tre processi niente male, o il fatto che il maestro di sci del premier, attuale ministro degli esteri di questa Repubblica, conosca gheddafi solo per quel bel ricevimento a base di 500 ragazze seminude che gli tributarono qualche mese fa, a Roma.

E’ veramente misterioso, l’algoritmo del nostro sistema informativo, qua a Vaticalia. L’altro giorno, per esempio, mentre attendevo un treno, sento alla radio di quell’uomo di ottantasei anni che è stato appena condannato a nove anni di reclusione per omicidio volontario. Sua moglie, all’ultimo stadio del morbo di alzheimer, era ormai una visione raccappricciante e indegna, per lui che ci ha vissuto un’intera vita insieme, e non ha potuto fare altro che aiutarla ad andarsene.
Poche ore dopo, mentre aspettavo un altro treno, nel bar della stazione c’era un tg. Una di quelle cose dove c’è una persona che ti spiega quello che dovresti sapere, e non ti lascia esprimere la tua opinione. Questa donna introduce così la notizia: “e adesso un caso che farà discutere, che lascia un po’ di dubbi sulla nostra giustizia [la stessa, ricordiamolo, che dovrà giudicare l’Ingiudicabile]. Un uomo è stato condannato a nove anni di reclusione [io che smetto di mangiare e strabuzzo gli occhi] per una colpa discutibile, ma infamante: omicidio”. Rimango col panino sospeso a mezz’aria, non ci credo neanch’io. Stà a vedere, dico, che questo paese è improvvisamente cresciuto. Che si riscopre improvvisamente pronto per parlare di diritti civili, abbastanza forte per contrastare l’arretratezza ideologica espressa da quel vecchio nazista col cappello a punte bianche, a Roma. E chi ti appare in video? Un tabacchino bresciano, con la tipica faccia da tabacchino bresciano, che ti spiega che qualche anno fa tre ragazzi sono entrati per rubargli duemila euro, e appena se ne sono usciti lui ha imbracciato il kalashnikov e gli sparato alle spalle, abbattendone uno. Legittima difesa, “bisogna rispettare la gente che lavora”.

Di fronte a tutto questo, però, il cruccio più grande, per mia nonna, è sempre lo stesso. Che fine avrà mai fatto mike bongiorno?

La rivoluzione della coscienza


03 Ago

Si parla e si straparla di “informazione“, di “cultura”. La verita è che, immerso su un’amaca sotto un mango, a mezzanotte, qualsiasi individuo connesso a un computer ha maggiore accesso all’Informazione italiana che l’italiano medio col suo digitale terrestre. Provare per credere.

Il potere di internet, una cosa formidabile. Se solo lo si iniziasse a considerare come un pozzo di conoscenza, e non come una latrina dove scaricare insulti e stronzate.

Prendiamo ad esempio Zeitgeist. Si tratta di un documentario interamente “prodotto in casa”, senza nessun altro scopo se non una spinta collettiva (ce n’è bisogno, ammettiamolo) alla rivoluzione della coscienza, un punto di riflessione superpartes per osservare il mondo e le sue dinamiche agghiaccianti. Eppure “la gente” preferisce i quiz beoti sul facebook,anziché usare il suddetto come si dovrebbe, cioè condividendo materiale utile allo sviluppo del cervello umano.

Buona visione.

Due voci, mezza verità


13 Mag

 

Colombia, Sud America. 45 milioni di abitanti ed un solo quotidiano a diffusione nazionale. Con l’eccezione de El Tiempo il servizio d’informazione cartaceo era affidato ai vari e piccoli e inutili giornali locali, ricchi di cronaca nera gialla rosa e arcobaleno, e transparentemente nulli sulle tematiche più importanti.

Tutto ciò, fino a domenica. Da 3 giorni è infatti ritornato alla quotidianità El Espectador, storica voce colombiana relegato da interessi “oscuri” negli ultimi anni al purgatorio della settimanalità.
Pur consapevole di avere tra le mani un prodotto “cugino” de El Tiempo stesso e del colosso radiotelevisivo Caracol (inciuci di famiglia, guardacaso…), il lettore del nuovo quotidiano si trova effettivamente davanti a una voce alternativa rispetto ai “bollettini presidenziali” de El Tiempo.

Dal lato pratico, lodevole l’idea di pubblicare finalmente un giornale in formato europeo (gli altri newspapers colombiani sono 3 o 4 o 5 microgiornali separati tra sè) e pericolosa (per le vendite) l’attitudine di pubblicare i pezzi migliori anche in versione online.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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