1. Alessandra Amoroso – La mia storia con te
2. Shakira – Waka Waka
3. Eminem & Rihanna – Love the way you lie
4. Lady Gaga – Alejandro
5. Fabri Fibra – Vip in trip
6. Modà – Sono già solo
7. Ne-yo – Beautiful Monster
8. Mika & Redone – Kick ass (we are young)
9. B.o.B. – Airplanes (feat. Hayley Williams)
10. Katy Perry – California Gurls (feat. Snoop Dogg)

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Mentre torni indietro, sotto una luna che diventa fredda e improvvisamente mutilata del suo lato migliore, e solo il motore dà un senso sonoro a canzoni in potenziale, orfane di musica – accordi comunque in minore, accordi immaginari –, tu solo in macchina, e i nuovi capannoni industriali prefabbricati che spuntano come figli illegittimi, senza un nome né un perché, e nelle orecchie ancora le chitarre di un rock sbiadito da ogni sorta di covers, e lo sguardo illusoriamente provocante di lei, cosa fai quest’anno e chi lo sa, beh fatti sentire io sono qua, mentre superi mazzi di fiori freschi sul ciglio della strada e d’istinto sposti il piede sul pedale più a sinistra, alzi gli occhi sullo specchietto retrovisore e ti risvegli come ubriaco la domenica mattina, sensazione sgradevole di mille dejà-vu.

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…e finalmente sembri una persona seria, gli dicevano.
Tutti.
Non sapevano che, da quando si era tagliato i capelli, si drogava e beveva e scriveva sui muri esattamente come prima.
E forse anche di più.

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Concerto di Ferragosto I

Montagne denudate del loro intimo silenzio, sacrilego rituale pagano non peggiore di altre barbarità valligiane [i centri commerciali traboccano. Umanità bambina].
I moderni pellegrini inseguono sulle cime più alte la chimera di una diretta televisiva, “esserci” significa “essere là dove si spingono le telecamere”, esistenzialismo applicato alla realtà contemporanea.
A lui comunque tutto questo non interessa.
E’ lì per la musica, la voce del passato invisibile nel tempo.
Lo speaker radiotelevisivo esagera gli intervalli tra suono e silenzio, frenesia del piano di sotto in contrasto con ritmi d’altura, tradizionalmente, lenti.
Donizzetti, Mendelssohn, Rossini. Dove giocavano già più? In un’epoca in cui l’arte primeggiava sullo spettacolo, e il re stringeva uno scettro e non un microfono.
Le montagne, comunque, sempre uguali. Sempre lì, millenarie.
Lo speaker esalta aforismi di patria e bandiera, eppure per lui gli unici eroi possibili indossavano parrucche bianche e vestiti a fronzoli, romantici simboli di rinascimenti perduti.
A contraddire lo speaker comunque ci sono le casette militari. Pietre su pietre, sangue su sangue, pietre su sangue. La montagna non ha pietà per i labili confini dell’uomo. Sessant’anni dopo l’ultima carneficina, la montagna tutto cancella e niente perdona.
E poi comunque ci sono le aquile, i fiori, le nuvole, il nulla. Un frammento di neve che resiste al grigiume di un mare di pietre, prolungata agonia di un’estate che in extremis vincerà.
L’uomo della televisione comunque continua a parlare, la sua dialettica stordisce e colpisce. Molesta e attira. Irrita e anestetizza. Distrugge, conquista.
La musica propone e s’impone. Insinua ma non obbliga. Illude e svanisce. Dignitosamente vince, è eterna.

Foto di Elianto Blu

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…smisero di far l’amore
smisero anche di scopare
smisero di dormire insieme
e smisero di chiacchierare…

Marlene Kuntz

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DOVE leggerei il mio QUANDO?
CHI leggerebbe il mio COME?
COME scrivere il mio DOVE?
QUANDO scrivere il mio CHI?

Alfonso Romano de Santa Ana

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Ho visto Videocracy, come ogni italiano dovrebbe e non dovrebbe fare, almeno una volta nella vita (quantomeno, perchè Bondi ha consigliato di non farlo, e questo è già un valido motivo) (non lo faranno).
Molti gli spunti di riflessione che il documentario (di pregievole fattura) presenta, molti dei quali sono egregiamente illustrati qui. Quanto accaduto negli ultimi trent’anni in Italia assume tinte grottesche che solo ora si collegano tra loro, e sarà comunque la storia a stupirsi di un disastro così ampio e diffuso, a livello sociale, culturale e morale.

Ciò che volevo sottolineare, forse perchè appare nei titoli finali, è un dato solo apparente secondario, che comunque contribuisce a fotografare la (pessima) Italia che ci ritroviamo tra i piedi. L’84a (ottantaquattresima) posizione italiana nella classifica mondiale che misura l’uguaglianza tra i sessi. Certo, avere un ministro per le pari opportunità il cui unico merito è essere una figa aiuta, ma non voglio pensare che un po’ di colpa non ce l’abbiano neppure loro. Le donne (non tutte, blablabla). Che, effettivamente, spesso hanno abboccato in pieno alla “filosofia” del Basta Apparire, con tutte queste storie del fashion e dell’uomo coi soldi che ti insegnano, sulla pelle, già alle scuole medie.
Questo successo è dedicato anche a loro.

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Tim offre un servizio SOS Ricarica.
Sei senza credito, mandi un messaggio, ti “prestano” due euro.
Il servizio ha un costo di un euro.
Come la mettiamo con l’usura?

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© by Baltic Man