La benzina più cara, la banalità del male, il ministro che torna al paese per promuovere il referendum per il “sì” ma ci torna in elicottero e danneggia l’unico giardinetto, l’unico giardinetto è in terra sintetica. Il diesel a 1 punto 978, la banalità del male, il mondo in mano alle destre, morte e distruzione. Distruzione triste, caos incontrollato, lanciar merda giù dal balcone e poi tirar indietro la testa per non vedere cosa succede, se qualcosa di buono succede scenderò a rivendicare che la merda è la mia.
L’altro ministro che è in giro a comprare e vendere armi perché di questi tempi il prezzo delle armi è d’oro, l’altro ministro che vende carri armati così come vendeva carri spandiletame a Cervere, lanciar merda per i campi ma da qualche tempo il letame non serve a niente perché l’erba è sintetica, il letame non la concima. E poi la presidentessa dei sovranismi che svende il paese al Sovrano straniero, una pletora di lacché a scrivere sui giornali che la guerra è bella anche se fa male, dopotutto nella Granada del 1492 prima di imbarcarsi verso il Nuovomondo bruciarono ottocento anni di storia andalusa, los Reyes Catódicos si chiamavano Fernando e Isabel.
La benzina più cara, il diesel a 2 punto 129, la ridicola soddisfazione di poter dire “visto eh, le avete votate le destre”, il Teatro Ariston di Sanremo dove si canta “sarai per sempre mia”. La legge sui femminicidi risolta in un significativo passo avanti, se l’uomo uccide la donna non avrà più parola per stabilire dove e come seppellire il suo corpo, il consenso prima di tutto, donna morta consenso non dà.
Centosessanta ragazzine uccise da un missile mentre si trovavano a scuola, questa è la notizia che leggo mentre esco da una scuola a Sanremo. Passando davanti al Teatro Ariston, decido di andare a far gasolio.
Le piccole soddisfazioni, oggigiorno, sono queste qui.
