Posts Tagged “vuoto”
Jul
22
2010
Venerdì 23 luglio a Saturnia (vagamente, Toscana) in piazza, dalle 18 alle 20, l’evento La Maremma non esiste: agire per tutti e per nessuno. Dodici brevissime azioni per mettersi in discussione e andare alla ricerca di nuovi interrogativi. L’evento rientra nel ciclo di incontri Indicazioni di v(u)oto, la manifestazione privata che si svolge a Saturnia dal 25 aprile, diretta da Maurizio Cont, che ha tra i suoi obiettivi quello di proporre una riflessione sul perbenismo nella cultura. Tra i partecipanti all’incontro di domani: Efraim Medina Reyes, iconoclasta scrittore colombiano apprezzato nel mondo come autore di C‘era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo; Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin; La vita sessuale della Pantera Rosa, Cinema Albero. L’avvocato Nicola Tintori che propone una riflessione sul Tenente Colombo e il mantra contemplativo; L’assessore alla cultura di Grosseto Simone Ferretti che ragionerà autocriticamente sui limiti di fantasia, coraggio e ironia della politica culturale contemporanea; la giovanissima filosofa Hannah Spandenberg che leggerà alcune pagine di Kant in tedesco tratte dal testo Idea di una storia del genere umano dal punto di vista cosmopolitico del 1784; il regista Gianmarco Serra che leggerà una email di Mauro Papa contenente una sconcertante e geniale proposta di azione culturale; la Presidente della banda di Saturnia Elena Bartolini che farà le sue dure critiche a Indicazioni di v(u)oto; l’ex militante politico Beniamino Capobianco che ci parlerà della sua personale rinascita nella liberazione dal catechismo partitologico; il regista Claudio Lerario che dopo aver realizzato in vent’anni di paziente ostinazione il sogno di una famiglia in Norvegia (moglie, figli, lavoro, alto reddito, amicizie, ottime prospettive) è poi scappato. Ci dirà perchè. Il fotografo Roberto de Maria con la sua opera silenziosa Indicazioni di v(u)oto. La giornalista Marléne Merikaetxkebarria che farà un elogio della tenerezza con le sue cronache insolventi; l’attrice Elena Magnani che eseguirà con Diana Cont, Marisa Facchinetti e Roland Canzerini la prova aperta Spicchi d’essenza, specchi d’assenza, un amletico tributo al pensiero di Ernesto Rossi; infine l’architetto e artista Oscar Corsetti che disserterà sull’apodittico ed iperboreo assunto: quando nasci non sceglierti mai una mamma italiana.
Sulla pavimentazione della piazza sarà disegnata l’ombra della sedia immaginaria dell’ Assessore al Futuro.
Jul
25
2008
AmarcordPosted by Baltic Man in Amici, Barranquilla, Persone, Ritorno, Viaggi Mentali, Vita, tags: amico, aquila, Bogota', Colombia, Erasmus, partenza, pellirossa, Solitudine, viaggio, vuotoLa tua gente, i segnali di fumo di un Pellirossa, un’Aquila addormentata nella mano. Sto davvero pensando all’evidente sudditanza dello “scrivere” nei confronti del “dimenticare”, e da lì mi inoltro in ingannevoli circoli mentali troppo più veloce delle dita. Strano davvero il viaggio erratico, a queste latitudini. Il caldo fertile rimpingua i rigagnoli dei sentimenti. Nella stanza a fianco si sentono voci indistinte, amici di amici improvvisano un poker e ne distruggono il sottostante tavolo. Risuonano accenti paisa. Al loro fianco, mi immagino una nativa, immersa nel mondo virtuale in cui si è racchiusa, camminare gomito a gomito con la sua vecchia amica “sé stessa”. Dietro lo schermo passeggia un suo possibile futuro vedovo e lei se lo lascia scappare. Leo cammina a testa alta sopra il filo sul burrone. -“Dopodomani alle 7 del mattino dovrò prendere il taxi”. -“Aaah non farla drammatica. Stop that. Tutti hanno preso un taxi per partire pieni di tutto dopo la loro festa d’addio. Una volta Benat è anche riuscito a fermare l’unica taxista donna del sud america, una tettona che non ha mosso un dito mentre lui moriva sotto tonnellate di valigie”. -“Tu non capisci. Nessuno ha mai dovuto prendere un taxi per finire in un terminal per finire in un bus di venti ore per finire in un bus urbano per finire in un aereo per la Spagna per finire a TORINO. Tu non capisci”.
Urlano di qua ed urlano di là. Sento dietro la porta gente correre fuori dalle vie della ragione. Dietro di lui qualcuno piangendo ride e parla di peperoncino negli occhi. Ma Leo non se n’è accorto, ricollega le logiche delle sue verità: “Praticamente prendo tutto sto casino di aerei e bus e navi e treni per finire su uno scivolo che conduce direttamente nella merda”
D’improvviso capisco. Rivedo, come in una serie di fotoflash, la cronologia del nostro cammino, ritrovo frammenti di etereo ricordo spersi tra le brezze di savona e le tempeste delle nostre provincie, annego nel trago amaro che questa notte ci tocca. Ombra costante, aleggiano melodie di fado portoghese. Ricordo il tempo in cui tornammo a casa – quale casa? – ebbri, sbranando anguria e mango mi confessavi la spinta definitiva che ti ha trasportato su queste terre. Ci ripenso ora scrutando le facce qua riunite, nascosto in mezzo a altre stronzate ritrovo un po’ d’orgoglio, un qualcosa di cui andar fiero d’aver condiviso con loro. Te ne vai e per la prima volta il piccolo mondo di questa grande città addormentata sui caraibi si ferma. Non ho mai visto questa casa inondata dalle lacrime, né ho ritenuto logico piangere sopra un qualcosa macchiato di reversibile. Eppure i muri urlano silenzio, in questa prima notte vedova del tuo spirito. Da oggi non esisteranno più parole né tacite intese, il logico ritornerà a distinguersi dall’illogico, non ci saranno più donne né assurde storie di donne in quest’eterna primavera. Un mutismo androgino e solitario scenderà sulla vita a delirio e caffè. Ciao Amico mio, compagno di Viaggi. |

Entries (RSS)