Posts Tagged ‘valparaiso’

Espléndidos Cuarentones


04 Mar
La benzina più cara, la banalità del male, il ministro che torna al paese per promuovere il referendum per il “sì” ma ci torna in elicottero e danneggia l’unico giardinetto, l’unico giardinetto è in terra sintetica. Il diesel a 1 punto 978, la banalità del male, il mondo in mano alle destre, morte e distruzione. Distruzione triste, caos incontrollato, lanciar merda giù dal balcone e poi tirar indietro la testa per non vedere cosa succede, se qualcosa di buono succede scenderò a rivendicare che la merda è la mia.
L’altro ministro che è in giro a comprare e vendere armi perché di questi tempi il prezzo delle armi è d’oro, l’altro ministro che vende carri armati così come vendeva carri spandiletame a Cervere, lanciar merda per i campi ma da qualche tempo il letame non serve a niente perché l’erba è sintetica, il letame non la concima. E poi la presidentessa dei sovranismi che svende il paese al Sovrano straniero, una pletora di lacché a scrivere sui giornali che la guerra è bella anche se fa male, dopotutto nella Granada del 1492 prima di imbarcarsi verso il Nuovomondo bruciarono ottocento anni di storia andalusa, los Reyes Catódicos si chiamavano Fernando e Isabel.
La benzina più cara, il diesel a 2 punto 129, la ridicola soddisfazione di poter dire “visto eh, le avete votate le destre”, il Teatro Ariston di Sanremo dove si canta “sarai per sempre mia”. La legge sui femminicidi risolta in un significativo passo avanti, se l’uomo uccide la donna non avrà più parola per stabilire dove e come seppellire il suo corpo, il consenso prima di tutto, donna morta consenso non dà.
Centosessanta ragazzine uccise da un missile mentre si trovavano a scuola, questa è la notizia che leggo mentre esco da una scuola a Sanremo. Passando davanti al Teatro Ariston, decido di andare a far gasolio.
Le piccole soddisfazioni, oggigiorno, sono queste qui.

Valpo


20 Apr

Valparaiso è come scivolare giù per l’appennino ed incontrare il mar della Liguria.

No davvero. Lo dice anche una cartina, controllare per credere. Il Chile altro non è che una striscia lunga e sottile di montagne a ridosso del mare, in un’impressionante discesa che non si esaurisce quando inizia l’acqua, perchè le Ande continuano sotto il livello del mare e producono quelle onde impressionanti che solo il Pacifico concede ai surfers. In più, i cileni parlano uno spagnolo decisamente divertente, un po’ come i liguri con il loro accento (il 50% dei lettori di questo blog è ligure, l’altro 50% vi giunge digitando su google “fighe baltiche”.).

Valparaiso, si diceva, è – con ragione – una delle città più caratteristiche del globo terraqueo, salvaguardata tra l’altro da quella cosa mistica che è l’UNESCO. Immaginatevi una città anarchica, anarchica non solo nell’anima ma anche nell’architettura, dove ogni figlio del mare strappava qualche metro alla montagna per costruirsi la sua casa: Genova, per esempio. Valparaiso è uguale, ma le sue case sono più recenti, più colorate, più decadenti, più assurde. Più sudamericane.

E qualche kilometro più in là, cresciuta in una baia meno portuale e più pretestuosamente elegante, Vina del Mar, sede del festival di musica hispanica più importante e prestigioso in assoluto. Perlomeno negli anni cinquanta e sessanta, prima che televisioni e farandula lo convertissero, guarda caso, in una kermesse di personaggini insignificanti, e la musica decente scomparisse per lasciar posto a un’allegra banda di payasos

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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