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 White, Worm, Coloured Russian Night. After a day of everything, kilometers and kilometers around the closed close world in East–direction. After a shocked start, built by cyrillic, understanding, people and life.
Now is the not-retourn point, the sweetsalade mix between bureaucracy and craziness that will bring everyone with it. And a mix between something behind myself and someother in front us: to loose and to find, to loose and to find again, looseandfind without end.
Now, is time to close the eyes on this city finally founded, time to close the eyes finishing to fill it inside.
Finally Moskow need go to sleep, and nobody is able to be stronger when she decide to close the eyes…
non le somiglia per niente. L’Ukraina è uno dei paesi più poveri d’Europa, conosciuta in Italia non tanto come terra di santi, poeti e navigatori quanto di badanti, prostitute e aiuto-muratori. Eppure…il paesaggio umano capace di offrire Kiev non è quello, in quanto (anche in periferia, anche nei mercati a cielo aperto dei sobborghi) è possibile incontrare frotte di studenti o di persone emigrate verso la capitale, senza sceglier per forza la via dell’Ovest. Dignitosamente ok. Una cittá quindi che si manifesta obbligatoriamente viva, colorata, e soprattutto ancora vera, poco contaminata dallo-stile (G)old Town che sta distruggendo Praga e Riga…E`nella Cittá Vecchia che si incontrano i personaggi piú assurdi, da vecchie signore sdraiate con 25 cani a raffinati espositori di sovietume a cielo aperto, tutti rigorosamente contattabili solamente in ukraino o russo, in quanto l’inglese non ha ancora colonizzato questo angolo di Est.