
Un milione di grida che si sono levate al cielo nello stesso momento, interrompendo per qualche ora i colori e le musiche dei carnevali di Barranquilla e il traffico impazzito di Bogotà, per richiamare l’attenzione globale su questo decennale problema che affligge la Colombia. Un milione di appelli che hanno varcato di gran lunga i confini nazionali, arrivando a coinvolgere i cittadini (colombiani e non) di 130 città mondiali per l’opposizione ad una piaga che comunque è comune, estesa a larga scala. Importanti sono i numeri di questa grande manifestazione congiunta che, da Roma a Madrid, da Washington a Buenos Aires, ha permesso ancora una volta di constatare il grado di esasperazione raggiunto universalmente nei confronti di uno dei gruppi terroristici più potenti al mondo.
Come spesso accade in presenza di iniziative di base popolare, non sono mancate le polemiche e le posizioni sospettose, voci che hanno riacceso il fuoco in realtà mai spento della contrapposizione tra Uribe e Chavez, alimentando ancora una volta fiumi di parole che hanno come unico risultato quello di allontanare la risoluzione del problema.
L’accusa è quella di strumentalizzazione politica, in quanto la “Marcia contro le FARC” non sarebbe altro che una “Marcia contro Chavez”, visti i continui riferimenti al presidente venezuelano e ai suoi presunti rapporti con il gruppo terroristico. La senatrice colombiana Marta Lucía Ramírez del ”Partido de la U” ha proposto per esempio di approfittare di quest’occasione per manifestare con cartelli che riportino la scritta “no all’appoggio del presidente del Venezuela alle FARC”. Chi non crede alle origini popolari della marcia accusa infine anche il network statunitense Facebook, dietro il quale ci sarebbero tre giovani americani legati all’alta finanza e all’ultraconservatorismo dell’estrema destra a stelle e strisce.Ancora una volta, il lato meno oscuro della vicenda sta alla luce del sole nelle piazze, ed è composto da tutti quei colombiani che per davvero vogliono dire al cancro infinito che coinvolge il loro Paese, e hanno scelto il colore migliore per allontanare ogni accusa: migliaia di magliette bianche, che con uno slogan chiaro e semplice sottolineano “la Colombia soy yo”. Pochi sono i cartelli contro il presidente venezuelano, mentre spesso ci si imbatte in gruppi religiosi che si rivolgono direttamente a Gesù per infliggere una sterzata importante nella politica contro le FARC.
La risposta più importante la si aspetta comunque dalle stanze del potere a Bogotà, negli ultimi giorni effettivamente abbastanza impegnate a ricevere le visite del Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti Michael Mullen e di Condoleeza Rice.
Articolo scritto il Mercoledì 6 Febbraio 2008 alle 9:57 am e archiviato in Barranquilla, Colombia, Farc, Politica, Sud America. Puoi tenere traccia di tutte le risposte a questo post abbonandoti ai RSS 2.0 feed.
Puoi scrivere un commento, o fare trackback da un vostro sito.
Febbraio 7th, 2008 alle 2:06 pm
Francamente a Rapallo non si sono sentite le grida….in effetti in Italia ci sono questioni più “importanti” …. si deve votare di nuovo…..e, se non stiamo attenti, a qualcuno potrebbe venire in mente di imitare le FARC…ma qui intanto non importa niente a nessuno.
Saluti a Leuniju
Febbraio 7th, 2008 alle 7:10 pm
vedi di nn farti rapire, di nn prendere malattie tropicali e attento alle tarantole e ai serpenti…;) scherzo!!(così, così…)
nn c diventerai mica un ribelle indipendentista???
Febbraio 7th, 2008 alle 7:36 pm
…e nonostante tutto, perfino qua se la ridono della situazione politica italiana:
chica: “tu che studi?”
io: “qua, giornalismo”
chica: “ah, bene! In italia ne avete di cose da scrivere…!”
Tutto detto.
Saluti da Leuniju!
Febbraio 7th, 2008 alle 7:51 pm
Eh no eh!! Io capisco tutto e sono in genere tollerante, ma preso per il culo da un colombiano sulla situazione politica NO! E’ troppo!
Febbraio 7th, 2008 alle 7:54 pm
Ascolta me alleati ai cocaeros (lo so che non si scirverà così ma abbi pazienza) e metti su un commercio illegale di cocaina, poi attiviamo qualche tuo contatto in Cina ed esportiamo fino la! Io ti tengo la contabilità che fa sempre comodo!
Febbraio 7th, 2008 alle 10:16 pm
Comunque l’ottimo Leuniju la foto l’ha fatta a “la cola”….
Febbraio 7th, 2008 alle 10:27 pm
Da quanto ho capito fino a adesso, gira piu coca in italia che qua….