Crasssshssszzzptf

21 Mag

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Questo testo poteva essere l’ultimo
l’ultimo di una lunga serie di notti non dormite y procrastinación.
Sarebbe potuto
– avrebbe dovuto –
chiudersi così questo blog,
sparire da un momento all’altra senza lasciare traccia di sé
assenza di un referente in un delirio a senso unico.

Uno schermo nero e vuoto di risposte
“this domain does not exists e non terremo traccia di te”
l’identità digitale è labile effimera illusoria e fugace
tu muori nel buio, e l’uomo baltico se ne vola via con te.

Ancora una volta di fronte alle macerie fumanti
a parlare di ricostruzione
a tentare di afferrare quel che già non è più tra le mani
a sentirsi formica e non cicala, inutile formica, schiacciato da un destino su cui non avrai controllo mai.

E invece questo post è il numero mille
1.000 volte “scrivi”, senza aver chiaro il perché
1.000 volte leggi, leggi l’ombra di te
1.000 volte ancora, muchas gracias a Cé.

Abril

01 Mag

Room

Piena consapevolezza delle cose.
L’urlo è sulla pelle, sotto la pelle, nella carne.
L’urlo è la coscienza, la fusione delle stelle.
Materia in viaggio siderale,
in cammino verso noi.

Noi che siamo neve che cade sulle cose
noi che siamo febbre, la febbre del rimpianto
noi che andremo avanti, perché non serve altro
noi che finiremo insieme, e non importa quando.

È una visione di luce andina, di asfalto in mezzo al giallo.
Di lampadina tropicale, “ci vedono dall’alto”
El pelo arrecho y negro, la forma del encanto
Tu cuarto en el invierno, para seguir amando.

Pero sobretodo es ausencia y deseo, es ganas de cambiar
la estrella del oriente, algo en que creer
es seguirte desde lejos, y verte triunfando
sentir orgullo de ti, de ti que estàs volando.

Sentir orgullo de ti, reconocer todos tus sueños
y olvidarse de los otros, de los que fueron mal
volver a la Argentina, al Tropico del Canto
volver para encontrarte, allà en el mismo bar.

Así que se pasa el tiempo, se van los calendarios.
Se nos fueron el espacio, los detalles y la geometría.
Seguimos siendo uno, la suma de las partes
Seguimos siendo juntos, bien lejos del desastre.

Blueland

19 Apr

Blueland

Maledizioni primordiali.
Il veleno del mondo è tutto lì, nascosto nel paesaggio.
Storie di polvere di zoccoli e silenzio.
Ti arriva il dolore nella schiena, il dolore dei cavalli.
Eppure l’ultima luce del tramonto, laggiù in fondo.
Eppure la sensazione che non tutto era da perdere.
Eppure l’insondabile mistero del blu.

Ma sì, buona fortuna

04 Apr

“Guardali là, quelli sono i miei compari”.
Si son costruiti il buio per nascondersi meglio.
Si sono cercati una luce, perché anche una fiamma è un discorso.

Li riconosci, sono facce strane, superfici d’ignoto in cui non hai mai smesso di perderti.
Cercando le loro tracce hai tracciato la rotta.
Seguendo il loro fiuto hai creato il destino.

Così li guardi ancora una volta, quei loro occhi del viaggio
e riconosci le pietre e riconosci la steppa.
Cadranno anime nell’erba, là fuori nel mondo
cadranno rami secchi e ponti di cemento
cadranno le case nei villaggi ma non importerà davvero
perché avrai in mente quegli occhi,
quei loro sguardi diversi,
volersi prendere il cielo.

Voler prendere il cielo e scavare nel fango
cercare nel buio, smuovere pietre, esplorare gli anfratti.
Ritrovarsi distrutti, ferite aperte, fratelli distratti
Lo que no me esperaba es lluvia, y llueve fuerte agua frìa.
“Tal vez este es el cielo”, dice el coronel bajo el paragua
“Tal vez es un sueño”, dice la foglia gialla, travolta dall’acqua.

E allora aguardiente y cumbia e avanti, si cambia
l’unica costante è il tempo, e non esiste, e forse non è nemmeno costante
e graffia i vetri con le unghie, e nel silenzio tace
e allora aguardiente y cumbia,
e avanti così,
si balla.

Miguel Almereyda

25 Mar

Last snow

Un bar
– tutto è già accaduto –
si svela
si svela mentre accade
forse tutto sta accadendo
e noi siamo chiusi dentro
e noi siamo con lui
laggiù
là dove non è più
là dove sarà
e lo aspetteremo
mentre tutto accade
è già accaduto e ancora
accade.

Esorcismo dei più

08 Mar

Stalagmis

“Siamo materia afferrata alla vita”,
dice il vecchio pittore mentre nasconde i suoi quadri più belli
e siamo polvere vuota di stelle,
mancanza in accelerazione.
Siamo il desiderio dell’autodistruzione
siamo il cattivo e siamo un bel sogno
siamo un gran grido di disperato bisogno
siamo compassione della specie,
bellezza che non piace,
siamo un errore che si muove veloce.

E siamo sole che non scalda,
pioggia che non scende,
vento di triste incanto
e suono,
siamo musica e canto.

La-Campagna-Lettorale

21 Feb

tratto da: Il Giornale

L’Islàm.
Le ricariche telefoniche della wind.
I nigeriani.
Il Museo Egizio.
Il rifugiato senza biglietto sul treno.
La vera sinistra siamo noi.
Quaqquaraqquà.
I bonifici annullati.
Emma Bonino.
I negri, ancora i negri.
E i bianchi poveri, ai bianchi poveri chi ci pensa?
Censione di Pittadinanza.
Le larghe intese.
Le lunghe attese.
Elio e le Storie Tese.
Ancora i negri.
Il ritorno del fascismo.
I molisani, prima i molisani.
L’uninominabbbile secco.
Dal 5 marzo tutti a casa.
Stringiamoci tutti intorno a Pamela.
Negri, dateci dei negri, siamo indietro coi sondaggi.
La priorità è il Paese.
Prima di tutto, il voto utile.

E la Chiesa, la Chiesa non dice niente?

Užupis

17 Feb

Užupis

Correvano i bambini, infagottati nei loro vestiti da neve, mentre le madri (tre donne totalmente diverse tra loro) sfioravano il vetro con il dito, allungando verso il basso la distrazione dai loro pensieri, sorridendo con la mente alla vista di tutto quel che accadeva – o non accadeva – in quel momento nel mondo,
alla vista degli altri proiettati sui loro “sé”.

I bambini, in abiti viola, correvano lontani verso la strada, e con le piccole mani sul vetro della finestra ripetevano i movimenti delle loro madri e tentavano di far scorrere il mondo, distanziando il piccolo pollice e il piccolo indice da un ipotetico centro, come a voler ingrandire un qualcosa che, nel rumore sordo della vita, per un momento aveva catturato la loro attenzione.

Là fuori, la statua dell’Angelo e le luci di Natale ancora accese da qualcuno che non si arrendeva al Gennaio, illuminavano un mondo dall’altro lato del fiume,
dall’altro lato da tutto.

Pic by Daiva

Noi

13 Feb

Tout comprendre c'est tout pardonner

Noi non siamo a favore dell’immigrazione.
Siamo a favore della deportazione
degli attuali residenti.

Purple Castle

01 Feb

Purple Castle

Descrive movimenti lievi su paesaggi invernali.
Quattro note di piano, quattro arpeggi scalati, il riflesso del cofano sul bianco della lamiera.

La luce è bianca perché bianca è l’atmosfera.
Neve pulita di spazi nascosti.
Il tramonto degli altri laggiù dietro, verso la piana.
Il riflesso blu dello spazio.
Un intero giorno che muore.

Lui tornando verso casa trova il senso di tutto nella radio accesa,
ma è un attimo che esisterebbe anche nel silenzio,
un’intera vita senza musica.

“E’ tutto scritto nei fili di fumo che escono dai tetti”, pensa.
Tutto scritto nell’insieme di macchine che scendono, mentre lui è l’unico che sale,
verso la notte viola,
verso la montagna.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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