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Posts Tagged ‘memoria’

Noapte bună pentru tine


12 Feb

Vaga inquietudine d’azzurro
accade nel crepuscolo di un mediterraneo di provincia
quando le dita si atrofizzano tra le lamiere di un sms
mentre il circo dei gitani si insedia, in caravane milionarie, interconnesse al satellite
e l’uomo dei comandi solo dice: “fai cosa vuoi”.

Faccio l’azzurro perché azzurro è quel che voglio
il colore dell’ombra nell’isometro del display.
Le pozzanghere si allargano di acqua crespa nel parcheggio dei gitani
io faccio l’azzurro, è l’azzurro che fa me.

Metteremo insieme parole inseguendo il caso,
le nostre parole preferite, o chissà, le più scontate.
Parole che si ritorceranno contro, diventeranno materia
carne e cervello e fondi di thé.

Tutto appare confuso all’una e diciassette di un mediterraneo di provincia
tutto appare così chiaro, e irrimediabilmente azzurro.
mentre il circo dei gitani si insedia, in caravane milionarie
l’uomo dei comandi non riesce ad andare a dormire, e solo dice:
“io ho detto tutto, adesso fai cosa vuoi”.

 

Oh! Uomo


13 Gen

Mil hermanos
con el sudor de los hermanos, cada cual a su tumba.

C’è scritto sulla porta della stanza 202 di un vecchio albergo andaluso, da cui questa notte si espande musica elettro-.

Qui hanno luogo rituali collettivi, che celebrano la stasi del tempo.

Perché la memoria è artificiale, è fatta dall’uomo, è fatta per l’uomo.

Oh! Uomo di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi [2004] from ,\\' on Vimeo.

La memoria è artificiale, e un essere umano potrebbe anche decidere di colorarla.

Colorare la memoria è darle un accento perverso, così come filmare, in qualche modo, aiutò a dimenticare. Così come i volti sfigurati sono la guerra che continua.

Poi al minuto 38.50 tutto sembra diventare improvvisamente onesto, tutto sembra ridursi al movimento di un corpo femminile, alla smorfia di dolore di chi lo insegue e desidera ma si ritrova con le mani legate.

C’è anche un uomo che impara a scrivere con una protesi.
A vederlo, viene da pensare che il difficile non è imparare a usare la protesi: il difficile è tornare a scrivere.

C’è l’orrore, e altro orrore, e tutto l’orrore possibile.

Ma è a colori.

Ed è successo molto tempo fa.

Salva nelle bozze?


14 Nov

Mentre inseguo e libero il momento, e ti scrivo una mail
– pezzi di adesso che si compongono in forma casuale –
osservo questi pensieri che diventano parole
e si accumulano e si sovrappongono in una massa, qui sopra
che soffoca e schiaccia un flusso autentico
penso a quest’immagine che scorre dal cervello alle mie dita
e la vedo trasformarsi in una genesi di uno e zero
la vedo intrappolata negli spazi asettici di un magazzino digitale
la vedo immortale, resistere alle stagioni, sopravvivere anche a noi
e soprattutto vedo te e forse anche me
in una sera noiosa del tempo futuro
ravanare tra la posta inviata e ritrovare questi pensieri,
che non saranno più materia superiore, pezzi di vento.

Che non saranno più sinceri,
non saranno più questo momento.

Amazzonia interattiva


18 Dic

Di Sarayacu si era già parlato.
Nel frattempo, niente è cambiato: la Comunità continua la sua “resistenza partecipata” difesa dallo spazio naturale della forestamazzonica, mentre il mondo di fuori impazzisce ma tenacemente si afferra al suo equilibrio precario.

La novità, piuttosto, è un processo di “digitalizzazione della memoria storica” che i Sarayacu hanno deciso di intraprendere, per partecipare sempre più attivamente, insieme all’universo dei popoli nativi americani di cui sono parte integrante, alla costruzione di un mondo e di un modo di vivere il mondo diverso da quello imposto dalla cultura dominante. Ed è una bella notizia.

Per i prossimi giorni, quindi, “noi” (dove per noi si intende un gruppo omogeneo disperso tra il parallelo tre, Torino e Kabul) seguiremo questo processo con videocamera e buona energia, e poi qualcosa succederà. O forse no.

Sul treno


01 Dic

Lui. Occhiali e pancetta incipiente. Studente. Parlantina loquace. “Hai visto ieri, quel regista che è morto?”
Lei. Suoneria del telefono orribile e molesta. Indecisa tra giurisprudenza e disegno grafico, dice. “Quale regista?”
Lui. “Un regista veccio. Era anche famoso”.
Il giornale di fronte. Un presidente con gli occhiali nella foto. “Addio Monicelli. Gli italiani non ti dimenticheranno mai”.

Diary of a Baltic Man

Real Eyes. Real Lies. Realize.


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