La fine del mondo è già qui

06 Ago
Il Tilacino, il marsupiale carnivoro più grande delle Australie, si considera estinto dal 1936. Il suo grande sterminatore fu il Dingo, introdotto dai primi austronesiani per questioni di pastorizia.
Tuttavia alcuni aborigeni sostengono di avere avvistato il Tilacino anche in epoche recenti, mentre altri scienziati ritengono possibile ricrearlo attraverso la clonazione, vista la grande quantità di resti trovati qua e là.
Intanto gli austronesiani contemporanei si chiedono come eliminare il Dingo, perché non essendoci più Tilacini, non serve nemmeno più il Dingo, che anzi è una minaccia per le greggi.

Nel frattempo a Purple Castle, 800 m slm sulle Alpi Liguri, circolano branchi di 20, 30, 40 (quaranta) cinghiali tutti insieme. Ogni giorno rivoltano da cima a fondo un castagneto, un orto, un campo di patate. A causa del divertimento di pochi (cacciatori), il lavoro di un anno se ne va in una notte.

Gli esperti garantiscono di averli visti “buttare”. Arriva un tir, apre il portellone, scarica il surplus di questi suínidi che infestano anche le città. La sensibilità contemporanea non accetterebbe soluzioni troppo drastiche, e allora il problema viene semplicemente rimosso, dislocato altrove (non per nulla le chiamano “aree marginali”). Una stagione durata duemila anni, nella quale l’essere umano ha cercato un equilibrio con l’elemento naturale circostante, sta oggi rapidissimamente collassando sotto l’invasione dei maiali selvatici.

Ma poi. Nello schermo c’è Fatma, una ragazza di 24 anni, per l’intero film la vedi raccontare la sua quotidianità sotto le bombe con lo sguardo fiero e con il sorriso lesto. Un film fatto di videochiamate, la quotidianità delle bombe e della fame usata come arma di guerra, “quel che fanno non ha senso. La gente di Gaza non lascerà mai la sua terra”.

Tu che guardi il film sai già come andrà finire. Quella ragazza, con tutta la sua famiglia, sarà sterminata da un missile israeliano proprio il giorno dopo aver saputo che il suo film sarà presentato al Festival di Cannes. Eppure le videochiamate continuano, lei è sempre più stanca ma è ancora lì, la sua famiglia mangia cibo per animali ma è ancora lì, e nello sguardo di questa ragazza c’è tutta la dignità e l’orgoglio di chi non vuole sentirsi una vittima, perché sa di non essere dalla parte sbagliata della storia.

Fatma Hassouna è stata uccisa il 16 aprile. La sua famiglia era l’unica ancora presente in quel palazzo, pertanto l’esercito israeliano ha ritenuto di non potersi dire soddisfatto finché non fosse stata fatta piazza pulita.
La realtà virtuale fornisce informazioni a flusso continuo.
La realtà reale, fuori dalla porta, impone uno sguardo a terra.
Il film “Put Your Soul on Your Hand and Walk”, insieme alle altre testimonianze da Gaza, renderà giustizia alla vergogna più atroce del nostro tempo.

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Diary of a Baltic Man

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