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Ai flores do verde pino


27 Feb

Portugal

L’Ucraina è il confine di Europa come lo è la Lituania la Grecia e il Portogallo.
È il confine d’Europa perché fino lì è arrivato quel vecchio sogno cosmopolita che non accetta i dispotismi
fin lì è arrivata la possibilità di studiare all’università senza doversi indebitare con le banche
e da lì arriva il confronto con le terre d’Oriente.
Se cade l’Ucraina cadrà Europa
quella che ha coltivato voglia di potersi esprimere e l’ha trasformata in bellezza,
quella di Rossi e di Spinelli,
non quella fredda delle istituzioni europee, o della paura dell’altro.
Ma Europa scricchiola dall’interno, è spaventata e stanca
e proprio dalle sue periferie arriva forza fresca e voglia di farcela. Ho visitato Kiev nel 2007 e sono bastati pochi giorni per ricordarla come una delle città più aperte cosmopolite creative determinate e curiose. Proprio come Vilnius, come Tallinn, Varsavia.
Il vento fresco arriva da Est.
A Ovest c’è il Mare Grande, rassicurante, definitivo.

Racconto differenziato


22 Set

Il bicchiere di plastica non va gettato nella plastica, perché è sporco di birra.
Rifiuti misti.

Nemmeno la tazzina della coppa del nonno va gettata nella plastica, perché è sporca di coppa del nonno.
Rifiuti misti.

La scatola di cartone della pizza non può andare nel bidone giallo, perché…
Rifiuti misti.

E la scatola delle scarpe che ho comprato stasera?
Dipende.
Il cartone non può andare con il cartone, perché contiene elementi che cartone non sono.
La carta velina interna che avvolge le scarpe, invece, può andare con la carta, perché pur essendo velina, è comunque carta.
Occhio però all’etichetta, perché se contiene colla, occorre separare l’etichetta dalla colla, e gettare l’etichetta nell’apposito contenitore per le etichette, e la colla nel bidone per le colle.

E quel che rimane – nel caso in cui qualcosa rimanga?
Rifiuti misti.
[cronaca di un dialogo accaduto per davvero, nell’anno Terzo della decade Seconda del secolo Ventuno, calendario giudaicocristiano].

Neologie


09 Giu

Io vengo dalla Luna che il cielo vi attraversa, e trovo inopportuna la paura per una cultura diversa. Chi su di me riversa la sua follia perversa arriva al punto che quando mi vede sterza. Vuole mettermi sotto sto signorotto che si fa vanto del santo attaccato sul cruscotto, non ha capito che sono disposto a stare sotto, solamente quando fotto. “Torna al tuo paese, sei diverso!” – Impossibile, vengo dall’universo, la rotta ho perso, che vuoi che ti dica, tu sei nato qui perchè qui ti ha partorito una fica. In che saresti migliore? Fammi il favore, compare, qui non c’è affare che tu possa meritare. Sei confinato, ma nel tuo stato mentale, io sono lunatico e pratico dove cazzo mi pare. Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna… Ce l’hai con me perchè ti fotto il lavoro, perchè ti fotto la macchina o ti fotto la tipa sotto la luna? Cosa vuoi che sia, poi, non è colpa mia se la tua donna di cognome fa Pompilio come Numa. Dici che sono brutto, che puzzo come un ratto ma sei un coatto e soprattutto non sei Paul Newman. Non mi prende che di striscio la tua fiction, io piscio sul tuo show che fila liscio come il Truman. Ho nostalgia della mia luna leggera, ricordo una sera le stelle di una bandiera, ma era una speranza era, una frontiera era, la primavera di una nuova era era. “Stupido, ti riempiamo di ninnoli da subito in cambio del tuo stato libero di suddito” No, è una proposta inopportuna, tieniti la terra, uomo, io voglio la luna! Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna… Non è stato facile per me trovarmi qui, ospite inatteso, peso indesiderato, arreso, complici i satelliti che riflettono un benessere artificiale, luna sotto la quale parlare d’amore. Scaldati in casa davanti al tuo televisore, la verità nella tua mentalità è che la fiction sia meglio della vita reale, che invece è imprevedibile e non il frutto di qualcosa già scritto, su un libro che hai già letto tutto ma io, io, io no. Io, io, io… Io vengo dalla luna

Michele Salvemini (Caparezza), “Io vengo dalla Luna”.

…sirene e inganni del sogno che va…


26 Giu

Erano altre epoche ed altri luoghi, ma più o meno un anno fa Ella si congedava dai tempi baltici obbligandomi ad ascoltare una canzone che altrimenti non avrei mai conosciuto.

Nella riproduzione casuale che lentamente scivola verso le cosiddette braccia di Morfeo, risuonano parole e concetti che ancora risvegliano la coscienza, ritratti disegnati da pennello e pianoforte sempre più verosimili e in qualche modo romantici nell’iperinflazionato mondo odierno.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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