Posts Tagged ‘Natale’

Sarayacu giorno 6


24 Dic

Se i nostri governanti fossero “selvaggi amazzonici”.
Se per trovare una Comunità non fosse necessario uscire dal Mondo dell’Ovest.
Se l’unico sapore concesso sia quello dell’acqua dell’aria dei pesci e non quello dei soldi.
Se tutti imparassero a pretendere.
Se camminare e non guidare.
Se il giorno e la notte il buio e la luce la fatica e antiche leggende.
Se tutti usassero internet per entrare nel mondo e non solo fuggirci.
Se i vecchi fossero i saggi e non un cumulo di ossa da parcheggiare in un luogo che non consumi troppa pensione.
Se pensare nel “futuro” non fosse programmare “domani” ma lo spazio e l’ambiente di cinque generazioni più in là.
Se la politica fosse come a Sarayacu, “un qualcosa che serve per costruire pace e pensare all’ambiente e nient’altro”.
Se si sta nella selva lontano da tutti per imparare qualcosa.
Se tutti alzassero di qualche centimetro la linea dei loro orizzonti, allora avrebbe ancora un senso il vostro noioso, fottuto Natale.

Natale selvatico


21 Dic

Uno tra i tanti possibili. Nella selva amazzonica, comunità di Sarayacu, simbolo di lotta di difesa della Pachamama da chi vuole continuare a tirar su petrolio nonostante i tempi incerti. Due bottiglie di vino nello zaino, cinque o sei ore di canoa e un autoctono dai capelli lunghi un metro. Non servono ciccioni vestiti di rosso o bambini vecchi duemila anni per festeggiare il natale.

Poi, per chi non sa cosa fare, c’è un articolo su Peacereporter.

Le luci del Norte


09 Dic

Una comitiva decisamente surreale. Uomini, donne e bambini fuori-contesto in quel mondo amorfo, entità vaganti che scorrevano di fronte ai suoi occhi, inserendo una componente straordinariamente umana ad una sceneggiatura grossolana e volgare. Stralunati e persi, i membri del gruppo avanzavano in rumoroso silenzio, il suono delle loro voci coperto dall’anima della città.

Il ragazzo seduto alla fermata dell’autobus li osservava, incapace di trovare una connessione logica in quella strana combinazione di elementi. Semplicemente, non può esistere, pensava. Soffiava il vento di dicembre, e c’era chi doveva stringere tra le mani il cappello, tra il gruppo degli insoliti passanti. E fu in quel momento che ricordò. Le storie da tavolo di fast-food, la leggenda del bus dei poveri. L’esistenza tangibile di un ghetto, di un’altra città nei quartieri senza asfalto del Sur, una massa senza nome che appariva solamente sui giornali di cronaca nera e che in una notte specifica, per celebrare una Vergine fra le tante, riuniva i suoi pochi spiccioli e noleggiava un bus e portava i suoi bambini tra le luci del Norte, ad ammirare i giardini dei ricchi ed i loro centri commerciali, a contemplare gli addobbi di natale, a dire, sussurrare o pensare, anche solo per una notte, “io esisto”.

War is over…


24 Dic

Ai disperati e agli allucinati, alle maschere di terracotta, a chi ci crede e mangia panettone e certezze, a chi non ci crede e beve dubbi e champagne, alle puttane di Avenida Jimenez, ai pini sacrificati al rito, a quei bambini di strada a Buenaventura, a quell’obeso rosso della cocacola, ad Alexander Lukashenko che mi fissa da dietro al computer, al Reparto Caldaie dell’inferno, ai milioni di disoccupati e agli occupati socialmente dannosi, a quel tipo che non è arrivato a Sydney per sessanta miglia, a quelle quarantamila specie animali che stanno scomparendo, a Paolo Villaggio, ai trentamila mototaxisti che mi hanno scarrozzato quest’anno, ai pagani cui rubarono la festa 2008 anni fa, a chi è nella merda fino al collo, a Enzo Jannacci, ai megalomani incalliti, ai fumatori di ossigeno, a quel grande che tirò le scarpe a bush, alle famiglie a cui manca un pezzo, ai cassintegrati della Lapponia un augurio di buona illusione natalizia, e non incazzatevi se è solo un’illusione.

Baluardi del Natale


15 Dic

Adesso, pare che la nuova moda sia sparare sopra il Natale (anzi: il Santo Natale).

Una roba strana, che in sincerità non comprendo appieno, probabilmente un desiderio diffuso di “elevarsi al di sopra delle masse“, un contestare generalizzato un rito sacro che è alla base della nostra cultura cristiana millenaria, dopotutto. Fin dalla notte dei tempi.

Il Natale è, diciamocelo, una festa sentita per tutti noi. E’ risaputo che a Natale tutti diventano più buoni, la gente adora spendere il proprio tempo all’interno del tàlamo familiare lasciando per una volta da parte congegni diavolerie elettroniche amanti e frodi fiscali, tutti insieme si prende la macchina e si vanno a visitare di buon grado parenti e parentami con sano gusto, nonostante questi rivoluzionari contestatori pensano si tratti solo di “spudorate e false maschere“. Solo chi è in malafede può non accorgersi dell’armoniosità di questi naturalissimi riti, della benevolenza con cui la famiglia intera si prepara a celebrarli, di un non-so-che alone santo che discende sui volti dei pargoli, mentre la mamma cerca di addobbarli come il pino in corridoio e sviare le loro innocenti tentazioni di videogiochi e telefonini che il dopo-cena regalerà loro.

Come non comprendo tutto questo sospetto nei confronti del Natale Babbo. O del suo erede (un po’ fuori moda, a dir la verità, il Gesù Bambino). Non si tratta dopotutto di una figura importantissima per tutti noi, simbolo di appartenenza allo stesso popolo di consumatori eterni, da difendere a tutti i costi contro la superficialità odierna? E pazienza se è bianco e rosso come la Coca-Cola, e pazienza se sornione staziona sempre in tutte le sue multimmagini davanti ai grandi centri commerciali: lui è la nostra guida, e i centri commerciali non sono altro che chiese un po’ più nuove, e quindi non c’è niente di male a celebrare il Natale lì. Che poi, diciamocelo, sono anche meglio riscaldati che le chiese.

Non capisco davvero questi polemizzatori infiniti. Seminatori di zizzanie. Per fortuna, basta guardarsi intorno e capire che lo spirito originario, quello vero, del Santo Natale è ancora vivo e forte in tutti noi. Nelle case, nelle città, nella televisione, tra la gente.

O no??

augurio.jpg

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


Ricerca personalizzata