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Vaga in queste ore nei cieli sopra l’oceano il mio fratello, destinazione Houston, sola andata perchè il ritorno sarà tra un anno.

Grandi analogie con il sottoscritto e la partenza nel buio di un anno fa: stessa non-conoscenza dell’inglese, stesso spirito, stessa allergie al normale milione di raccomandazioni materne, perfino stessa valigiona verde shoking.

Che se la passi bene. Che approfitti di essere in Texas per imparare l’inglese e lo spagnolo. Che stia attento alle sedie elettriche e ai 42 gradi che popolano quelle parti. Che apra un blog. E che quando un giorno arriverà, poi riparta ancora.

2 Responses to “Il fratello d’America”
  1. Karim Gorjux says:

    Se apre un blog, dimmelo!

  2. baltic man says:

    E sarà meglio no?!?

  3.  
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