Archive for ottobre, 2007

“Radio Tirana trasmette…”


29 Ott

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Jazz in diretta dall’Australia, classics rock from London, robe strane dai network africani e ridicoli bass and drums dall’est Europa.

La rete aiuta il zapping cantato anni fa da Battiato, con biblioteche di link come Surfmusik.de, catalogo veramente rappresentativo di ogni singolo continente, dove ci si può connettere alle trasmissioni in diretta logicamente gratis.

Senza dover ascoltar le pubblicità.

Postcards


27 Ott

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Strade pianeggianti a prospettiva infinita, coperte da coriandoli di foglie ingiallite che spezzano la bicromia di verde e di grigio. Foreste fittissime di betulle si interscambiano a laghi e paludi, non-luoghi misteriosi, fino a quando un grigio avamposto di cittadella sovietica non interrompe tutto col fumo immaginario di una ciminiera ormai spenta.

Nelle anonime periferie si accumulano le solite facce, stravaganze nei vestiti accompagnate da coiffures audaci e perfette, le mille botteghe artefici dell’ardita parrucca si contendono la piazza con i soliti megamarkets, mentre il traffico del tramonto scivola via verso la massa agghiacciante di palazzoni in sequenza numerica laggiu’ sullo sfondo.

Tavola imbandita di ogni possibile sapore. E’ il mixaggio che subiranno a incantare gli astanti, dove chicchi d’uva scivoleranno via tra frittumi e verdure scondite, fantasioso nutrirsi a ispirazione jazz, poi la birra lavera’ tutto e portera’ al prossimo banchetto.

Personaggi fantastici rubano la scena notturna. Folcloristiche rappresentazione di geniali personalita’, assurgono ai ruoli di Regali Piovuti Dal Cielo per chi li incontra e non se ne lascia spaventare. Dura tutto mezz’ora, poi l’incantesimo si rompe e bisogna scappare. Inesorabilmente.

Il Tutto fatto persona. Non semplicemente rispetto, non solo curiosita’ e nemmeno un qualche compatimento spinge a guardare i loro volti, tutti rassegnatamente freddi e scavati, costruiti intorno a due occhi azzurrissimi nei pochi metri quadri che li racchiudono. Sono personaggi destinati a sparire, eredita’ del Vecchio Mostro che poi li ha abbandonati, quasi sempre donne e quasi invisibilmente portano avanti il loro sciagurato lavoro. Nei chioschetti oscuri, o dietro i giornalieri frittumi di strada, o tra rose e garofani.

Le immagini rubate in una stazione d’autobus e quelle inimmaginabili del grounge notturno. Le tonalita’ estasiatiche dei paesaggi ad intercambio stagionale e quelle grigie da un sapore strano. Migliaia di immagini, feedbacks infiniti.

Nelle notti di Kaunas


24 Ott

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Come in un sogno, in cui tutto si avvicina lentamente. Paesaggi conosciuti, quotidianità poco importanti si riaffacciano con insensato realismo là dove non dovrebbero esserci e tantomeno sovrapporsi, seguendo fili logici.

Peccato che i fili logici abbiano abbandonato la scena da un pezzo, e che la notte ormai scesa del tutto racchiuda fantasmi di e immagini viste tante volte, e sempre di notte appunto. Nel portafoglio, nei sedili davanti e nelle mie orecchie si ricompongono perfettamente tutte quelle cose ammassate là nell’inconscio, si ricompongono seguendo il più classico schema onirico.

E’ sulla porta di un appartamento nel retro di Laisvès che arriva la prova del Nove. Perchè quando al secondo squillo di campanello sputa fuori tra un casino indescrivibile e N’arghilè accesi un Arno in mutande capisco che tutto quello temuto, tutto quello sognato, ha preso davvero forma.

Germanerie


22 Ott

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Atmosfera stranamente elegante nel pub, questa sera. Sui quindici variegati volti mal si mascherano austere espressioni di circostanza eccessiva. Presentazione, aroma, assaggio, feedback. Degustazione di whisky, per due ore e con intermezzi culinari di gulash e Tarten la cerimonialità è massima. Scorrono comunque veloci i Magnifici Sette Single Malted, e tra un “invecchiato indiano” e un “aromato neozelandese” si arriva alla fine e le carte si scoprono, puntuali, sui mille deliri di un pub tedesco.

Rinuncio per sempre a capire la cinematografia d’oriente, nippocinese che sia. Ci ho provato ancora una volta, e ancora una volta ho capito che non andremo mai d’accordo. E poi, ma quanto sangue riesce a contenere un nippocinese??

Melodie che sanno d’incenso, racchiudono nell’oscurità dei loro timbri tutte le umide ore spese per ingranarne i meccanismi. Melodie che quando trovano la cima della canna di un organo, penetrano senza tregua alcuna tra pietre muscoli e incensi, in un travolgente finale tacitamente satanico.

Diversamente geniali e genialmente diverse sono tutte le case studentesche d.o.c., senza annotarne l’ubicazione perchè esulano comunque da qualsiasi arredo urbano circostante. Questa è popolata dalle più svariate forme di vita vegetali e cavi elettronici ovunque, e si aggira tra di essi il simpatico, bonario, enorme Knut. Rimanda a giungle peraltro mai viste.

Non esistono i controllori, sui treni della Germania. Per il semplice motivo che il biglietto tutti lo pagano, è chiaro. Ah, l’Italy…

Non si fuma più da 40 giorni, nei pub della Germania. O almeno così dice la legge, perchè poi se proprio si guarda bene la faccenda in quel tavolino laggiù qualcuno ne accende una. E anche là, vicino ai bagni. Ah, l’Italy…?

Atomkraft Nein!


20 Ott

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E’ dei pub della Germania Profonda che escono le miglior cose.

Concerto plurimo con gruppi vari, show delle sonorità più raffinate che spaziano dal power-metal all’heavy-metal, dal prog-metal al nu-metal, sonoritá metal insomma, con fiumi di birra quotata 1,70 al pezzo se si restituisce il vuoto ovviamente.

Le bands sono effettivamente brave, qualcuno di loro porta là dentro lo spirito giusto direttamente dalla Svezia o dalla Finlandia, ma il protagonista principale Re dell’atmosfera che si respira è il pubblico, caldo numeroso e soprattutto equamente distribuito, tra i 2 generi.

La palma d’oro, senza possibilità d’appello, va ovviamente alla Famigliola Locale in libera uscita, il venerdì sera: padre, madre e i due figlioli che al momento della Striscia la Notizia teutonica si saranno chiesti: “allora, scala 40 o una bella commediola americana stasera?” “ma perchè non andiamo a sfasciarci all’Atomkraft Nein???”

E così fu. Complimenti al capofamiglia dalle treccione metriche e i mille tatuaggi, e alla sua gentile consorte questa sera de-li-zio-sa nei suoi stivaloni di pelle e borchie d’acciaio. E complimenti anche ai due pargoletti, di 15 e 10 (dieci) anni, capelli angelici biondissimi stra-lunghi protagonisti perfetti dell’attività del sottopalco.

La famiglia Rossi tedesca.

Time to go


18 Ott

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“Quindi, te ne vai in Germania?”

“Eh, già…”

“E poi?”

“E poi cosa?”

“E poi, torni?”

“Sì, torno. In Lituania”.

“Ma perchè?”

“Perchè sì”.

“In che senso?”

Per dare libero sfogo a questo tarlo corrosivo, che non è un allergico rifiuto al “Qua” inteso con definizione specifica ma in un’accezione completamente generale e commutativa, questo tarlo che altro non è se non un irrisolvibile malessere della costante insofferenza, che porta inevitabilmente verso una strana forma di dromomanìa cronica, tale che oggi stesso io debba andare a Bergamo Orio al Serio, e da lì in Germania e poi ancora più in là”.

“Ah.”

Victor Wooten


17 Ott

Stà a vedere che sei uno di quelli vecchio stampo, all’antica, in qualche modo velatamente ostili alle innovazioni. Che si parli di tecnologia di sesso o di caldarroste tu la pensi così, e vai sempre sul sicuro.

Anche quando si parla di musica.

E quindi non comprendi, non metabolizzi, proprio non riesci a concepire la ribellione dei subalterni.Che diamine, da che mondo è mondo il Basso ha sempre fatto il basso, cioè quelle note (poche, per carità) di sottofondo (sottofondo, bada bene) ad altri. Se proprio vuole dialogare dialoghi con la batteria, si gestiscano la loro libertà nella sezione ritmica e finiamola lì con queste idee malsane.

E invece no. I virtuosismi sulle 4 corde possono esistere eccome, ma bada bene che non si parla solo di grooves travolgenti o giri genialmente contorti. E’ quando il basso detta la linea armonica, che inizia lo show. E la rivoluzione.

Lo spirito giusto


16 Ott

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Doppia striscia d’acciaio lontana e infinita che parti da laggiù dove arrivò Marco Polo. Giorni stanchi nel Serpente d’Acciaio, giorni sospesi su materiale semovente. Compagno di viaggio no anzi del Viaggio, sconvolgente specchio di tutto quel Mito&Betulle che scorre lì, fuori dal finestrino. Che però un minuto prima non risultava.

Un altro giro di giostra era là, là su quei sedili impregnati di vita del Treno Più Lungo Che C’è, là dove è nato e dove è destinato a riportare. Un Peones da Madrid ha appena finito di leggerlo:

sono stato visto mangiare con le mani seduto per terra, sono stato tentato
di buttare via tutte le pentole e andare alla ricerca di pentole in ferro,
ho passato alcune ore seduto davanti ad una candela accesa, ho fatto incetta
di incenso e tè, ho guardato biglietti aerei verso varie destinazioni in
Asia… insomma mi ha destabilizzato completamente.”

Cose russe


13 Ott

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Ci sono i soliti “gruppi di ignoti senza targa sulla macchina” che girano per i villaggi, completamente ubriachi, uccidendo a caso. C’è il piccolo funzionario pubblico che si inchina e si piega per pochi Rubli, nel silenzio. Ci sono i terroristi, gli unici impuniti di tutta la storia. E c’è un presidente che si diletta personalmente nella nobile arte della tortura, nelle migliori tradizioni famigliari.

Ci sono tutti, in questo simpatico (poco simpatico) e immaginario libro nero. Peccato che sia poco immaginario e molto reale, e che la sua autrice, Anna Politkovskaja, sia l’ennesimo nome tra i Martiri del Giornalismo, assassinata proprio perchè una delle uniche voci fuori dal coro di consensi al Nuovo Zar.

“Rimma mi mostra un normale questionario scolastico della figlia-vittima a Beslan, di quelli che compliano milioni di bambini delle medie: cognome e nome, cosa vogliono diventare da grandi, e c’è chi scrive che gli piace Schwarzenegger e chi peta, il ragazzino della classe a fianco. IL questionario di Aza è diverso.

Domanda: ‘cosa ti preoccupa maggiormente?’ Risposta: ‘La Russia’. Semplice”.

Consigli per gli acquisti (gratis)


12 Ott

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Signori, qua non si parla mai di tecnologie. Negli ultimi mesi, oltre a floppy disk e programmi che ti fanno diventare un Simpson, non si è più affrontato il tema, perbacco.

Ma Mister, non ha visto cosa proponiamo oggi? Keepvid, un website che permette di scaricare video da Youtube senza che si debba installare nessun tipo di programma aggiuntivo! Non è geniale?

Scaricare da Iutiub, ha detto? E come la mettiamo poi con la visualizzazione successiva al download? Con che formato possiamo scaricarli? Eh?

Ah, è semplicissimo. Basta rinominare il file che scaricheremo “get_video.flv”, ovvero formato flash player, dopodichè dovrete curarvi di avere un programma con i codec per la visualizzazione dei filmati in .flv (il sito Keepvid ve ne propone uno in homepage). Tutto qua. Tutto gratis.

Yarh.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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