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	<title>El Diario del Hombre Bàltico &#187; socialista</title>
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		<title>¡Alò Presidente!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 00:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltic Man</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente e nessuno può spiegare il Venezuela odierno meglio che lo stesso faccione del Chàvez, rossovestito tra i rossovestiti, nella sua consueta Messa dominicale davanti a selezionati e adoranti adepti. Alò Presidente, che già rinfrescava i duri risvegli delle mie domeniche mattine colombiane, non è però nient&#8217;altro che uno tra i fattori nuovi di questa Rivoluzione Bolivariana Socialista che imperversa nel Venezuela odierno.</p>
<p><strong>Le privatizzazioni</strong>.<br />
Dal petrolio alle industrie agroalimentari, dall&#8217;energia al cemento (storia di due giorni fa, fresca), la tendenza a rendere pubblico il bene privato è una realtà chavista che solo la storia approverà o condannerà.</p>
<p><strong>Il Bolìvar Fuerte</strong><br />
Probabilmente la manovra più oscura del &#8220;Ministerio del Poter Popular para la Economia&#8221;. Una valuta che da un giorno all&#8217;altro perde tre zeri, nuovi fogli e spicciolame e nuova confusione, e un controllo &#8220;totale&#8221; della valuta estera che può entrare e uscire nel Paese. Con la costante, conseguente, assurda impennata del mercato nero, che impenna il cambio Bolìvar-Euro (ufficialmente a 3.3) fino a un impensabile 5.0, negli oscuri anfratti dalle faccie losche. Felice il turista straniero euro (o dollaro) dotato, meno felice il Venezuelano che vuole uscire dal Paese. Filosofia-Castro travestita con altri panni.</p>
<p><strong>La propaganda</strong><br />
E&#8217; sulle strade, nelle piazze, ovunque. Il pannellone rosso e gli slogan vari, subliminati da cartelli stradali che mischiano un &#8220;guidate con prudenza&#8221; in questo Venezuela che &#8220;ahora es de todos&#8221;. A caratteri cubitali.</p>
<p><strong>Il ruolo internazionale</strong><br />
&#8220;Pericoloso&#8221; per alcuni (soprattutto in Colombia), &#8220;Esemplare&#8221; per altri, questo Venezuela del XXI secolo effettivamente è la voce più grossa dell&#8217;America latina, siano valori nuovi o colossali vaccate. E&#8217; indiscutibile.</p>
<p><strong>La gente</strong><br />
Piuttosto divisi tra Guelfi e Ghibellini, la risposta dei Venezuelani a questa rivoluzione che non proprio hanno voluto è netta. Se molti vedono con preoccupazione il loro futuro e invitano i metafilosofi delle varie sinistre internazionali a vivere per un periodo da venezuelano per provare sulla pelle il Socialismo Bolivariano, altri vedono finalmente un Paese più equo e giusto e, soprattutto, sabotaggi e tranelli ovunque.</p>
<p>La conclusione di chi scrive, indispensabile a questo punto, profuma di sospetto verso tutto ciò, rivoluzione o sistema, che limita e mutila quei 4 o 5 diritti personali dell&#8217;uomo.</p>
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