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	<title>El Diario del Hombre Bàltico &#187; nostalgia</title>
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		<title>44°23′0″N 8°2′0″E</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 20:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltic Man</dc:creator>
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Non esistono più geki, solo lucertole intorno a me. E minuscoli sono gli alberi, minuscoli e senza frutti, già non cadono più i mangos sulle teste della gente. E&#8217; riapparso il vino, insieme all&#8217;olio e all&#8217;aceto, e con il mais non si fanno più arepas e fritongas ma pizza e pane. Il frigo è sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3096/2822074645_567cb1d6dc_b.jpg" alt="" width="429" height="320" /></p>
<p>Non esistono più geki, solo lucertole intorno a me. E minuscoli sono gli alberi, minuscoli e senza frutti, già non cadono più i mangos sulle teste della gente. E&#8217; riapparso il <strong>vino</strong>, insieme all&#8217;olio e all&#8217;aceto, e con il mais non si fanno più arepas e fritongas ma pizza e pane. Il frigo è sempre pieno, il pavimento pulito e le magliette stirate.<br />
Niente più <strong>salsa </strong>dalla radio, ed effettivamente è la musica tutta ad esser scomparsa dall&#8217;ambiente, lasciando quel fastidioso sibilo nelle orecchie tipico della quiete dopo la tempesta. Quotidiano il Papa ci dà la benedizione, e quando non è lui c&#8217;è quell&#8217;altro Illuminato dai capelli in lega polimerica a promettere falsi paradisi. Son lontane le magie nere e le superstizione criolle. Niente più guerrilla, niente più paramilitarismo. Il sole resiste fino a tardi e con calma torneranno anche le adorabili stagioni, qua nel Sud del Nord del mondo.<br />
Lucide, splendenti e ingannevoli le macchine portano, al sabato sera, uomini giovani, lucidi, splendenti e ingannevoli nell&#8217;attacco a giovani donne lucide, splendenti e ingannevoli, in un vero e proprio confronto bellico che 2.000 anni di tradizione cattolica e benpensante hanno forgiato sulle rovine del reciproco piacere. Pare di essere circondati da <strong>maniaci sessuali</strong> e presunte <strong>frigide</strong>; il profumo della libertà è ancora forte sulle dita.<br />
I bambini sono diventati vecchi, e quelli che ancora son bambini vengono incatenati a sterilizzatori di ciucci o scaldabiberon a reazione nucleare, togliendo insomma quel vecchio buon gusto della terra nella bocca che dà sapore all&#8217;infanzia e rende meno deficiente la popolazione del domani. Tra la polvere dei ricordi, piedi scalzi e campi da calcio improvvisati sempre pieni di cuccioli d&#8217;uomo in libertà tra cuccioli di cane e pappagalli colorati. In compenso però i professori continuano ad essere vecchi, a parte &#8220;quello giovane e bravo, avrà più o meno 50 anni&#8221;, e solamente Leuniju capirà se dico che continuo a sognare i giorni di Multimedia.<br />
Gli &#8220;stranieri&#8221; si chiamano &#8220;<strong>immigrati</strong>&#8221; ed entrano in vila di notte per rubare telefoni e computer, rimanendo però impigliati in un Paese che ancora non riesce a diventare wireless.</p>
<p>Si alzino i calici, si sgozzi l&#8217;agnello, <span style="text-decoration: line-through;">Baltic</span> Caribbean Man è tornato nel &#8220;primo mondo&#8221;.</p>
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		<title>Black holes</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2008 21:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltic Man</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Scendi per strada cercando la tua moltitudine giusta, in quella fiumana di genti diverse diverse da te. Dritto avanti a passo deciso verso la catastrofe. Hasta ahora todo va bien, hasta ahora todo va bien, hasta ahora todo va bien. Il contorno sonoro è insopportabile, respiri e urla di una città qualunque in un momento qualunque, adesso il contorno sonoro è inesistente o il filtro delle tue orecchie ha cancellato il mondo. Un mototaxi impazzito recita contromano il suo dribbling folle sul marciapiede.<br />
Il fischio nelle orecchie lasciato dalla sua voce è forte, gli occhi bruciano e non è il sole dei caraibi, la pelle è gelata di sudore strano, decisamente fuori luogo sotto il sole dei caraibi. Disgraziate anime si riflettono nella miriade di specchi dispersi lungo la strada.<br />
Dritto avanti a passo deciso verso il chissà, scrollando dalle spalle il peso di un anno e mezzo di vita, scrivendo la parola fine proprio lì dove non l&#8217;avresti aspettata mai, dopo mesi giorni e millenni di promesse e verità rinnegate nel fondo dell&#8217;etere, dopo fellings continuativi che superavano le montagne e asfaltavano gli oceani.<br />
Il telefono squilla e l&#8217;istinto lo spegne, il mondo richiama a rumbe elettroniche che da questa sera segneranno l&#8217;inizio di nuovi capitoli, pagine bianche e vergini che con consenziente masochismo s&#8217;immolano alla consapevolezza di futuri dolori. Quattro operai affaccendati a lavare un semaforo, la città sprofonda nella sua propria vergogna e quelli si inutilizzano nel fondamentale atto di lavare un semaforo. Piovono dal cielo rimorsi di coscienza, effetti collaterali non del tutto previsti e tantomeno illegittimi. Piovono dal cielo e l&#8217;istinto li spegne.</p>
<p>Lì vicino, nella polvere dell&#8217;ombra sotto un mango, un cane schifoso si morde le costole e regala uno sguardo d&#8217;intesa alle bestie sue simili.</p>
<p><a href="http://www.balticman.net/wp-content/uploads/2008/05/leaving.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-489" src="http://www.balticman.net/wp-content/uploads/2008/05/leaving-225x300.jpg" alt="You could never be as good as she..." width="320" height="385" /></a></p>
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		<title>Blowing into the soul</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 23:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltic Man</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apro Skype e inizio a raccontarmela con Arno. Mi parla di Russia, si rimpiange la tabula piena di nullo Mongolo di un anno fa, mi racconta che quest&#8217;estate dopo esser tornato in Francia e prima di tornare a San Pietroburgo passerà un paio di mesi a lavorare ad Amburgo, e gli preme pianificare un incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="segovia.jpg" href="http://www.sandro.madeinblog.net/wp-content/uploads/2008/04/segovia.jpg"><img src="http://www.sandro.madeinblog.net/wp-content/uploads/2008/04/segovia.jpg" alt="segovia.jpg" width="204" height="269" /></a>Apro Skype e inizio a raccontarmela con <a href="http://www.sandro.madeinblog.net/?cat=62" target="_blank">Arno</a>. Mi parla di Russia, si rimpiange la tabula piena di nullo Mongolo di <a href="http://www.sandro.madeinblog.net/?m=200704" target="_blank">un anno fa</a>, mi racconta che quest&#8217;estate dopo esser tornato in Francia e prima di tornare a San Pietroburgo passerà un paio di mesi a lavorare ad Amburgo, e gli preme pianificare un incontro da qualche parte in Spagna o giú di lì, nel frattempo.</p>
<p>Inizio così a scambiare due parole con il <a href="http://www.marcoinhouston.blogspot.com/" target="_blank">brother d&#8217;america</a>, disperso nei campi (da calcio) del Texas compie 18 anni  si regala il sogno di un futuro a stelle e strisce. Mi racconta cose che già so e nel frattempo lo invidio, lo comprendo, gli auguro il meglio per la sua maggiore età che nel delirio americano non è maggiore età. Vorrei parlagli ancora ma mi scappa nel suo mondo di neogrande, the god-damned.</p>
<p>Passo le notti a parlare con <a href="http://www.sandro.madeinblog.net/?cat=7" target="_blank">Paolo</a>, estasiato da quelle 12 ore di fuso perfetto che trasformano il canto dei miei grilli stanchi nel delirio del suo traffico a Honk Kong, e insieme ridiamo e insieme piangiamo su quanto è grande e bello e diverso e strano il mondo. Sono conversazioni che sanno al tempo stesso diSvyturys e d&#8217;oriente, nel sottofondo delle sue parole milioni di formichine da new-economy.</p>
<p>Dispersa nel nulla vaga <a href="http://www.sandro.madeinblog.net/?cat=70" target="_blank">Doriana</a>, nella sua costante <strong>deriva </strong>su un piroscafo reale intorno a un continente irreale e sudamericano. Appare raramente e come appare scompare, ma nel frattempo ha lasciato uno schermo sullo schermo, uno squarcio devastante e aperto, e velocemente tutto si svuota e davanti agli occhi rimane la magia del Fu. Poi tutto si ricuce e appare <a href="http://www.sandro.madeinblog.net/?p=159" target="_blank">Cesar </a>da Madrid maledicendo tempi duri e votandosi propenso a un prossimo disordine universale.</p>
<p>Trovo nei pallini verdeskype tutta la Lituania, un paese e tre città che mi scrivono mi ricordano si informano e mi fanno viaggiare fin lassù, insieme a loro, come è giusto che fosse e come un giorno sarà ancora. Uomini donne ragazzi e ragazze che saranno come me per sempre, me li porterò dietro sottoforma di pallini verdeskype. Ragazzi, ragazze e <strong>certezze</strong>.</p>
<p>Non spezzo il filo che mai si ruppe con il mio pezzo di <strong>anima baltica</strong> disperso tra i castelli della Loira, parliamo di cose lontane che pure appaiono più vicine, e nitide, e fulgide nell&#8217;immaginario dell&#8217;un-l&#8217;altra lì a viverle. Affido all&#8217;etere il compito di trasportare passioni semplicemente <strong>accantonate</strong>. Nell&#8217;incanto dell&#8217;illusione, vivo profumi e sapori di labbra lontane.</p>
<p>Di tanto in quanto, ritornano così alla luce pezzi di notti vissute, angoli di Varsavia o di Riga o di Mosca che arricchiscono il tutto della loro indelebile presenza, pezzi di altri pezzi che si ricompongono in un ordine superiore da custodire gelosamente e sotto vuoto. Mancano però troppi tasselli, troppe facce vissute e adorate, frammenti di quella vita avanticristo che fu e che sembra inesorabilmente avviata verso la <strong>perdizione </strong>nell&#8217;immobile oblio del feudo natale.</p>
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