Archive for settembre, 2008

Giornalisti in crisi d’astinenza


28 Set

Non è facile, scrivendo sui limitati spazi di un giornale, riuscire a condensare una notevole quantità di follie in una sessantina di righe. Eppure sul Venerdì de La Repubblica, magazine capace – tra l’altro – anche di pubblicare uno scoop completamente inventato, ogni tanto ci riescono.

L’articolo riportato qui sopra, a firma di Piero Ottone, è uno di quei micidiali mix di populismo e malainformazione particolarmente apprezzato dagli editori italiani, soprattutto quando sono finite le tette e i culi da spalmare un po’ di qua e un po’ di là. L’insana situazione dei media nostrana si può quindi riassumere brevemente in:

  1. …a cominciare dall’alcol, che è forse la droga meno dannosa. Sarebbe bastato un rapido giro su google per smentire questa balla colossale, nota a tutti tranne che a qualche ministro e al signor Piero Ottone.
  2. I poveri non si drogano. No? Si drogano eccome, i poveri. Semplicemente, quando non possono permettersi determinate sostanze stupefacenti, si buttano nel crack, o sniffano colla, o allungano la  cocaina con il cemento in polvere.
  3. Si sono provate tutte le strade per arginare l’uso di droghe. Si è provata la strada della severità e dell’intransigenza, come quella della liberalizzazione. Si? E dov’ero io? E dov’era Ottone? In Olanda? Il mondo è ancora piuttosto lontano da quella liberalizzazione che potrebbe rendere meno ipocrita un sistema che ingrassa le mafie di tutto il mondo.
  4. La prevenzione più valida è l’offerta di alternative che impegnino e appassionino un giovane. Lo sport è spesso lo strumento adatto. Questa è quella che più mi fa incazzare. La più patetica. Perchè lo sport è probabilmente il settore umano maggiormente colpito dal problema delle droghe, e nemmeno troppo sommessamente. Perfino i cosiddetti “atleti della domenica” al lunedì, dopo la gara rionale, pisciano blu, e non si è scoperto oggi.

Se gli spazi nei giornali continueranno ad essere occupati da questi personaggi, i giovani giornalisti continueranno a bestemmiare duro, l’opinione pubblica italiana non potrà fare altro che rincoglionirsi ulteriormente, e gli italiani all’estero presto si dichiareranno ufficialmente apolidi.

Piuttosto, tette e culi.

Il liberismo ha i giorni contati


25 Set

Nei giorni di banche che si affolasciano su sè stesse e asini che sono riusciti a non volare più è giusto rendere il giusto omaggio alla band che forse più di tutte incarna quel leggero senso di sodomìa passiva delle nuove generazioni.
I Baustelle, da ascoltare seduti davanti a uno schermo di computer impolverato sorseggiando un mate amaro .

Ma vi perdono
Perché in fondo portate nel cuore
Sangue che è destinato a seccare
Vivete un morire

Filosofie di vigna


25 Set

Sig. Pinotu: “… e quindi sì, quel bastardo di #### mi ha denunciato perchè ho scaricato del letame davanti a casa sua”.
Sig. Pierìn, rassegnato: “eh. Cosa vuoi farci. D’altronde è uno scapolo. Logico che voglia rompere le balle”.
Gli astanti tutti, con espressione stupita e interrogativa: “…???…”
Sig. Pierìn “…ma sì, è così. Non vi siete accorti che da che mondo è mondo gli uomini che non si sposano sono quelli che fanno più casini? Quelli che danno problemi? Uno si sposa e sta tranquillo. Quella gente lì no. Poi allora gli ormoni un bel giorno gli danno alla testa e rompono le balle a tutto il mondo. E’ sempre stato così. Tutte le più grandi teste di cazzo della storia erano scapoli”.

(fedelmente tradotto dal piemontese da Baltic Man).

Eppure un tempo tutto ciò accadde


21 Set

Camminavo per le vie di genova. Senza un senso apparente sai, semplicemente fluìvo, apatico. Penso riflettessi sull’importanza di alcune cose. A pensarci meglio, mi chiedevo se possa rendere la vita più felice vivere una vita in mezzo alle palme o in mezzo ai pini. Un dubbio atroce per uno e insignificante per cento, lo riconosco. Poi, rubai al vento umido dei vicoli la percezione di un suono. Era più che un suono, era un idoma, un universo conosciuto. Era lituano. Labas, dissi. Sui loro volti si pietrificò un attonita crosta di sgomento. Non parlavano una parola di inglese, mi toccò rispolverare le vestigia di quella lingua nobile che claudicante ancora (r)esiste – stupore – nei meandri del mio cervello. Furono ore di squisito sapore, e ancora adesso mi sento in colpa per aver fatto loro perdere Sampdoria-Kaunas.

C’è stato un giorno in cui ho pensato di volare, e di visitare un mondo fantastico. Muovendomi leggero e antigravitazionale nel nulla visionavo dall’alto le mille forme di vita succedere sotto di me. Era un’esplosione di colori, un voyeuristico piacere, l’esplosione della vita nella vita. Una rivelazione: el hombre està equivocado. La vita, il colore, l’arte, la bellezza, l’amore, l’essenza, la verità, il piacere, la melodìa, la saggezza, la fantasia, il mondo, il senso delle cose stanno nell’acqua e non sulla terra.

Dalle parti dell’Uganda una macchina si fermò in una nube di polvere. Scese un padre, e a piccoli passi lo seguì la figlioletta. Aveva due anni e mezzo, e i medici non capivano cosa le stava succedesse. Piangeva. Finché tutto apparve chiaro: l’avevano violentata, quelli del clan rivale. Aveva due anni e mezzo, e i medici non capivano perchè.

Un mattino si svegliò e incontrò il Silenzio. Era sceso sul mondo come uno strato di neve, e come uno strato di neve aveva ricoperto il vivente e l’immobile. Si era inghiottito i suoni lasciando solamente la percezione della loro esistenza, un atavico riflesso di comunicazioni già fallaci. Padre Silenzio poteva uccidere gli uomini, era sicuro. Poi, come uno strato di neve, tutto si sciolse.

Into the crowd


18 Set

E così pare proprio che il personaggio dell’anno sia Chris McCandless. Sedici anni dopo la tragica fine della sua romantica avventura, un libro preciso e un film semplicemente perfetto hanno fatto conoscere al mondo questo personaggio interessante, interessante e comunque non unico, sicuramente iconizzato dall’oscuro cocktail generato dalla sua vita e dalla sua morte (difficilmente se si fosse trattato di una storia raccontata in prima persona avrebbe raggiunto tale popolarità).

Interessanti dibattiti e noiose prediche sono già state versate su questo fuggitivo contemporaneo, e non mi butterò sicuramente io nell’orgia di questa discussione infinita, anche perchè è appena entrata nella stanza un’enorme e poco rassicurante falena rincoglionita che tra poco s’incenerirà sopra la mia testa. Solo una cosa vorrei segnalare: l’enorme, insensata, collettiva immedesimazione (virtuale) nei confronti del giovane americano.

Beccatevi youtube, per esempio. Impressionante la schiera di avventurieri in quad e mototrial che si sono immortalati sul bus 142 ai bordi dello Stampede Trail, trasformandolo in uno di quei luoghi di macabro culto come era qualche anno fa la villetta di Cogne. O Facebook: 185 personaggi si sono rinominati Alexander Supertramp (lo pseudonimo di McCandless) e una pagina pubblica è aperta ai suoi fans, già più di 2.000.

Con questo che si vuol dire? Niente. Però McCandless-Supertramp è vissuto ed è morto per starci lontano, dalla “civiltà”.

Robe da mat


16 Set

E così Ryanair arrivò a CuneoLevaldigi. “In prova per qualche mese, con due voli per l’Inghilterra e uno per Dublino. Poi, se funziona, confermeremo la faccenda”, dissero i suoi boss. I voli, che partiranno il 20 dicembre, avranno una cadenza probabilmente settimanale.

La denominazione dell’aeroporto, “Cuneo Italian Alps”, lascia intendere che lo scopo delle rotte è portare sulle montagne della Granda i turisti inglesi. Signor Ryanair ha già capito che non può contare più di tanto sul viaggiatore bugia-nen??!

Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero?


11 Set


Le strade sdrucciolevoli i madrigali magri i computer che si connettevano al mondo tra il frigo e la stufa le radiazioni di pòmice della televisione la criptonite che si rifiutava di funzionare se il tubo catodico era collegato le guerrigliere musulmane del kurdistan le rumene che passavano sotto casa gli iperdiscount tedeschi le domeniche mattina a latte e cianuro madonna era una cantante e non la mamma di un dio un argentino che voleva fare il macellaio per parlare con le vecchine gli elicotteri della nato la fame nel mondo la fame del mondo la fame nel mondo gli asciugamani elettrici si stava meglio quando si stava peggio gli amici arancioni che si illuminavano in basso a verde l’indie-rock inglese le donne digitali il sesso da lontano il sesso digitale le falene a forma di tupolev lezioni di salsa su un filo di poliestere mio fratello che porta a spasso un cane immaginario le due di notte le tre di mattina le quattro di plastica l’epoca x l’aereo che costa meno del treno mi compro un aereo e vendo il treno un suonatore di armonica per le vie di austin un uomo che correva con una gamba di carbone i libri virtuali dovevano ancora essere scritti le degustazioni di antrace le coppie di fatto le copie del fato le coppie di fate le coppe di feti gli aggiornamenti in tempo reale sul telefonino sul nostro fottuto futuro le otto principesse e i settecento nani le armi gli scudi i diritti umani la carta igienica che non finiva mai il cane schiacciato da una macchina mentre inseguiva il rotolo la guerra subito senza sè e senza mah il cinema tedesco le pillole per il male ai capelli gli uomini che vegetavano e i fagioli umanitari i lifting nei loft il software dell’hardware le professoresse nell’asilo nido quantitativi immensi di hard-metal che si scaricavano in un attimo alla faccia dei metalmeccanici novecenteschi i quarantamila anni della regina d’inghilterra la massaia di voghera sadomaso online gli asini e i muli come i mammuth homer simpson presidente degli stati uniti d’america anime e spiriti messi all’asta su ebay i nonni che non ci capivano più niente e mandavano a fanculo il mondo intero tutto gandhi che si sarebbe ucciso da solo i piselli enormi perchè erano geneticamente modificati infinite discussioni sul senso della vita con la voce elettronica di donna dei caselli autostradali gli occhiali cinesi da un fiorino con la griffe italiana da trecento euri i cinesi sul fiorino la rubiconda impiegata delle poste che bestemmiava con chi la obbligava a vendere il cd di venditti a pensionati senza pensione e soprattutto un cantautore, sconosciuto, depresso, incazzato, che ho appena scoperto nel fondo dell’armadio di questi disgraziati anni zero. Suo padre era il Noise, sua madre la Melodia, lo lasciarono lì sulle strade di qualche provincia: una volta, l’avrebbero chiamato bastardo.

2.800m s.l.m.


08 Set

Lago delle Forciolline, Val Varaita (Cuneo), Italia.

Santa Fè de Bogotà, Colombia.

P.S.: so che non c’entra niente ed è scritto in castigliano, però…questo articolo è interessante.

A tomar por el culo, Tim


04 Set

-chiamo il 4916 Tim

“…bentornato Baltic Man, pensava di fare il furbo, e invece no, si è accorto che semplicemente non può vivere senza telefonino. E’ così. Bene, quindi lei vuole ricaricare il suo buon vecchio numero con cinque miseri euri, barbone. Bene. Ovviamente prima DEVE conoscere la nuova promozione che Le consentirà di ottenere un nuovo telefonino e cambiare finalmente il suo marzone grazie ad un comodo piano tariffario di 65 euri al mese per n mesi e blablabla per ricaricare i suoi miseri 5 euri prima che si scarichi la batteria prema il tasto 1 e inserisca il codice topsecret”

-premo il tasto 1.
-inserisco il codice segreto.

“non faccia il furbo, barbonazzo. Inserisca il codice corretto”

-ri-inserisco il codice segreto.

“bene. Vuole far diventar MAXXXXI la sua ricarica?”

-perbacco, sì. Suona bene. Cosa devo premere?

“ehi ehi ehi calma. Prima devo spiegarle cosa vuol dire far diventar MAXXXXI la sua ricarica. Significa che i suoi miseri 5 euro saranno trasformati, come per magia, in un credito illimitato che le consentirà di mandare sms a tutti i suoi amici Tim finchè morte non vi separi. Inoltre, se non avesse un telefono medievale, potrebbe mandare videomessaggi sulla Luna per un periodo di 40 giorni ovviamente gratis. Le regaleremo poi 5.000 ore di traffico illimitato verso tutti i Paesi dell’emisfero boreale da utilizzare comodamente in quelle fredde serate d’inverno quando non avrà un cazzo da fare. E poi questo, e poi quello, e blablablabla. Bella storia eh? Vuole insomma moltiplicare esponenzialmente questi 5 euro fino a diventare uno degli uomini più ricchi del pianeta? Prema il tasto 7”.

-Lo voglio! Premo il tasto 7.

“…siamo spiacenti di informarli che la promozione maxxxxiicarica Tim non è idonea al suo piano tariffario”

44°23′0″N 8°2′0″E


02 Set

Non esistono più geki, solo lucertole intorno a me. E minuscoli sono gli alberi, minuscoli e senza frutti, già non cadono più i mangos sulle teste della gente. E’ riapparso il vino, insieme all’olio e all’aceto, e con il mais non si fanno più arepas e fritongas ma pizza e pane. Il frigo è sempre pieno, il pavimento pulito e le magliette stirate.
Niente più salsa dalla radio, ed effettivamente è la musica tutta ad esser scomparsa dall’ambiente, lasciando quel fastidioso sibilo nelle orecchie tipico della quiete dopo la tempesta. Quotidiano il Papa ci dà la benedizione, e quando non è lui c’è quell’altro Illuminato dai capelli in lega polimerica a promettere falsi paradisi. Son lontane le magie nere e le superstizione criolle. Niente più guerrilla, niente più paramilitarismo. Il sole resiste fino a tardi e con calma torneranno anche le adorabili stagioni, qua nel Sud del Nord del mondo.
Lucide, splendenti e ingannevoli le macchine portano, al sabato sera, uomini giovani, lucidi, splendenti e ingannevoli nell’attacco a giovani donne lucide, splendenti e ingannevoli, in un vero e proprio confronto bellico che 2.000 anni di tradizione cattolica e benpensante hanno forgiato sulle rovine del reciproco piacere. Pare di essere circondati da maniaci sessuali e presunte frigide; il profumo della libertà è ancora forte sulle dita.
I bambini sono diventati vecchi, e quelli che ancora son bambini vengono incatenati a sterilizzatori di ciucci o scaldabiberon a reazione nucleare, togliendo insomma quel vecchio buon gusto della terra nella bocca che dà sapore all’infanzia e rende meno deficiente la popolazione del domani. Tra la polvere dei ricordi, piedi scalzi e campi da calcio improvvisati sempre pieni di cuccioli d’uomo in libertà tra cuccioli di cane e pappagalli colorati. In compenso però i professori continuano ad essere vecchi, a parte “quello giovane e bravo, avrà più o meno 50 anni”, e solamente Leuniju capirà se dico che continuo a sognare i giorni di Multimedia.
Gli “stranieri” si chiamano “immigrati” ed entrano in vila di notte per rubare telefoni e computer, rimanendo però impigliati in un Paese che ancora non riesce a diventare wireless.

Si alzino i calici, si sgozzi l’agnello, Baltic Caribbean Man è tornato nel “primo mondo”.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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